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A che punto è la rifondazione del Chelsea?

By 9 Gennaio 2021

Siamo arrivati a metà stagione, ma i blues hanno dimostrato di conoscersi ancora poco. Ora Lampard deve dare un assetto stabile alla sua squadra

La squadra nuova per eccellenza in questa stagione è una soltanto: il Chelsea. Per tutte le altre c’è stato troppo poco tempo per pensare a come rimettere mano alla squadra e per trovare gli uomini giusti al prezzo giusto. Abramovich invece ha speso, perché non c’era altro modo per strappare il Chelsea dalla mediocrità in cui era caduto nell’ultimo periodo (complice anche il blocco del mercato per due sessioni).

Il magnate russo, però, non ha solo comprato. Ha anche venduto alcune pedine importanti come Willian, Ross Barkley, Loftus-Cheek e ha inserito nella rosa dei Blues alcuni dei giovani già importanti e più interessanti del panorama europeo.

Ma come si sono inseriti i nuovi acquisti nel telaio di squadra progettato da Lampard?

Thiago Silva è sempre Thiago Silva, nel bene, (è sempre uno dei migliori difensori sull’uomo e abile nell’impostare la manovra) e nel male. Ha bisogno di un uomo a centrocampo che copra la porzione centrale del campo, come faceva Marquinos nel Paris Saint Germain. Ecco perché il tecnico blues sceglie spesso Kanté centrale con alcuni scompensi naturali nell’impostazione della manovra dal basso a cui poi bisogna rimediare.

(Photo by Richard Heathcote/Getty Images)

Timo Werner è molto simile all’attaccante visto con la nazionale della Germania. A volte è l’attaccante del presente e del futuro, con una rapidità da sessantametrista e una lucidità sotto porta che fanno spavento. Altre volte è un arruffone dell’area di rigore che non sa trovare una posizione e non aiuta la squadra negli sbocchi da dare alla manovra.

Kai Havertz è quello che ci ha capito di meno, sballottato in vari angoli del campo, con compiti diversi e mai sfruttato appieno. Ha giocato anche tanto, 15 partite ad oggi, ma spesso sono spezzoni e non è stato mai incisivo. Infine Hakim Ziyech, che ha giocato solo 8 partite chiuso da due infortuni, mentre i migliori acquisti ad oggi sembrano essere Ben Chilwell, che ha spodestato dalla fascia sinistra Marcos Alonso ed Emerson Palmieri e il portiere Edouard Mendy, arrivato dal Rennes per mettere fine all’agonia di Kepa Arrizabalaga, autore di un errore dopo l’altro.

Per mettere insieme tutta questa nuova e bella gente Lampard ha improvvisato diversi test, che in parte sono ancora in corso. All’inizio aveva scelto un 4-3-3 molto classico, con Reece James e Marcos Alonso laterali di difesa e Havertz centrale, per giocare da centravanti di manovra e dare spazio a Werner e Mount che giocavano larghi.

(Photo by John Walton – Pool/Getty Images)

Molto presto però si è passati a un 4-2-3-1 un po’ per coprire meglio la coppia di centrali difensivi, un po’ per mettere Werner, all’inizio dell’anno abbastanza prolifico, al centro dell’attacco. Quando finalmente si è ripreso dall’infortunio Ziyech, Lampard ha cercato anche di utilizzare un doppio centravanti, affiancando Abraham a Werner, con Ziyech e Mount (o Pulisic) laterali, mentre successivamente le migliori partite si sono viste con Giroud centrale (e siamo sempre lì con il vecchio Olivier), Pulisic esterno sinistro e Werner dall’altra parte. In questo continuo bailamme anche il centrocampo ha visto stravolgimenti, Jorginho ha perso la centralità che aveva con Sarri e l’ultimo Lampard, mentre Kanté ha fatto un po’ di tutto sempre con la solita diligenza.

Appena sembra aver trovato un assetto, Lampard però cambia le carte in tavola, scombussolando tutto. Contro il West Ham, il Chelsea aveva giocato un’ottima partita, vincendo 3-0. A centrocampo aveva giocato bene Jorginho, con Werner nella posizione larga a sinistra che predilige e Abraham centrale.

Nell’ultima partita contro il Manchester City Lampard ha ancora cambiato, perdendo per 1-3. Aveva un’idea molto semplice all’inizio della sfida contro Guardiola. Bloccare il loro gioco centrale con Kanté davanti alla difesa, mentre il Chelsea, in pratica senza regista, faceva muovere la palla da Thiago Silva direttamente sulle mezzali, Kovacic e Mount. Il gioco è durato 10 minuti, poi c’è stato il collasso. Guardiola portava Cancelo dentro al campo, facendolo impostare insieme a Rodri. Gundogan si alzava e si piazzava alle spalle di Kanté, così che il francese era in mezzo alla tempesta e non sapeva dove aiutare prima. Non poteva aggredire troppo in pressione, ma nemmeno schiacciarsi troppo sui centrali.

(Photo by Julian Finney/Getty Images)

In quello spazio di mezzo tra Kanté e Thiago Silva sia Gundogan per il primo gol che De Bruyne altre decine di volte hanno sguazzato.Durante la partita si sono viste anche cose buone, come la bontà dei movimenti posizionali della catena di sinistra (mentre si vede che Ziyech, Azpilicueta e Kovacic non si conoscono bene e a destra hanno giocato molto male) e l’intraprendenza di Pulisic palla al piede, ma il resto è stato davvero brutto e il City ha letteralmente dominato la partita.

Dopo la partita con il City però è chiara una cosa, ovvero che c’è confusione ed è almeno un punto di partenza. Lampard deve decidere in fretta modulo, posizioni definitive di alcuni uomini essenziali (primi fra tutti Kanté e Werner) e poi scegliere il suo undici stabile, a cui poi ovviamente si deve applicare un leggero turnover. Questa squadra si conosce ancora molto poco ed essere in queste condizioni a gennaio non è il massimo. Poi ci saranno ancora due sessioni decisive di calciomercato, in cui Abramovich può anche pensare di comprare qualche campionissimo e ripartire dal grande giocatore, intorno a cui tutto poi deve accordarsi. Staremo a vedere perché sono queste le fasi dove le scelte pesano molto di più.

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