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Akpa Akpro non è più un oggetto misterioso

By 8 Novembre 2020

Arrivato alla Lazio fra lo scetticismo di allenatore e tifosi, l’ivoriano si sta ritagliando uno spazio sempre più importante

Se esiste una costante nella vita professionistica del francese naturalizzato ivoriano, è quella di essere accolto da un certo scetticismo iniziale. Anche perché Jean-Daniel Akpa-Akpro ben  ha presenti ampiezza e limiti personali e proprio per questo motivo fa dell’umiltà una costante di riferimento. Ma di solito l’umiltà è una delle caratteristiche umane meno apprezzate e più fraintese. La scambiano per modestia ma è tutta un’altra cosa.

Al momento del suo arrivo alla Lazio il tecnico Simone Inzaghi lo conosce poco, probabilmente lo vive come un semplice “travaso” dalla Salernitana, probabile pedina buona per uno scambio di mercato. Poi durante il ritiro estivo lo osserva bene e comincia a farsi un’idea sempre più chiara. Innanzitutto è un gran lavoratore, preciso, puntuale, capace di integrarsi nel gruppo. Poi si accorge che a centrocampo può essere l’alternativa meno tecnica (ma molto utile) a Milinković-Savić.

Anche la tifoseria biancoceleste all’inizio non sprizza gioia nel vedere quel nome tra i rinforzi della rosa 2020/21. Ci si aspetta Fofana dall’Udinese, arriva lui. Lo scetticismo è rispedito al mittente grazie alla capacità di sacrificio, alla serietà e anche al saper attendere il suo momento senza forzare gli eventi. E il suo momento arriva. 26 settembre 2020, Sardegna Arena. Cagliari e Lazio sono in campo per la prima di campionato. A 20 minuti dalla fine i biancocelesti sono in vantaggio per 0-1 ma non riescono a chiudere una partita per larghi tratti dominata. E quando è così, la situazione si fa rischiosa.

Foto Fabrizio Corradetti / LaPresse

All’improvviso Simone Inzaghi fa cenno al giocatore con la maglia numero 92 di scaldarsi ed entrare in campo in tempi rapidi. Milinković-Savić appare stanco e le energie vanno gestite. Non è una sostituzione tattica, Akpa Akpro si posiziona proprio nella zona di pertinenza del serbo. Il modulo rimane il 3-5-2. C’è forse meno fosforo in mezzo al campo ma certo non meno dinamismo. Del franco-ivoriano emerge subito un elemento: è essenzialmente destro ma il sinistro fa bene la sua parte, anche in fase di costruzione. E dopo 4 minuti da quell’esordio, Ciro Immobile regala alla Lazio il gol della sicurezza. Poco meno di mezzora in campo e l’ultimo arrivato in serie A non è più un cognome particolare ma un calciatore che desta interesse. La sua diventa all’improvviso una storia da raccontare.

Jean-Daniel Akpa Akpro è un prodotto delle giovanili del Tolosa. Nel capoluogo dell’Occitania il centrocampista francese con passaporto ivoriano, classe 1992, gioca con alterne fortune fino al 2017, 121 partite e 5 gol. All’età di 23 anni gli consegnano la fascia di capitano, è un punto di riferimento per tutto lo spogliatoio ma un problema al bacino prima e la pubalgia poi lo frenano. In due anni, soltanto 3 presenze. Finché il Tolosa non rescinde il contratto. All’inizio del 2018, la Serie B italiana gli dà una nuova chance: Akpa Akpro firma per la Salernitana di Claudio Lotito. A Salerno viene preso per una figura marginale, di lui si sa che è un calciatore in ricostruzione psicofisica. Una certa riservatezza nei comportamenti lo fa apparire quasi dimesso. Chiude la stagione con 5 apparizioni, ma l’anno successivo allenatore e compagni di squadra hanno già imparato ad apprezzarlo. E le presenze saranno in tutto 22. Poi durante la stagione 2019/20 arriva alla guida della Salernitana Gian Piero Ventura. Akpa Akpro gioca 31 volte, segna 2 gol, offre copertura, proposta in avanti e qualche assist. L’ex CT della Nazionale italiana dirà qualcosa che ha quasi il sapore dell’eresia. In realtà saranno parole profetiche: «Per me è un giocatore da Serie A». Se è un consiglio, Lotito lo accetta e porta a Roma il centrocampista.

Foto LaPresse – Gerardo Cafaro

L’11 ottobre 2020 Jean-Daniel compie 28 anni, il vero regalo di compleanno arriva 9 giorni più tardi. La sera del 20, Lazio e Borussia Dortmund sono in campo all’Olimpico per la prima di Champions League stagionale. Akpa Akpro siede in panchina. Al minuto 67 la squadra di casa è in vantaggio per 2-0. I tedeschi attaccano ma il centrocampo biancoceleste chiude bene le linee di passaggio. Anche stavolta Inzaghi cambia Milinković-Savić con il giocatore ivoriano. Serve contenimento, servono energie fresche. Ma non sembra un innesto felice, non fosse altro perché poco dopo l’entrata in campo del numero 92 il Dortmund accorcia le distanze. Ma il calcio è strano e le sue divinità di riferimento hanno logiche poco ripercorribili. Minuto 77, dai piedi di Luis Alberto nasce un filtrante sulla fascia sinistra che mette in movimento Immobile nell’insolito ruolo di suggeritore laterale. Dovrebbe esserci proprio Ciro a raccogliere a centro area il passaggio rasoterra all’indietro. Invece, ad avventarsi sul pallone è proprio Akpa Akpro. Piattone di sinistro e palla in rete. La gioia del franco-ivoriano è di difficile contenimento, i compagni lo abbracciano come se a fare gol sia stato un bomber di professione. Il sogno è diventato realtà: in un anno, dalla serie B italiana all’esordio con gol in Champions.

Ma poiché la malevolenza non ha limiti, all’indomani dell’impresa prende a circolare quella che si dimostrerà una perfetta fake news sul suo conto. Una bufala confezionata ad arte, con Claudio Lotito nei panni del salvatore di un immigrato abbandonato dallo Stato italiano. Da bravo mecenate calcistico il presidente di Lazio e Salernitana si commuove e gli regala una nuova opportunità. Una storia dal registro sapientemente patetico fatta raccontare, nel tentativo di rendere più realistica la storia, proprio dal diretto interessato in lacrime a una tv africana. All’inizio la falsa vicenda assume toni di viralità in rete, c’è forse chi pensa di rendere Akpa Akpro una sorta di Joseph Minala che non inganna sull’età. Poi la narrazione si rivela per quella che è e tutto sgonfia in fretta. 

(Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

Jean-Daniel Akpa Akpro torna tuttavia a far parlare di sé pochi giorni più tardi. 1° novembre 2020, si affrontano Torino e Lazio. Alla fine del primo tempo i padroni di casa sono in vantaggio per 2-1 dopo che era stata la Lazio a passare in vantaggio per prima. Akpa Akpro entra in campo a inizio ripresa, stavolta al posto di Andreas Pereira. Pochi minuti dopo la Lazio pareggia con Milinković-Savić. Sembra una partita avviata verso il 2-2 finale quando un errore difensivo di Hoedt spiana la strada a Lukic. Sul 3-2 per il Toro sembra finita, siamo quasi al termine dei 90 regolamentari.

Ebbene, nei minuti di recupero avviene l’incredibile. Prima Immobile su rigore e poi Caicedo, proprio sull’assalto finale, ribaltano il risultato. Lazio batte Torino 3-4 e Akpa Akpro non è soltanto uno dei protagonisti di una rimonta di cui si parlerà per anni. Raggiunto dai microfoni di DAZN, Jean-Daniel si esprime in modo candido e perentorio: «Vittoria bellissima, non abbiamo mollato un c…». La naturalezza (dovuta forse a una conoscenza ancora approssimativa della lingua) con la quale il ragazzo dice la sua, fa ancora una volta il giro della rete. A venirgli incontro è un endorsement che è meglio di un assist vincente. «Quella è proprio l’espressione giusta», sentenzia Ciro Immobile. Forse è anche così che all’interno di uno spogliatoio si diventa “uno di noi”. E ora Akpa Akpro è perfettamente inserito nella rosa di Simone Inzaghi, a prescindere da ciò che si è mollato o meno.

One Comment

  • Antonio Provvisionato ha detto:

    Vi seguo con stima ma non concordo sul giudizio espresso per il giocatore Ivoriano, è troppo presto per valutarlo. Suggerirei uno sguardo a Pietro Ceccaroni del Venezia, giocatore elegante e di gran tempismo

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