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Catalogo dei gol che hanno fatto storia

By 9 Aprile 2021
gol Lamela

La rabona di Erik Lamela all’Arsenal ha smosso la memoria e la ricerca dei colpi genio che hanno gonfiato la rete. In ordine sparso, una manciata di gol che hanno segnato il proprio tempo

Prodezze tecniche che raccontano anche altro. Colpi di genio che vanno oltre il calcio meccanico e intercambiabile di questi anni. Singole invenzioni che cercano di risvegliare coscienze, gol con implicito significato politico. La recente rabona di Erik Lamela all’Arsenal in Premier League ha smosso la ricerca di un significato nel gesto, di un senso nel gusto del diverso. Ecco la narrazione in ordine sparso di gol che per un motivo o per l’altro hanno segnato il proprio tempo.

Il prodigio di Van Basten all’Urss. Monaco di Baviera, sabato 25 giugno 1988. Olanda e Unione Sovietica si stanno giocando il Campionato Europeo. Il primo tempo si chiude sull’1-0 grazie a un gol di Ruud Gullit. Marco Van Basten è già un fuoriclasse acclarato ma ha vissuto una stagione travagliata al Milan. Caviglia out e mesi di stop. Rientra a fine stagione e segna i gol decisivi per lo scudetto 1987/88. Ma la tenuta fisica a lungo termine è ancora da verificare. Minuto 9 della ripresa, Van Tiggelen recupera palla nella propria tre quarti e lancia Muhren sulla sinistra. Da posizione defilata il centrocampista lancia di sinistro in diagonale Van Basten, che si trova in piena area ma in una posizione ibrida: passo di lato e appoggio al centro o conclusione in porta quasi dalla linea di fondo? La conclusione prende i giri perfetti con una traiettoria telecomandata a si spegne in rete alle spalle di Dasaev. Van Basten ha la maglia numero 12 ma non è il secondo portiere: è l’uomo in più. Per la serie: il talento batte anche la sofferenza fisica.

Il “gol del secolo” di Maradona all’Inghilterra. Quando si raccontano giocate del genere ci si sente quasi pettegoli. Il 22 giugno 1986 all’Azteca di Città del Messico Argentina e Inghilterra vorrebbero entrambe un posto nelle semifinali Mundial. È la prima volta che si trovano di fronte dopo la guerra per le Falkland/Malvinas del 1982. Per l’Albiceleste è l’occasione per una vendetta almeno sul piano sportivo. Dopo un primo tempo poco spettacolare la ripresa si apre con il gol di mano di Diego Armando Maradona. Ma il bello sta per arrivare. 10,6 secondi pronti a entrare nella leggenda, iniziati con un semplice tocco nella metà campo argentina, da parte di Enrique verso Maradona. Nel primo dribbling el diez brucia Beardsley e Sansom. Poi accelera centralmente. Beardsley torna su di lui, ma viene scartato grazie a un rapido cambio di direzione. La porta si avvicina, come la possibilità che Maradona venga steso da Butcher o da Fenwick. Nessuno dei due lo tiene. Solo Shilton davanti, l’intera difesa inglese alle spalle. Shilton viene saltato e di esterno sinistro Maradona segna il gol del 2-0. Las Malvinas son argentinas. La bellezza.

Il tacco di Mancini al Parma. Stadio Tardini, domenica 17 gennaio 1999. Dopo un lungo stop, Vieri e Nesta sono rientrati in organico e vogliono dare un contributo di sostanza. Forse la Lazio non esprime il miglior calcio in circolazione ma a livello di individualità rappresenta la squadra più tecnica della Serie A. Minuto 68: corner di Mihajlovic a uscire. Non sembra una grande idea perché i difensori del Parma sono in vantaggio sul pallone. Serve una prodezza, ce la mette Roberto Mancini. Torsione perfetta del corpo, il tallone impatta d’anticipo. Gigi Buffon e un difensore appostato proprio sulla linea di porta non possono che ammirare atterriti. Il gesto di un fuoriclasse, il pensiero che si fa azione in un attimo. Quando un colpo di genio supera ogni schema prefissato.

Il missile terra-aria di Balotelli al Bologna. Sera di San Valentino 2014. Il Milan sta cercando di rinverdire i fasti del passato e per farlo si affida all’attaccante italiano (si dice) più talentuoso in circolazione. Super Mario è reduce da momenti di grande rendimento e da altri che testimoniano una grave discontinuità di risultati. I Mondiali brasiliani 2014 si avvicinano, il CT Prandelli deve fare le convocazioni. Milan-Bologna non è una bella partita, la squadra emiliana tiene bene e si capisce che solo un episodio può modificare lo 0-0. Minuto 86. Il Bologna esce dalla propria tre quarti e cerca l’azione di alleggerimento. Montolivo recupera palla a centrocampo e serve Balotelli all’altezza dei 30 metri, defilato sulla destra. L’attaccante rossonero vede il portiere Curci leggermente fuori dai pali e tenta l’intentabile. Un tiro di innaturale potenza, calciato quasi da fermo. Il pallone si alza, supera il portiere, si abbassa al momento giusto e finisce in rete. Forse il gol più bello in tutta la carriera. Mario Balotelli, l’occasione persa del calcio italiano, in ogni senso.

Cruijff in decollo contro l’Atletico Madrid. Sarà un Natale complicato per gli spagnoli, quello del 1973. Il 20 dicembre il successore di Francisco Franco, il generale Luis Carrero Blanco, è vittima di un attentato dinamitardo compiuto dall’Eta a Madrid. Malgrado la strage, il calcio va avanti. Due giorni dopo il Barcellona aspetta l’Atletico Madrid. Johan Cruijff è arrivato a ottobre per riportare il titolo in Catalogna. È un momento in cui le minoranze linguistiche pretendono autonomie che lo Stato centrale non vuole concedere. A un minuto dal riposo la Capitale è colpita (stavolta a distanza) per la seconda volta. Rexach si invola sulla destra, stringe su un avversario e si libera per il cross. Il pallone attraversa l’area di rigore e spiove sul secondo palo, dove Cruijff si coordina per il tiro al volo. Un pallone strano, troppo avanzato per provare di testa. L’impatto avviene con la suola del piede destro, in avvitamento. Il re del kung fu Bruce Lee è morto da pochi mesi ma sembra essere tornato al mondo per un attimo, giusto per bruciare sul tempo il portiere Reina e tutta la difesa dell’Atletico. Lo chiamano ancora “el gol imposible”, ci sarà un motivo.

Clamoroso al Cibali, il gol impossibile di Giordano. Forse la Lazio può tornare in Serie A dopo anni di esilio a seguito del calcioscommesse 1980. Parlavamo di Cruijff. Ebbene il campione olandese ha sempre visto nell’attaccante della Lazio e poi del Napoli le stimmate del campione e lo ha detto più di una volta. Anche quello che segue è un “gol impossibile”. Uno di quelli che si vedono una volta ogni tanto e per questo destinati alla memoria. 16 gennaio 1983. Minuto 78 al Cibali di Catania, ancora 0-0. D’Amico conquista palla all’altezza dei 30 metri e lancia sulla destra Giordano. La punta laziale si trova in area molto defilato, ha spazio ma non ha compagni per cui crossare. Quello che fa ammutolisce un intero stadio. Esterno destro perfetto, la palla prende una direzione a giro quasi innaturale. Il portiere catanese Onorati battezza il tiro fuori dallo specchio di porta ma quando l’effetto conferito alla conclusione cambia direzione è tardi per intervenire. Qualche spettatore di casa si alza per applaudire l’avversario, è bello che ciò accada. L’imprevedibile fa la differenza, ovunque si giochi.

Il Ferraris applaude la prodezza di Totti. Il numero 10 della Roma ha vinto il Mondiale ma il recupero completo dopo l’incidente non è del tutto scontato. Il gol che Totti segna alla Sampdoria il 26 novembre 2006 non avrà il giro a effetto imperioso della conclusione di Giordano con il Catania ma è un insieme di coordinazione, potenza, precisione millimetrica. La Roma sta vincendo 1-3 e intende addormentare i ritmi della partita tentando manovre di ripartenza ragionate. Minuto 74. In una classica azione di alleggerimento, all’altezza dei 25 metri in posizione centrale Cassetti lancia lungo per Totti che è in area di rigore spostato sulla sinistra. Tutti pensano che il capitano della Roma voglia addomesticare il pallone per andare sul fondo e crossare. Un po’ l’istinto, un po’ la morbidezza del suggerimento del compagno, Francesco Totti prova la conclusione di sinistro al volo. È un diagonale perfetto sul quale il portiere Berti non può arrivare. Non si può che applaudire un gioiello assoluto. Totti è ufficialmente tornato, nessuna notte è infinita.

Zlatan strikes again: la rovesciata di Ibra all’Inghilterra. E concludiamo con uno dei gol più spettacolari in assoluto. 14 novembre 2012, Ibrahimovic 4 Inghilterra 2. La partita, un’amichevole, non passerà alla storia per i quattro gol dello svedese ma per l’ultima segnatura. 90° minuto allo Swedbank Arena di Stoccolma, la squadra di casa sta vincendo per 3-2. Malgrado la tripletta personale Ibra sente che può fare di più. Lancio in avanti per servire Zlatan, la palla ha uno strano rimbalzo ma il portiere non può toccarla con le mani, è fuori area. L’estremo difensore inglese Hart decide di allontanare di testa dove in teoria Ibrahimovic non potrebbe arrivare. Ma l’attaccante fa qualche passo indietro e in una frazione di secondo fa ciò che altri non potrebbero neppure pensare. All’altezza dei 30 metri si coordina al volo e lascia partire una rovesciata vincente. C’è tutto: acrobazia, coordinazione, arti marziali, intuizione istantanea, balistica, genio, sfrontatezza, coraggio, tecnica, elasticità, improvvisazione, muscolatura delle cosce. Serve altro?

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