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Cinque giocatori italiani che puntano agli Europei

By 14 Febbraio 2021
Pessina

Da Silvestri a Mancini, da Calabria a Zaccagni fino a Pessina, ecco i giocatori che stanno sorprendendo e che il ct azzurro non può non tenere in considerazione per gli Europei di quest’estate

La stagione calcistica 2020/2021 sta per entrare nel vivo, tra la corsa agli obiettivi in campionato, dallo scudetto alla salvezza, e l’inizio della fase a eliminazione diretta delle coppe europee. Nonostante il calcio di club sia oggi l’unico pensiero, fra quattro mesi inizieranno gli Europei, con un anno di ritardo rispetto alla data prevista, a causa della pandemia di Covid-19. Il commissario tecnico Roberto Mancini sembra avere le idee chiare su un nucleo di 15-20 calciatori, ma ancora molti giocatori possono sperare di entrare nella lista finale dei 23. Ne abbiamo selezionati cinque che, per come si stanno esprimendo finora in questa stagione, meriterebbero perlomeno di essere considerati. Abbiamo lasciato fuori i big come Donnarumma, o Barella, o Immobile, sicuri del posto, scegliendo calciatori italiani che stanno stupendo e che, a inizio stagione, non molti avrebbero considerato all’altezza di una convocazione agli Europei.

Silvestri

(Foto Paola Garbuio/LaPresse)

Marco Silvestri, Verona

Tra gli artefici di una delle difese meno battute del campionato (la migliore fino a poche giornate fa), a 29 anni Marco Silvesti si sta imponendo come uno dei portieri migliori del campionato. Ha alternato partite in cui ha letteralmente parato tutto, o quasi, come nel pareggio con il Milan (ha subito due gol, ma potevano essere 5-6) o nella vittoria contro l’Atalanta, a tante altre prestazioni solide. Di recente un ex portiere del Verona, Attilio Gregori, ha definito Silvestri «completo, sa fare tutto e bene: bravo nelle uscite e con i piedi, sempre attento tra i pali». Dopo tre anni in Championship al Leeds, e due ottime stagioni in Serie A con il Verona, l’anno prossimo potrebbe diventare il portiere di una big (la Roma e l’Inter, soprattutto, ne cercano uno). In Nazionale, dietro al titolare Donnarumma le gerarchie sono ancora fluide: le quotazioni di Sirigu (in teoria il secondo portiere) e di Meret sono in calo, quelle di Cragno e di Gollini in risalita, ma alla fine Silvestri, convocato lo scorso ottobre, potrebbe trovare un posto tra i 23, come secondo o terzo portiere.

Mancini

(Foto Fabio Rossi/AS Roma/LaPresse)

Gianluca Mancini, Roma

Nonostante la sconfitta per 2-0 contro la Juventus, Gianluca Mancini è stato tra i migliori in campo nella sfida dell’Allianz Stadium, coronata con la fascia di capitano indossata per l’ultima mezz’ora, dopo l’uscita di Cristante. Difensore attento e aggressivo, quest’anno è diventato il perno della retroguardia giallorossa, tanto che Fonseca quando lo ha avuto a disposizione lo ha sempre schierato dall’inizio (ha saltato due partite per infortunio e una per squalifica, in campionato). Nella top ten della Serie A per tackle e palle intercettate, a 24 anni continua a migliorare, mostrandosi solido e affidabile. Ha beneficiato molto del passaggio alla difesa a 3, lo stesso sistema impiegato all’Atalanta, ma proprio questo potrebbe penalizzarlo nella strada verso gli Europei, visto che il suo omonimo Roberto predilige schierare i 4 dietro. Con un Chiellini tornato su livelli altissimi e Bonucci, Acerbi e Bastoni quasi sicuri del posto, potrebbe giocarsi le chances residue con Romagnoli, qualora il Ct decidesse di portare cinque centrali.

Calabria

(Foto LaPresse – Spada)

Davide Calabria, Milan

Se la Serie A prevedesse, come l’Nba, il premio per il Most improved player (il giocatore più migliorato), quasi sicuramente lo vincerebbe Davide Calabria. Uscito come promessa dalla Primavera rossonera, la sua carriera si era un po’ persa per strada, tanto che in almeno due sessioni di mercato il Milan ha pensato di cederlo. Da quest’anno però, a 25 anni ancora da compiere, Calabria ha realizzato un salto di rendimento difficilmente pronosticabile, tanto da poter ambire  a una maglia da titolare come terzino destro della Nazionale. Unico giocatore sempre schierato dal primo minuto in campionato da Pioli (prima della sfida contro lo Spezia, saltata per squalifica), è uno dei protagonisti del primato rossonero, prezioso soprattutto in fase difensiva, da perfetto contraltare per Theo Hernandez, che spinge tanto sulla sinistra. Le statistiche elaborate da Fbref lo vedono al primo posto in Serie A per tackle vinti (37), dribbling fermati (33) e primo tra i difensori per pressioni portate. Anche sul lato offensivo e della costruzione, comunque, il classe ’96 rossonero è assolutamente un fattore: sesto in Serie A per progressive passes, cioè per distanza percorsa in avanti con i suoi passaggi, e 20esimo per progressive distance in generale (Theo è terzo), le sue discese sulla fascia sono una fonte di gioco importante per il Milan (ha segnato anche due gol, entrambi molto belli), che sta cercando di blindarlo con il rinnovo. La fascia destra della Nazionale non ha un padrone sicuro, per cui Calabria si giocherà le sue carte con i vari Di Lorenzo e Florenzi.

Pessina

(Photo by Emilio Andreoli/Getty Images)

Matteo Pessina, Atalanta

Fino a prima della partita contro il Napoli, a molti poteva non essere chiaro il talento di Pessina. Soprattutto con il secondo gol (tunnel a un difensore e tocco sotto morbido di sinistro), il 23enne ex Verona ha mostrato di avere una sensibilità tecnica fuori dal comune. Le sue doti, però, si erano già viste prima, solamente che per la maggior parte sono caratteristiche non appariscenti. Pessina infatti fa le cose migliori senza palla, con movimenti intelligenti (e molto intensi) sia in fase di pressing, sia negli inserimenti offensivi. Bravissimo a leggere il gioco prima degli altri, la doppietta al Napoli ha dato un saggio della sua capacità di posizionarsi nel posto giusto: entrambi i gol sono arrivati con un inserimento centrale, su assist di Zapata che gli aveva aperto lo spazio. Sostituendo Papu Gomez con Pessina, l’Atalanta è passata da un giocatore che toccava tantissimi palloni a uno invece bravo soprattutto quando la palla è lontana, ma non è ha risentito, anche grazie al lavoro di Ilicic; Gasperini a fine partita ha detto che Pessina merita la Nazionale. Se all’Atalanta gioca sulla trequarti, come raccordo perfetto tra i due mediani e i due giocatori più avanzati, nell’Italia potrebbe tornare utile come mezzala di inserimento, magari a partita in corso. La concorrenza a centrocampo è alta, ma per un giocatore tanto duttile e intelligente, oltre che di gran qualità fisica (corre oltre 11 chilometri a partita), Mancini potrebbe liberare un posto.

Zaccagni

(Photo by Tullio M. Puglia/Getty Images)

Mattia Zaccagni, Verona

Come ultimo giocatore avremmo potuto premiare la gran stagione di Soriano (6 gol e 6 assist per il centrocampista del Bologna, ma non solo) o l’impatto dalla panchina di Politano (miglior marcatore della Serie A entrando a partita in corso, con 4 centri), ma alla fine abbiamo optato per uno dei giocatori che più stanno stupendo in questa Serie A, tanto che molte grandi si sono interessate a lui. Anche Zaccagni, come Silvestri e Pessina (lo scorso anno), è stato allenato da Juric, a testimonianza del gran lavoro del tecnico del Verona, nonostante il suo calcio sia molto diverso da quello di Mancini. Fino all’anno scorso Zaccagni, che ha 25 anni, come Pessina era un giocatore fondamentale negli equilibri della squadra, ma difficilmente rubava l’occhio per la qualità delle sue giocate. Quest’anno ha alzato molto l’asticella, aumentando l’apporto in termini di gol e assist (5 e 5, uno dei quattro giocatori ad aver raggiunto questa quota in entrambe le statistiche) e facendo vedere giocate di altissimo livello, dai dribbling contro il Milan (partita in cui ha davvero stupito) al golazo in rovesciata contro lo Spezia. Definito da Juric «uno dei calciatori più intelligenti che io abbia allenato sinora», nell’Italia potrebbe tornare utile sia come mezzala, sia come alternativa a Insigne da esterno sinistro d’attacco.

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