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Cinque giovani che stanno segnando la Serie A

By 15 Dicembre 2020
Cinque giovani

Dall’ivoriano Singo al danese Damsgaard passando per gli azzurrini Zappa, Lovato e Rovella: abbiamo scelto cinque talenti emergenti che si sono fatti notare in questa prima parte di campionato

In una Serie A comandata finora da una squadra, il Milan, le cui diverse formazioni titolari scese in campo hanno mediamente 24 anni (nonostante ci sia spesso un 39enne ad alzare la media), diversi giovani si sono distinti nella prima parte di campionato. Il calendario concitato, gli infortuni e il Covid-19 hanno spinto gli allenatori a lanciare titolari giocatori alla loro prima esperienza in A, o addirittura tra i professionisti. Abbiamo scelto cinque giovani che, partendo da semi-sconosciuti, ci sono piaciuti in queste prime undici giornate e che pensiamo possano avere un futuro luminoso davanti a loro.

Cinque giovani

(Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

Wilfried Singo, Torino (25 dicembre 2000)

Abbiamo scoperto questo terzino ivoriano nemmeno ventenne lo scorso 29 luglio, alla penultima di campionato, quando contro la Roma ha arato la fascia superando in progressione Bruno Peres e segnando un gol simile a quello che proprio il brasiliano aveva segnato in un derby quando vestiva la maglia del Toro. Nell’inizio di stagione complicato del Torino, Singo è sicuramente la nota migliore.

Con l’infortunio di Vojvoda, Giampaolo gli ha concesso spazio, che il giovane ha ripagato con prestazioni di alto livello, come quella di San Siro contro l’Inter, in cui tra l’altro ha guadagnato un calcio di rigore. La sua incredibile velocità è la prima dote che salta all’occhio, ma Singo è già oggi un terzino completo, attento in marcatura e bravo in impostazione.

Nato difensore centrale, viene spostato sulla fascia quando gioca nella Primavera granata da Federico Coppitelli, che un mese fa descriveva così le caratteristiche del giocatore alla Gazzetta dello Sport: «Singo è anzitutto bravo a marcare, ha la propensione a giocare palla a terra e a venire in avanti per rifinire l’azione, grazie a un’ottima tecnica».

Dopo la sfida di Coppa Italia contro il Lecce, il quotidiano spagnolo Marca ha titolato Italia descubre a un nuevo crack: Singo (l’Italia scopre un nuovo crack: Singo), e la partita contro la Juventus ha confermato quanto sia già un giocatore pronto: 6 dribbling riusciti (su 7), 66 palloni toccati, primo tra i giocatori del Torino, ma anche 4 contrasti vinti e 5 palloni intercettati. Pagato solo 125mila euro, ha rinnovato fino al 2023, e ora è ricercato dalle big d’Italia e d’Europa.

Cinque giovani

(Photo by Emilio Andreoli/Getty Images)

Gabriele Zappa, Cagliari (22 dicembre 1999)

Dopo una bella stagione in Serie B a Pescara, conclusa con 5 gol, Gabriele Zappa ci ha messo poco a conquistare la fiducia di Eusebio Di Francesco e a prendersi il posto da titolare come terzino destro del Cagliari. Impiegato in tutte le prime undici partite (nove volte da titolare), è il più giovane difensore dei cinque top campionati europei con tre assist in stagione, e ha esordito da poco nell’Italia under 21. È un terzino prevalentemente offensivo, di quelli che spingono tutta la partita, andando sul fondo o tagliando in area per raccogliere i cross provenienti dalla fascia opposta.

Proprio per queste sue caratteristiche, sarebbe probabilmente più adatto a giocare come esterno di centrocampo in un 3-5-2, ma in questo inizio di campionato sta reggendo bene anche nel 4-2-3-1 di Di Francesco, bravo a lasciargli libertà di iniziativa e a tenere più bloccato il terzino sinistro. Nelle ultime due giornate, complici diverse assenze nel reparto offensivo, Zappa è stato schierato addirittura esterno alto nei tre dietro la punta, a ulteriore dimostrazione della sua inclinazione alla spinta.

La partita contro il Bologna dello scorso 31 ottobre, in questo senso, mostra bene i pregi e i difetti di questo giovane, perché ha spinto tantissimo e servito un bell’assist a Simeone, ma in difesa ha sofferto le iniziative di Barrow, autore di una doppietta. Deve affinare soprattutto le letture e il posizionamento, però promette molto bene, e giocare titolare in Serie A a vent’anni non è da tutti.

Cinque giovani

(Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

Matteo Lovato, Verona (14 febbraio 2000)

Il Verona di Juric, dopo una prima stagione sorprendente, sta riuscendo finora a confermarsi (anzi, a migliorarsi) nonostante la cessione di elementi importanti come Kumbulla, Rrahmani e Amrabat. Per sostituirli, l’allenatore ha inserito nel suo sistema altri giocatori, che non stanno facendo rimpiangere gli ex. Tra questi, c’è sicuramente Matteo Lovato, difensore centrale nato vent’anni fa vicino a Padova. Ragazzo dal fisico imponente, alto quasi un metro e novanta, ha già giocato prestazioni di livello, come quella allo Stadium contro la Juventus, e anche ha debuttato il mese scorso in Nazionale under 21.

Viene schierato quasi sempre come centrale nella retroguardia a 3, per far valere le sue grandi abilità in marcatura, ma può giocare anche come terzo di difesa, come ha fatto contro il Milan: in quell’occasione ha sofferto un po’ la rapidità di Leao quando è stato puntato, ma ha fatto vedere di essere bravo a difendere in avanti e ad andare a prendere alto l’attaccante da marcare, come vuole Juric.

A soli 20 anni ha dimostrato di poter guidare una difesa in Serie A, pur in un contesto tattico molto peculiare come quello del Verona. Per questo, sarà interessante vederlo in futuro in altre situazioni, magari in una difesa a 4: su di lui ha messo gli occhi, tra le altre, il Milan.

Cinque giovani

(Foto LaPresse – Tano Pecoraro)

Nicolò Rovella, Genoa (4 dicembre 2001)

Diciannove anni appena compiuti e già sei partite giocate da titolare in stagione, Rovella è uno dei giovani più interessanti dell’intera Serie A. In queste uscite ha mostrato doti tecniche e fisiche di livello alto, unite a una personalità che lo ha portato a essere già un fulcro nel gioco rossoblù. Nonostante giochi mezzala, completa quasi gli stessi passaggi del regista Badelj (46,5 a 48,2 a partita), e sono spesso passaggi in avanti, perché Rovella non ha paura di prendersi responsabilità ed è bravo a far avanzare la squadra sia in conduzione sia smistando il gioco.

È anche primo nel Genoa per contrasti a partita (2,2), e alla qualità unisce una quantità impressionante: è il secondo giocatore di tutta la Serie A dietro a Pessina per chilometri percorsi, quasi 12 di media ogni 90 minuti; il primo con almeno 500 minuti giocati. Ha disputato dieci partite nell’Italia under 19, prima di fare direttamente il salto in under 21, dove conta già due presenze. È il prototipo del centrocampista moderno, abile nelle due fasi, atleticamente forte ma che ci sa fare con il pallone. Per lui si parla già di sfida sul mercato tra Inter e Juventus.

Cinque giovani

(Foto LaPresse – Tano Pecoraro)

Mikkel Damsgaard, Sampdoria (3 luglio 2000)

Nella partita contro il Milan, nonostante la sconfitta, Damsgaard è stato il giocatore capace di vivacizzare la manovra offensiva della Sampdoria. Dopo quarantacinque minuti passati a cercare di non prenderle, Claudio Ranieri ha inserito il giovane danese, e i blucerchiati hanno cominciato a essere pericolosi. È arrivato quest’estate dal Nordsjaelland, squadra giovanissima e molto impegnata nello sviluppo del talento, dopo che l’ultima stagione era sembrato un giocatore decisamente fuori scala per il campionato danese (ci sono highlights in cui si porta letteralmente a spasso tutta la difesa prima di concludere con tiri da fuori area imparabili).

Il suo ex allenatore al Nordsjaelland, Flemming Pedersen, lo ha raccontato così a Gianluca Di Marzio: «Molto tecnico, gran dribblatore, bravo nei primi tocchi. Ha i movimenti e la rapidità di gioco di un campione. Un’intelligenza naturale. Entro il 2021 entrerà nel giro della nazionale maggiore». Anche alla Sampdoria ha già mostrato parte del suo talento, segnando un gol alla Lazio, facendo un assist contro l’Atalanta (partite entrambe vinte dai doriani) e mettendo insieme una media di quasi 2 dribbling a partita.

Impiegato quasi sempre da esterno a sinistra, ama accentrarsi sfruttando la sua tecnica nello stretto e la sua velocità. Forse una squadra non molto ambiziosa come questa Samp ne penalizza un po’ la creatività, ma al suo primo anno in Serie A ha l’occasione di migliorare molto sotto il profilo tattico e diventare un calciatore forte e completo.

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