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Cinque gol per capire questo Bologna che sogna l’Europa

By 14 Febbraio 2020

La storia personale di Sinisa Mihajlovic ha preso il sopravvento sul racconto di quello che il Bologna sta facendo in campo, ma grazie alla qualità dei singoli e della manovra nella metà campo offensiva i rossoblù si sono ritagliati, con grande merito, un posto a ridosso della zona Europa League

 

La stabilità del sesto posto, quel luogo dell’anima posto subito alle spalle di Atalanta e Roma, è un concetto prossimo all’utopia. Lo hanno occupato praticamente metà delle squadre di Serie A, e al momento è ad appannaggio del meraviglioso Hellas Verona di Ivan Juric, reduce dalle due eccellenti prestazioni contro Lazio e Juventus a coronare un cammino splendido nel corso della stagione. Alle spalle degli scaligeri c’è un’altra bella scoperta del campionato: Bologna e Verona si erano incontrate a fine agosto, alla prima giornata di campionato, e sembravano due progetti ancora poco chiari.

La storia personale di Sinisa Mihajlovic ha preso il sopravvento sul racconto di quello che il Bologna sta facendo in campo da quando è arrivato nella scorsa stagione (i freddi numeri parlano di 31 partite e 55 punti). I felsinei hanno pregi e difetti ben marcati, ma grazie alla qualità dei singoli e della manovra nella metà campo offensiva si sono ritagliati, con grande merito, un posto a ridosso della zona Europa League, lanciati dalle tre vittorie consecutive contro Spal, Brescia e Roma.

Mihajlovic e il suo staff non hanno smesso di trovare dei piccoli accorgimenti per arrivare a trovare l’assetto migliore, non tanto sul piano tattico, quanto dal punto di vista degli uomini utilizzati. La sorpresa più evidente del 2020 è la decisione di lanciare nell’undici titolare, e nel ruolo forse più delicato, Jerdy Schouten, classe 1997, pescato in estate dall’Excelsior, un pezzo di granito con un passato da trequartista e da attaccante ai tempi delle giovanili e che ora, davanti alla difesa del Bologna, sembra perfettamente a proprio agio, senza mai rinunciare a qualche sortita offensiva e a guidare i momenti in cui i rossoblù si concedono un pressing alto ben portato.

Cerchiamo di “capire” il Bologna grazie a cinque gol disseminati nell’arco della stagione: il modo migliore per conoscere i punti forti di una squadra che vuole continuare a sognare quell’Europa che manca da quasi vent’anni.

 

Bologna-Spal 1-0, Soriano, 2^ giornata

 

L’azione prende il via a 3:05

Andiamo in ordine cronologico e partiamo dal primo match casalingo giocato dai rossoblù in stagione. Dopo una partita spigolosa, contro una Spal che non sembrava ancora destinata a un campionato di patimenti, il Bologna riesce a cavare dal cilindro la rete da tre punti con un guizzo di Roberto Soriano in pieno recupero. L’azione, però, non è casuale, anzi, è una delle situazioni maggiormente codificate nel processo di rinnovamento che Mihajlovic ha messo in piedi dal momento del suo arrivo.

Siamo in una situazione in cui il Bologna è chiaramente a caccia del gol e per questo motivo in campo ci sono sia Santander che Palacio in una sorta di 4-2-4. Il centravanti viene incontro su una palla che arriva dalla difesa e scarica verso Orsolini, forse l’uomo che più ha beneficiato dell’arrivo del tecnico serbo sulla panchina felsinea. I compagni gli concedono l’isolamento sulla fascia puntando sul suo cross e vanno ad affollare l’area di rigore, una delle qualità più riconoscibili di questo Bologna. Quando Orsolini va a mettere in mezzo, in area ci sono Santander, Palacio, Sansone a chiudere sul palo lontano e Soriano, che da uomo in più riesce a trovare spazio in mezzo ai centrali spallini e a battere Berisha con un preciso colpo di testa.

 

Bologna-Sampdoria 2-1, Palacio, 9^ giornata

 

L’azione prende il via a 1.52

Il Bologna esce da un momento complicato battendo la Sampdoria, dopo aver raccolto solo due punti nelle precedenti cinque partite. La rete del vantaggio contro i doriani ci racconta della grande qualità che i felsinei sanno mettere in uscita di palla dalla difesa, anche se non sempre riescono a farlo con continuità. Sulla pressione della Samp, il centrale difensivo gioca il pallone verso l’esterno alto di destra, abbassatosi per andare a prendere idealmente il posto lasciato da Mbaye che si era a sua volta appiattito per dare una possibile linea di passaggio a Bani. Skov Olsen avrebbe almeno due soluzioni: appoggio corto per Poli, sponda in avanti per Soriano. Sceglie la seconda, e il centrocampista a sua volta prolunga andando ad attaccare lo spazio rimasto libero sulla fascia sinistra della Sampdoria. Palacio si è allargato a sinistra e per questo motivo c’è Sansone in mezzo: l’esterno apre immediatamente per Soriano che non ha esitazioni e centra di prima intenzione per il taglio da sinistra dell’argentino, bravissimo nella conclusione che batte Audero. Un gioiellino nascosto nel lunghissimo film del campionato di Serie A.

 

Napoli-Bologna 1-2, Sansone, 14^ giornata

 

 

L’azione prende il via a 2.39

 

Per uscire da un altro ciclo difficile – sconfitte con Cagliari, Inter e Sassuolo, pareggio rimediato in extremis contro il Parma – e allontanarsi dalla zona calda della classifica, il Bologna certifica la crisi del Napoli sbancando il San Paolo in rimonta, e con grande personalità. La rete che decide il match presenta un altro aspetto importante nel calcio del Bologna: la capacità di aggredire in alto gli avversari, anche a costo di lasciare qualche buco di troppo in caso di buona uscita del pallone degli avversari. In seguito a un possesso perso, sul punteggio di 1-1, i rossoblù capiscono che la situazione è promettente per una riconquista alta: sfera nei pressi della linea laterale, che diventa una sorta di difensore aggiunto, e linee di passaggio praticamente azzerate. Sansone aggredisce Maksimovic che perde palla, Dzemaili si appoggia subito su Palacio, aiutato dalla fortuna nel rimpallo che rimette la sfera tra i piedi dello svizzero. Il centrocampista capisce in un battito di ciglia che la linea del Napoli non è ben posizionata e serve Sansone sull’incrocio con Manolas, il numero 10 non ha problemi nel trovare il gol-partita.

 

Lecce-Bologna 2-3, Orsolini, 17^ giornata

 

L’azione prende il via a 2.28

 

Forte di un primo tempo praticamente perfetto, in cui ha messo alle corde il Lecce dal primo al quarantacinquesimo, al Via del Mare il Bologna si trova a dilagare soltanto nella ripresa, azzannando gli spazi lasciati dai salentini nel tentativo di andare alla ricerca del gol. I rossoblù sanno attaccare meravigliosamente in campo aperto, potendo contare sulla gamba di Orsolini, Palacio e Sansone in conduzione e sulla qualità di Soriano nell’attaccare senza palla. Il terzo gol segnato al Lecce mette in mostra il grande talento di Orsolini, che sembra ancora galleggiare a metà tra due identità tattiche ben distinte: a tratti è l’ala che ha il compito di rifinire per gli altri, ma gli istinti richiamano quelli di una seconda punta anni ’90, mortifera quando c’è da puntare l’uomo e concludere negli ultimi 20 metri, o anche nello sfruttare lo spazio liberato dai movimenti di una prima punta atipica come Palacio. Troviamo ancora una volta l’argentino in posizione invertita con Sansone: è il numero 10 a farsi trovare centralmente – e per questo non stupisce l’eccellente inserimento di Barrow, non proprio un’ala, nei meccanismi di Mihajlovic anche al posto di Sansone – e ad aprire prontamente per Orsolini. L’esterno può concedersi l’uno contro uno in area di rigore, diventando letale: doppio passo, dribbling su Calderoni e destro secco sotto la traversa.

 

Spal-Bologna 1-3, Poli, 21^ giornata

 

L’azione prende il via a 3.22

Arrivati a questo punto, non stupisce più che il Bologna riesca a trovare il gol grazie alla presenza di tanti uomini in area di rigore. Abbiamo imparato a conoscere i movimenti astuti di Palacio, che svuota il centro dell’attacco per lasciar sì che siano altri a occuparlo, e gli inserimenti degli altri giocatori di contorno. Dal momento dell’ingresso in pianta stabile di Schouten in mezzo al campo, però, non è più il solo Soriano, tra i centrocampisti, ad avere l’occasione di farsi vedere con continuità nell’area avversaria. La rete che chiude il derby al Paolo Mazza ne è l’emblema. Tomiyasu, autore di una buonissima stagione da terzino destro pur nascendo centrale e scelto in quella posizione da Mihajlovic per la pulizia del suo piede, vede il movimento di Palacio a venire incontro e lo serve per aggirare il raddoppio di marcatura. È Igor a uscire sull’argentino e questo libera una porzione d’area per l’ingresso di Soriano, trovato con i tempi giusti dal tocco di prima dell’ex Inter e Genoa. Il numero 21 può alzare la testa e trovare la soluzione migliore: temporeggia qualche istante per far sì che anche Palacio possa diventare una minaccia sul primo palo, Barrow attacca centralmente l’area piccola, Soriano opta invece per la terza via, l’inserimento fiondato di Poli, l’altra mezzala, sul palo più lontano. Il capitano segna in spaccata e chiude il derby.

 

Marco Gaetani

About Marco Gaetani

Romano, classe '87. Per Repubblica.it si occupa prevalentemente di calcio, basket e ciclismo, per Ultimo Uomo rovista nella storia dello sport. Nelle rare notti insonni, guarda vecchi servizi della Domenica Sportiva.

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