Silent Check

Covid-19 e Football Manager

By 22 Maggio 2020

Sono un grande appassionato di Football Manager. Come chiunque sia dotato di un cuore, ami il calcio e adori l’idea di poter allenare una squadra e condurla alla vittoria della Champions League senza dover fare anni di corsi a Coverciano o essere stato una stella della Serie A. Football Manager ha in sé un’aura di dolore e piacere che lo rende il simulatore perfetto del calcio vero. Non è un semplice gioco per computer. È la cosa più lontana possibile dalla classica definizione di divertimento ludico: è un lavoro. Chi lo conosce lo sa. Chi non lo conosce immagini che sia come pianificare la propria vita in base a un impegno reale, che toglie il sonno, che diventa centralizzante anche quando non ci si dedica. Mi sono trovato più di una volta a pensare alla posizione di classifica mentre lavavo i piatti, o alla lite con il mediano che pretendeva un assurdo rinnovo di contratto mentre ero in attesa di una metropolitana. E pensando a Football Manager 2021, ovvero quello della prossima stagione, mi sono iniziato a fare delle domande. La prima: uscirà, come sempre, ai primi di novembre? Credo di no. Perché chi lo sa quando finirà la stagione in corso e ai creatori servirà tempo per svilupparlo. E poi: includerà l’emergenza Covid-19 nelle informazioni della stagione passata? Terrà conto dello stato di forma diverso tra calciatori che hanno finito un campionato a febbraio (Francia, Belgio, Olanda) e chi, invece, il campionato lo giocherà fino a luglio? Sto male solo a pensarci, ho assolutamente bisogno di saperlo. Perché è questo l’effetto che fa Football Manager alla vita di un allenatore virtuale: la sconvolge. Eppure la rende bellissima.

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