Silent Check

Dal Vangelo secondo la Premier

By 7 Maggio 2019

Mentre noi ci occupiamo di decifrare i labiali di uno dei giocatori più scostumati della storia del calcio, capace di mandare a quel paese un’icona come Gattuso, uno che ha lottato e sudato per la maglia che oggi quel giocatore scostumato indossa senza merito, e tifiamo un po’ tutti per il miracolo Atalanta in Champions, assistendo agli scampoli di una stagione che non ha molto altro da raccontare, più a nord, in un’isola di regine, lord e uomini capaci di essere i turisti peggio vestiti d’Europa, si sta consumando una delle lotte per il titolo più emozionanti degli ultimi anni.

Manchester City e Liverpool si sfidano, colpo su colpo, per chi vincerà la Premier League. E City contro Reds significa, sostanzialmente, Guardiola contro Klopp. Come dire: dolce o salato, mare o montagna, Daenerys o Cersei (lo so che ultimamente sto un po’ in fissa con Game of Thrones, perdonatemi, so che è così anche per voi). Pep versus Jürgen è lo scontro di due filosofie diametralmente opposte, egualmente belle, parimenti efficaci. Il Bolero di Ravel che si scontra contro Back in black degli AC/DC.

La stupenda rete di ieri di Kompany ha consentito al City di riportarsi di nuovo a più uno sul Liverpool (vincente 3-2 a Newcastle). Piesse: qualche metro più in giù in classifica, giusto per ripulire il nome di un uomo ingiustamente maltrattato, va detto che Maurizio Sarri ha riportato il suo Chelsea in Champions; e se dovesse anche arrivare la vittoria dell’Europa League, be’, sarei curioso di bermi una pinta di birra insieme a qualche britannico che lo criticava, solo qualche mese fa.

Ma torniamo al duello epico tra il tiki taka e il calcio heavy metal. Un ago della bilancia che rischia di condannare Klopp al ruolo di eterno secondo (i Reds, per giunta, non vincono un campionato dal 1990) e riconfermare Pep come campione d’Inghilterra. Quello che però emerge dalla tenzone tra i due è l’impossibilità di non ammirarli entrambi. Altro che cholismo, con rispetto parlando.

Due allenatori che sono due trascinatori: uno più silenzioso, eclettico, l’altro rumoroso, spavaldo ma mai arrogante. Di sicuro, al momento, i due migliori al mondo. Capaci di far sparire il nome di Mourinho dalla bocca dei media, candidandosi come i personaggi copertina ideali per gli anni a venire. Il dispiacere sarà dover assistere alla disfatta di uno dei due, perché il calcio, si sa, è quello sport dove vince davvero solo chi vince (chiedere delucidazioni a Massimiliano Allegri, please, però non dategli torto, se no ricominciamo da capo).

E voi da che parte state? Qual è la filosofia che avete adottato per le vostre giornate in ufficio, o ovunque voi lavoriate? A quale vangelo obbedisce la bellezza del vostro pallone? Kloppiano o Guardioliano? Via al televoto. Stop al 12 di maggio, ore diciotto circa. Quello sarà il giorno in cui conosceremo la verità. Ah, e che vinca il migliore. Cioè, tutti e due.

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