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Davvero esistevano delle alternative a Pirlo?

By 10 Agosto 2020

L’esonero di Sarri è avvenuto ad appena un mese dall’inizio del nuovo campionato. E le piste che portavano a  Zidane, Inzaghi,  Allegri,  Mancini, Conte,  Spalletti,  Sousa e Mauricio Pochettino o erano difficilmente percorribili o non convincevano fino in fondo. Per questo la scelta di Pirlo non è poi così assurda

 

 

«Eliminato l’impossibile, ciò che resta, per improbabile che sia, deve essere la verità».
(Il segno dei quattro, Arthur Conan Doyle)

 

 

La premessa iniziale è doverosa: in questo pezzo non troverete slanci sulle idee tattiche di Andrea Pirlo, ipotesi di mercato basate su dirette Instagram di tre mesi fa o interviste dell’anno scorso, proiezioni di un undici tipo all’insegna di principi di gioco che non sono parsi chiarissimi neanche a voler ascoltare le parole di chi ha preso una decisione così drastica. «Andrea nella sua testa è convinto di portare qualità e applicazione, fare quello che faceva da calciatore. Vuole proporre un gioco di un certo tipo, europeo», ha dichiarato infatti Fabio Paratici, presumibilmente l’uomo che ha dato l’ok definitivo alla scelta che infiammato un altrimenti anonimo weekend di inizio agosto. Sicuramente questi concetti verranno esplorati con maggiore chiarezza più avanti, sia dal nuovo tecnico bianconero che dai vertici della società che ha messo in bacheca gli ultimi nove campionati, e scusate se è poco.

Non v’è dubbio alcuno, invece, sullo stupore destato dalla rivoluzione bianconera. Sono bastate poche ore per quella che sembra, a tutti gli effetti, un’inversione a U. La scelta di rinnegare il cambio di rotta sarriano pur con un altro tricolore in bacheca, per quanto rinforzata dalla pressoché totale assenza in campo dei principi di gioco cari al tecnico ex Chelsea e Napoli, che negli ultimi mesi è parso quasi interamente aggrappato alle lune di un ispiratissimo Dybala e di un letale Cristiano Ronaldo, ha sorpreso meno di quanto abbia fatto il nome dell’erede.

Non volendo considerare gli orari dei comunicati ufficiali – quello dell’esonero è arrivato poco dopo le 14.30 di sabato, la scelta del sostituto alle 20 – ma tenendo per buone le primissime voci di esonero, nel giro di circa nove ore gli “esperti di mercato” di tutta Italia avevano partorito le seguenti opzioni: Zinedine Zidane, Simone Inzaghi, Massimiliano Allegri, Roberto Mancini, Antonio Conte, Luciano Spalletti, Paulo Sousa, Mauricio Pochettino, Laurent Blanc, Paola e Chiara, Napo Orso Capo e Amedeo Nazzari.

 

 

«So che esiste una corrente Di Caprio, contro di me»

 Divertissement a parte, al momento non possiamo sapere nulla della Juventus che sarà, semplicemente per il fatto di non aver mai visto neanche un minuto del Pirlo allenatore. Quello che possiamo provare a fare, invece, è ragionare sulle alternative che avrebbe avuto la “Vecchia Signora” in un momento così particolare, appoggiandoci proprio alle principali soluzioni circolate nelle turbolente ore post annuncio. Il tutto partendo da un presupposto fondamentale: sono tutti ragionamenti che danno per assodato l’esonero, pertanto non analizzeremo lo scenario che catalogheremo brevemente come «Sarebbe stato meglio tenere Sarri». Forse sì, ma non è così che è andata. Teniamo inoltre a mente la ripresa della stagione, prevista tra poco più di un mese.

 

Zinedine Zidane

Possibilità di riuscita: 2/10

(Photo by Denis Doyle/Getty Images)

Da spettatori totalmente esterni e neutrali, veniva difficile comprendere le voci legate al tecnico francese, che è tornato al Real Madrid con pieni poteri un anno e mezzo fa ed ha immediatamente riportato i suoi alla vittoria della Liga. È mancato l’acuto in Champions – senza dimenticare che è stato capace di vincerne tre consecutive – anche, e soprattutto, per una questione di dettagli: quelli che Pep Guardiola ha indovinato nella sfida del Bernabeu.

Nel match di ritorno, complice l’assenza di Ramos, Zidane si è dovuto arrendere agli errori di Varane. Andando a riassumere: il francese è sostanzialmente all’inizio di un progetto ambizioso e già vincente, è sotto contratto con il Real Madrid per 12 milioni netti a stagione più bonus, ha di fatto carta bianca sul mercato. Chiudere una trattativa con il Real in tempi brevi era praticamente impossibile.

 

Simone Inzaghi

Possibilità di riuscita: 4/10

Foto Alfredo Falcone – LaPresse

Altro allenatore sotto contratto, e con un cliente alquanto scomodo con il quale trattare: Claudio Lotito non è certo noto per la sua malleabilità e lasciar andare un allenatore alla vigilia di una stagione da preparare in una quarantina di giorni mal contati non sembra propriamente una cosa “da Lotito”. Per paradossale che possa sembrare, inoltre, arrivare in questa Juventus forse non sarebbe stato un affare neanche per Inzaghi: una squadra reduce dagli esoneri di due allenatori rei di aver vinto “soltanto” lo scudetto.

Il mister biancoceleste avrebbe avuto, come chiunque, poco tempo a disposizione per fare mercato, avendo però sulle spalle il peso di un tentativo di rivoluzione da abbinare alla concorrenza crescente dell’Inter. Tutto o quasi da perdere per un tecnico che si sente in rampa di lancio e che viene da anni accostato alla Juventus, forse per quell’attitudine in grado di accontentare i due partiti più agguerriti del calcio italiano: giochisti e risultatisti. Certo, la trattativa sarebbe partita da basi di ingaggio decisamente diverse rispetto a Zidane, ma con Lotito avrebbe potuto assumere una durata imprecisata.

 

Mauricio Pochettino

Possibilità di riuscita: 5/10

 (Photo by Justin Setterfield/Getty Images)

Un ostacolo in meno da affrontare: la presenza di un legame contrattuale. Mauricio Pochettino sembrava uno dei candidati ancora prima di Sarri, gettarsi sull’ex architetto della crescita esponenziale del Tottenham in questo momento, però, avrebbe avuto il sapore dell’autogol. Perché esonerare un allenatore noto per l’abilità nella costruzione di un impianto di gioco di qualità per ingaggiarne un altro molto simile ma che non ha mai allenato in Serie A e che, stando alle indiscrezioni, avrebbe chiesto un ingaggio tra i 10 e i 12 milioni di euro netti a stagione? Con Pochettino sarebbero serviti diversi fattori: la pazienza, la volontà di rimettere mano in maniera massiccia all’organico e di assecondare le richieste dell’allenatore. E tempo, tanto tempo. Non la stagione migliore per farlo.

 

 

Roberto Mancini

Possibilità di riuscita: 4/10

(Photo by Marco Rosi/Getty Images)

Il nome di Roberto Mancini ronza intorno alla Juventus dal lontano 2014, quando si trovò in ballottaggio con Massimiliano Allegri per raccogliere l’eredità di Antonio Conte. Ha ripreso a circolare addirittura qualche giorno prima dell’esonero di Sarri, presagio sinistro per l’ormai ex tecnico bianconero. Apparentemente, un’indiscrezione priva di fondamento: davvero Mancini lascerebbe la Nazionale a un anno dall’Europeo a lungo atteso? A quanto pare, però, la possibile nomina di Marcello Lippi a direttore tecnico delle Nazionali non sarebbe stata gradita dal Mancio, così infastidito da pensare veramente all’addio. Continua a sembrarci una follia, ma in fin dei conti c’è qualcosa in grado di stupirci ancora nel 2020?

 

Luciano Spalletti

Possibilità di riuscita: 4/10

 (Photo by Emilio Andreoli/Getty Images)

Senza squadra per modo di dire, il buon Luciano. Il tecnico toscano è ancora sotto contratto con l’Inter e il Milan sa bene quanto sia difficile trattare per liberarlo: i rossoneri ci hanno provato nel momento dell’esonero di Giampaolo e alla fine hanno ripiegato su Pioli. Dal punto di vista tecnico, Spalletti poteva rappresentare una sorta di garanzia: un allenatore che conosce a menadito il campionato, che probabilmente avrebbe potuto lavorare con buona parte dell’organico attualmente a disposizione – su le mani per chi avrebbe voluto vedere la rinascita di Ramsey come guastatore “alla Perrotta” alle spalle di Dybala – senza chiedere grossi cambiamenti. Ammesso che ci sia stato davvero un sondaggio, forse potrebbe esserci stata anche una valutazione sul forte temperamento di Spalletti: l’idea di un gioco di sguardi torvi lungo dieci mesi con Cristiano Ronaldo ci affascina. Ma non quanto il video in cui presenta al mondo la paperina Biancaneve.

 

Massimiliano Allegri

Possibilità di riuscita: 1/10

 (Photo by Emilio Andreoli/Getty Images)

Sarebbe stato oggettivamente bellissimo il ritorno di Allegri, con una conferenza fiume di presentazione dominata dalle dissertazioni sull’ippica e dai riferimenti astiosi nei confronti dei teorici del calcio. Invece alla fine l’ha spuntata Pirlo. Musetto davanti.

 

Paulo Sousa

Possibilità di riuscita: 8/10

 (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

Sempre elegantissimo nei suoi completi, Paulo Sousa è tornato d’attualità nelle ore successive all’esonero di Sarri probabilmente per i suoi trascorsi bianconeri da giocatore e, secondo alcuni, per il fatto di essere connazionale di Cristiano Ronaldo, come se tutti i portoghesi del mondo si volessero un bene immenso. Da allenatore, infatti, non si può certo dire che stia vivendo il suo momento migliore: dopo l’addio alla Fiorentina, è stato esonerato nel 2018 dal Tianjin Quanjian e non ha brillato alla guida del Bordeaux, che ha condotto al dodicesimo posto nella stagione chiusasi anzitempo a causa del coronavirus. La trattativa sarebbe stata rapidissima: se non è andata in porto, o se non c’è proprio stata, non ce la sentiamo di farne una colpa alla dirigenza bianconera.

 

In una delle sue ultime dichiarazioni da allenatore della Juventus, Maurizio Sarri ci ha detto che i dirigenti bianconeri non sono dei dilettanti. A cosa ci è servito questo lungo viaggio candidato per candidato? A farci capire che forse, per quanto sorprendente, inaspettata e imprevedibile, la soluzione Pirlo non era poi così più assurda delle altre. Come già accennato all’inizio, «Eliminato l’impossibile, ciò che resta, per improbabile che sia, deve essere la verità». E in questo momento la verità è che la dirigenza della Juventus, scremate tutte le altre opzioni, è arrivata ad annunciare, alle ore 20.00 di un sabato qualunque-un sabato italiano, la decisione di promuovere Andrea Pirlo dall’Under 23 alla prima squadra, senza averlo visto sulla panchina della formazione B nemmeno per un minuto.

One Comment

  • Simone Santarelli ha detto:

    Geniale. È solo che per noi Italiani (non sono tifoso bianconero) la Juve è onnipotente. Se voleva Zidane, e che sono 12 milioni ? Pochettino ne voleva altrettanti ? E che problema può avere FCA. Come ha dimostrato con Ronaldo, se la Juve vuole spendere, lo fa. L’impressione è che con Pirlo abbiano tentato la sorte, per poter poi dare ancora più facilmente le “colpe” in caso di mancata Champions l’anno prossimo (perché quello è l’obietivo di Pirlo). Io avrei venduto al PSG Ronaldo, e con il saving finanziato una vera rivoluzione “fuochista” con Marcelo Bielsa. Sopportando anche uno o due anni di insucessi pur di passare dalla storia alla leggenda.

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