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Dieci domande che troveranno risposta nel 2020

By 31 Dicembre 2019

Il 2019 è stato un anno di grandi novità nel calcio mondiale, primo fra tutte forse la consapevolezza che calcio e tecnologia non possono più essere scisse anche sul campo. Ma quest’anno che termina ha soprattutto posto alcune domande, a cui solo un 2020 che si preannuncia davvero speciale può dare risposte. Ecco le 10 più urgenti a cui tutti guardano.

1 – Riuscirà Cristiano Ronaldo a compiere l’ultima impresa?

 (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

Buffon è ancora lì a 42 anni perché è in caccia del suo ultimo sogno:  vincere la Champions League. È il sogno suo e dell’intero mondo juventino, che si è affidato a Cristiano Ronaldo per renderlo reale. Se il portoghese riuscisse a vincere in Europa con la Juve, metterebbe un marchio definitivo sugli anni ’10, che diventerebbero per sempre i suoi anni.

2 – La Nazionale italiana è davvero tornata grande?

Quello che ha fatto Mancini in un anno è stato clamoroso, non solo per i risultati ma per il connubio fra nuova immagine e nuove prospettive che è riuscito a dare ad un intero movimento, oltre che alla Nazionale. Ora però deve mettere in pratica quanto promesso negli Europei di giugno, spartiacque fondamentale per l’Italia. Se si disputeranno ottimi Europei (che non vuol dire vittoria, perché almeno quattro squadre ci sono superiori), allora il pensiero di innestare la classe 1998-2002 su un telaio già resistente, potrebbe di nuovo riportarci in alto. In caso di pessimi Europei, allora le ombre di un girone di qualificazione di “scappati di casa” coloreranno tutto di nero anche per il futuro.

3 –  Guardiola lascerà il City?

 (Photo by Alex Livesey/Getty Images)

La traiettoria di Guardiola al Manchester City sembra in una fase di stanca. La Premier League è praticamente già persa e resta una Champions League complessa da conquistare. Cosa ancora peggiore è che la sua squadra non segue più con attenzione i dettami del tecnico spagnolo, comunque desideroso sempre della perfezione ad ogni costo. Un Guardiola che si muove a giugno cambia gli scenari sia della Premier League che del campionato in cui potrebbe arrivare. Ha sempre detto che in Serie A un giorno ci sarebbe tornato anche da tecnico. Per il nostro campionato sarebbe una vittoria.

4 – Un altro calcio è possibile?

Qualche anno fa eravamo in pieno calcio da 6 periodico, ovvero quel calcio in cui una o al massimo due squadre per campionato (con una piccola eccezione per la Premier League) vincevano quasi tutte le partite del campionato, dando spesso sei gol o giù di lì alle malcapitate avversarie. Soprattutto in questa stagione il trend sembra diverso, con squadre impronosticate che lottano per la vetta (Borussia Mönchengladbach, Lipsia, Leicester), grandi società che stanno tornando (Inter), ma soprattutto una situazione generale in cui ogni squadra vende cara la pelle contro qualsiasi avversario. Quando la grande squadra va fuori casa oggi è molto più difficile una vittoria sul velluto. Speriamo che nel 2020 questo trend continui.

5 – Quale sarà il calcio degli anni ’20?

Photo by Laurence Griffiths/Getty Images)

Se la fine del primo decennio del secolo aveva mostrato il calcio posizionale di Guardiola che ha segnato l’intero decennio successivo, oggi è il calcio di riaggressione e verticalizzazioni di Klopp a farla da padrone. Da qui si parte con tanti orizzonti: maggiore velocità di pensiero, minor numeri di tocchi, assenza quasi totale di difensori puri, laterali fondamentali per disordinare le difese avversarie. Di sicuro sarà un calcio ancora più aggressivo e se negli anni ’90 la lotta era concentrata a centrocampo, oggi sono i 30 metri difensivi ad essere il fulcro di tutto. Lì gli avversari cercano di aggredire per togliere spazi alla manovra e riconquistare il pallone. Da lì le difese cercano di impostare un’azione ragionata che poi prende velocità e ampiezza. Quella fascia di campo nel futuro sarà il centro di tutto.

6 – Cambierà mai davvero la geografia calcistica?

Negli ultimi anni ci sono stati tanti tentativi di modificare la geografia calcistica mondiale, portando eventi e calciatori nei paesi del Golfo Persico, in Cina, in USA, in India. Ma se in un primo momento un effetto si è avuto, la passione, con relativo business, non è mai cresciuta. Per cambiare davvero qualcosa forse bisognerebbe tornare al vecchio caro campo di calcio e al pallone, nella speranza che in questi paesi nasca e si affermi un grande campione. Soltanto da una faccia nuova e autoctona potrebbe davvero cambiare l’atlante del calcio.

7 – Chi sostituirà Cristiano Ronaldo e Messi?

(Photo by Juan Manuel Serrano Arce/Getty Images)

Il portoghese e l’argentino si sono divisi Palloni d’oro, vittorie, palcoscenici e trofei, creando un binomio che ha dominato il decennio. Ora serve pensare al dopo CR7-Pulce e tutto è confuso. Un ragazzo che può aprire una nuova era ad oggi sembra essere Mbappé, anche se per come si sta evolvendo il gioco, un calciatore come Haaland potrebbe essere un nuovo modello di campione.

8 – Quanto potere avranno in futuro i calciatori?

Se i grandi del calcio guardano alla NBA come lega di successo planetario da imitare, sanno anche bene che in quella lega c’è un finissima struttura di pesi e contrappesi che tiene in equilibrio il business fra proprietari, giocatori e lega stessa. In questo senso viene da chiedersi quanto potere e parte di business i proprietari delle squadre di calcio più importanti vogliono dare ai loro calciatori e secondo quali prospettive di crescita. Un tema centrale per far diventare il grande calcio qualcosa di ancora più grande e non restare indietro.

9 – Come ripartiranno Real Madrid e Manchester United?

(Photo by Richard Heathcote/Getty Images)

Se Juve, Manchester City, Liverpool e Paris Saint Germain hanno oggi una rosa completa ed esperta, le due grandi squadre con i cantieri aperti sono Real Madrid e Manchester United, senza dimenticare che hanno bisogno di ritocchi anche Barcellona (soprattutto pensando al dopo-Messi) e Bayern Monaco. A sconvolgere ancora i prossimi calciomercato saranno queste due squadre, con i normali effetti domino a seguire. Bisogna guardare a Madrid e Manchester per capire come si muoveranno i flussi di denaro e i grandi calciatori nei prossimi anni.

10 – Il calcio dal vivo sarà per un’élite?

Razzismo, violenza, costi spropositati, pessimo equilibrio con le entrate, target molto interessanti completamente tagliati fuori. Tanti pensano che per migliorare il calcio e renderlo più profittevole serve eliminare tutta la parte ultras e guardare a target come le famiglie con bambini che vogliono vivere un’esperienza completa e sicura. Questo però vuol dire modificare del tutto il calcio live a cui siamo abituati, soprattutto in Italia a dire la verità, rendendolo un passatempo esoso per famiglie e non uno sfogatoio economico per ragazzi. Serve cambiare le strutture e gli elementi connessi ad esse, la politica dei prezzi, magari sciogliere i club di tifosi e cambiare l’intera esperienza da stadio. Se la strada è questa, prepariamoci a stadi piccoli se non piccolissimi e tanta tanta televisione.

Jvan Sica

About Jvan Sica

Jvan Sica, nato a Salerno nel 1980, scrive di sport per il web, il teatro e la televisione. L’ultimo libro è stato “Garincia”, l’ultimo spettacolo “Berlino 1936”, l’ultimo film "Maradonapoli". Co-ideatore delle Football City Guides, prime guide turistico-calcistiche esistenti al mondo. È stato articolista per la Gazzetta dello Sport, come curatore della rubrica “Last 50 FIFA”. Cura il blog "Letteratura sportiva".

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