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Dieci flop che ora devono essere obbligatoriamente riscattati

By 2 Aprile 2020

Non tutti i prestiti con obbligo di riscatto si sono rivelati degli affari

 

Ogni promessa è debito, ogni prestito con obbligo di riscatto pure. In attesa che il calcio si assesti, speriamo al più presto, e con esso il mercato, molti affari sono rimasti parzialmente in sospeso. Nel senso che molti trasferimenti conclusi l’estate scorsa in realtà a livello di esborso cash si sarebbero dovuti perfezionare tra quattro mesi.

E non che tutti siano andati bene: per un Barella eccellente, ad esempio, ce ne sono altri abbastanza disastrosi, specialmente nel rapporto qualità-prezzo. Oppure che non sono riusciti a esprimere il loro livello perché “castrati” dalla sospensione del campionato. Andiamo a vedere dieci casi, i più eclatanti, di calciatori il cui cartellino dovrà essere pagato sì o sì.

 

10 – Giovanni Simeone (Cagliari)

Foto Massimo Paolone/LaPresse

In contumacia Pavoletti, che si è di nuovo infortunato al ginocchio a febbraio, il “Cholito” aveva cominciato bene, con 5 gol nel girone d’andata. Purtroppo, come tutto il Cagliari, si è via via spento sempre più, segnando solo un’altra volta e perdendo addirittura il posto da titolare nell’ultima partita dei sardi, contro la Roma, a favore di Paloschi. Fin qua comunque stagione dignitosa. Il club del presidente Giulini dovrà sborsare altri 13 milioni alla Fiorentina oltre ai 3 già sganciati al momento del trasferimento.

 

9 – Yann Karamoh (Parma)

Foto Claudio Grassi/LaPresse

Tra i prestiti con obbligo di riscatto indigesti di questo elenco qualcuno è più giustificato degli altri: ad esempio quello del francese, che poco prima dell’esplosione della crisi sanitaria mondiale ci teneva a far sapere che “dopo tre mesi stava per tornare in gruppo”. Una bella sfortuna per l’ex Bordeaux, che sembrava poter dire la sua da protagonista dopo il fantastico gol segnato proprio alla squadra da cui è in prestito: l’Inter. Poi è stato un affare quasi a buon mercato: 8 milioni per completare il trasferimento.

 

8 – Lorenzo Tonelli (Sampdoria)

(Photo by Mario Carlini / Iguana Press/Getty Images)

Qui va premiata la costanza: per la seconda stagione consecutiva il centralone toscano ha fatto il percorso Napoli-Genova sponda blucerchiata. Due anni fa l’obbligo sarebbe scattato con 21 presenze, mai raggiunte, stavolta, nell’ultimo mercato di gennaio, a prescindere per 2.5 milioni di euro. Curioso che la prima rete segnata dall’ex pupillo di Maurizio Sarri al Napoli, dove ha avuto ben poca fortuna, era stata proprio contro la Sampdoria. Ne hanno sofferto molto, crediamo, quelli che al Fantacalcio avevano puntato su di lui all’asta di riparazione, perdendo un titolare capace di segnare ogni tanto.

 

7 – Lukas Haraslin (Sassuolo)

Foto Massimo Paolone/LaPresse.

Molti si diranno “Chi?”. Arrivato l’ultimo giorno del mercato invernale dal Lechia Danzica, l’attaccante slovacco aveva già assaggiato l’Emilia giocando (si fa per dire) con il Parma nella stagione 2014-15, 35 minuti totali in Serie A. Un affare da due milioni che al momento rimane abbastanza inspiegabile, ma magari tra qualche anno (Haraslin comunque non è di primissimo pelo, ha quasi 24 anni) si riveleranno il furto del secolo. In Polonia, citando Dante Alighieri, “sanza infamia e sanza lode”: 12 gol e 19 assist in 4 stagioni e mezzo. Al Sassuolo ha già timbrato una presenza: 13 minuti proprio contro il Parma nella sconfitta interna 1-0.

 

6 – Gregoire Defrel (Sassuolo)

Foto Donato Fasano/LaPresse

Secondo neroverde e non sarà l’ultimo: il grande ritorno, al club dove era diventato un ottimo elemento meritvole di un trasferimento alla Roma. Purtroppo per lui, percorso inverso, nel giro di tre anni e un prestito positivo alla Sampdoria. Infortuni, l’esplosione di Ciccio Caputo, in generale tutta una serie di difficoltà per tornare quello di prima: eppure, nonostante tutto, sono già scattate le condizioni (non si sapevano quali, ma solo che sono state completate) perché il Sassuolo debba sborsare altri 10 milioni oltre ai 3 sganciati l’estate scorsa.

 

5 – Patrick Cutrone, Alfred Duncan, Igor e Christian Kouamé (Fiorentina)

Foto LaPresse – Tano Pecoraro

Li mettiamo in blocco, sì, perché praticamente in blocco sono arrivati. Non si può dire che Rocco Commisso non abbia investito: anzi, a gennaio si è scatenato con questa serie di acquisti tutti identici, ovvero prestiti con obbligo di riscatto (e ci sarebbe Kevin Agudelo, ma l’obbligo scatterà in base a un determinato numero di presenze e poi è un prestito fino al 2021). E attenzione, non sono andati proprio malissimo tutti, a parte Kouamé che è reduce da un ginocchio rotto e sarebbe tornato solo la prossima stagione (10 milioni per l’ex genoano): ma tra Cutrone (18 milioni), Duncan (16) e Igor (8, prestito biennale) nessuno è riuscito nelle settimane post-chiusura delle trattative a dire la sua. Poco tempo per l’amalgama? Diamo pure questo alibi.

 

4 – Vlad Chiriches (Sassuolo)

Foto Luciano Rossi/AS Roma/ LaPresse.

Altra operazione alla Tonelli fatta dal Napoli, ma l’estate scorsa. Strana evoluzione di carriera, quella del romeno, capitano della sua Nazionale ma tendenzialmente ai margini non solo sotto il Vesuvio, ma pure al Tottenham in precedenza. Un crac muscolare proprio in Nazionale contro le Far Oer a ottobre l’ha levato dalle rotazioni di De Zerbi; non che fin lì avesse combinato granché nelle 4 presenze precedenti, visto che i neroverdi avevano perso tre volte su quattro subendo 9 gol. Un investimento tra i 10 e i 13 milioni di euro abbastanza disastroso fin qua. 3 –

 

3 – Roberto Inglese (Parma)

Foto Massimo Paolone/LaPresse

Infortuni a raffica, l’esplosione di Cornelius, la sua stagione sarebbe già stata da considerarsi finita, se fosse andato tutto lineare. E invece, se si dovesse tornare a giocare, mettiamo, in estate, chissà che non ritorni: certo, i ducali dovranno sborsare obbligatoriamente per lui ben 20 milioni di euro. E pensare che l’anno scorso, in prestito secco, si era comportato molto meglio con 9 gol in 25 partite. Invece, per ora, in questa stagione solo due centri in 11 partite. Così Inglese, che non ha mai giocato col Napoli che l’aveva strappato al Chievo per 11 milioni, si è rivelato una sontuosa plusvalenza per il club di De Laurentiis.

 

2 – Andrea Pinamonti (Genoa)

Foto LaPresse – Jennifer Lorenzini

Alzi la mano chi all’asta del fantacalcio della scorsa estate si è lanciato sul giovane attaccante scuola Inter, che i nerazzurri avevano ceduto al Genoa in prestito con obbligo di riscatto di ben 18 milioni (il più caro nella lunghissima storia del Grifo). Un altro giovane “sbolognato” tipo Zaniolo, per far quadrare i conti? Qualche tifoso dell’Inter lo pensava, vedendo che, insomma, Pinamonti non aveva sfigurato col Frosinone alla prima vera stagione in A (5 gol). Risultato, dopo sei mesi? Due gol appena, l’ultimo a ottobre nel 5-1 che era costato la panchina ad Andreazzoli, sorpassato nelle gerarchie e soprattutto nel tabellino dei marcatori sia da Sanabria che da Pandev. Peggio di Inglese perché sinceramente da lui ci aspettavamo molto di più, dopo averlo visto da capitano portare l’Under 20 alle semifinali del Mondiale segnando 4 gol.

 

1 – Simone Verdi (Torino)

Foto LaPresse – Fabio Ferrari

Quando arrivi con grandi aspettative e fai oggettivamente molto male rispetto ai tuoi standard, bisogna metterti dietro la lavagna. E poi a certe cifre puzza davvero di fallimento: operazione totale da 25 milioni, di cui 21 da sborsare a fine stagione dopo i 4 al momento della firma. Il più grosso investimento nella storia non solo della gestione-Cairo, ma di tutto il club. Che ha combinato l’ex Bologna nella sua seconda tappa granata? Un gol, inutile, nella sconfitta interna contro la Sampdoria, in 22 presenze. Disastroso, senza dubbio l’assegno più indigesto che verrà versato, in questo caso dal Toro, quando toccherà farlo.

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