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Dieci giocatori in scadenza che forse non immaginavate

By 10 Gennaio 2021

Grandi nomi termineranno il loro contratto la prossima estate, liberandosi così a parametro zero. Più in secondo piano ci sono altri calciatori che potrebbero tornare ancora utili

 

Lionel Messi, Sergio Aguero, Sergio Ramos, Luka Modric, David Alaba, Jerome Boateng, Gianluigi Donnarumma: su di loro si sta già speculando, e non sono gli unici grossi nomi il cui contratto è in scadenza a fine stagione. Si libererebbero a zero spostando molti equilibri. Già dall’1 febbraio potranno decidere cosa fare delle loro carriere. Non sono i soli, comunque, perché c’è un esercito di “free agent potenziali” meno pronti a cambiare maglia gratis a giugno. Qualcuno potrebbe tornare utile anche alle squadre italiane, chissà. Vediamo dieci di questi nomi.

 

Marko Dmitrovic (portiere, Eibar)

(Photo by Srdjan Stevanovic/Getty Images)

Uno dei tantissimi colpi del club basco dalle serie inferiori spagnole per pochissimi soldi. Arrivato per un milione di euro dall’Alcorcòn (Segunda Divisiòn) nel 2017, al momento è uno dei migliori portieri della Liga: in 17 partite è rimasto imbattuto ben 7 volte. I due marziani Oblak dell’Atletico Madrid e Courtois del Real Madrid sono lontani, ma non così tanto, 10 e 8 clean sheets rispettivamente, in due squadre comunque dalla difesa meno stimolata dell’Eibar. Faccia da duro, rasato a zero, alto e grosso ma al contempo molto agile, è ormai il titolare della Nazionale serba. Sarebbe tutto da testare in una squadra di più alto livello, ma magari potrebbe servire a una big come dodicesimo di grande affidabilità.

 

Yuto Nagatomo (difensore, Olympique Marsiglia)


L’OM come terzini titolari ha due giapponesi, caso più unico che raro in Europa. Uno è Hiroshi Sakai e l’altro è il buon Yuto, che i tifosi dell’Inter ricordano ancora con piacere, probabilmente. Non era né Facchetti né Brehme né Maicon, però non ha mai lesinato l’impegno in otto anni di militanza. A giugno avrà quasi 35 anni e il contachilometri abbastanza usurato, specie se lo volessimo pensare esterno a tutta fascia in un 3-5-2, per dire. Qualche settimana fa si è reso protagonista di un gesto tecnico quasi commovente, se pensiamo al personaggio, che tutto sembra meno che un possibile autore di frivolezze: questo autogol di tacco contro il Reims, quasi costato la partita all’Olympique Marsiglia contro il Reims. Glielo vogliamo concedere un ultimo ballo europeo  prima che torni in Giappone?

 

David Luiz, Sokratis Papastathopoulos e Shkodran Mustafi (difensori, Arsenal)

 (Photo by James Chance/Getty Images)

Li mettiamo in gruppo, perché sono nella stessa situazione di mercato: e nello stesso ruolo, peraltro, in questa curiosa congiuntura. Due di loro, il greco e il tedesco, hanno giocato in Italia, “Papa” al Genoa e al Milan, Mustafi alla Sampdoria: da lì sono diventati emigrati di medio-successo, anche se adesso all’Arsenal è tempo di vacche magre per chi non si applica. Arteta li ha di fatto epurati e il tedesco già dall’autunno ha praticamente lasciato intendere che il suo periodo coi Gunners è terminato, sperando di essere ceduto al più presto. Anche David Luiz, che già era stato rinnovato non senza storture di naso, rischia di dover salutare l’Arsenal. Colpa non delle sue prestazioni, ma da quando ha avuto quel tremendo scontro con Raul Jimenez del Wolverhampton, a fine novembre scorso, ha giocato sempre meno. A parte Mustafi, quello che forse ha più appeal dei tre, gli altri due sono over 30. A chi potrebbero servire? Sono comunque tutti difensori abbastanza polivalenti, buoni per difese a 3 o a 4.

 

Lucas Vazquez (centrocampista, Real Madrid)

(Photo by Gonzalo Arroyo Moreno/Getty Images)

Dopo aver perso, però almeno se li è fatti pagare, Hakimi e Theo Hernandez, i blancos preferirebbero evitare di mangiarsi le mani un’altra volta. E infatti c’è abbastanza tensione sulla trattativa di rinnovo del contratto di uno dei pupilli di Zidane, il tappabuchi ideale, il classico giocatore che inizia ogni estate tra le riserve, nelle probabili formazioni, e immancabilmente già dall’autunno è tra i titolari. La fascia destra è roba sua, difesa-centrocampo-attacco, non perché sia uno e trino, ma perché al Real Madrid Vazquez è buono per tutte le stagioni. D’altronde è un prodotto del vivaio, è stato in prestito solo un anno all’Espanyol, ma per il resto la sua maglia da dieci anni è quella bianca.

Lo si potrebbe definire senza esagerare un “nuovo Callejòn”. Più giovane, naturalmente, è del 1991, e forse è alla caccia di una gratificazione economica dopo una vita da gregario. È, nella rosa del Real Madrid, quello con lo stipendio più basso: poco più di 3 milioni di euro a stagione. Non ha preso evidentemente bene l’essere stato inserito in lista trasferimenti a settembre quando, forse lo ricorderete, i blancos hanno dovuto vendere in fretta e furia una squadra intera per rientrare in parte nei conti. Lo volevano in Qatar e Vazquez si è detto: “Va bene tutto, vanno bene i soldi, ma io posso ancora dimostrare di essere importante in Europa”.
E adesso, mentre anche Sergio Ramos e Luka Modric sono in trattativa anche loro per i rinnovi dei rispettivi contratti in scadenza, e non sono affari facili da concludere, come una barca che rischia di affondare e perde acqua da pori che non erano stati visti, il caso-Lucas Vazquez è apertissimo. E questo potrebbe essere un colpo a zero a buon mercato per tutti quelli che necessitino di un polivalente sulla fascia destra, che accetterebbe anche la panchina. Anzi, che forse si sente meglio partendo dalla panchina per poi mangiare in testa al presunto titolare.

 

Georginio Wijnaldum (centrocampista, Liverpool)

(Photo by Clive Brunskill/Getty Images)

Questo è interessante. Perché sembra strano che i Reds si liberino così di uno dei loro giocatori più importanti, seppur sottotraccia, un centrocampista capace di fare tutto e che tendenzialmente porta pure bene quando scende in campo. “Gini” è intelligenza tattica e corsa, posizione e inserimenti letali (Barcellona, do you remember?) e non a caso su di lui avrebbero messo gli occhi l’Inter e lo stesso club catalano, forte della presenza in panchina di Ronald Koeman, connazionale di Wijnaldum.
L’olandese ha trent’anni e può giocare quasi in ogni posizione del centrocampo, ha saltato solo 11 partite su 168 da quando è arrivato ad Anfield. Jurgen Klopp ha a disposizione molte alternative, ma sono tutti giocatori che non hanno, uniti in un solo corpo, come dire, le stesse qualità di Wijnaldum, l’uomo che completa il 93% dei passaggi verso un altro compagno e che sarebbe un acquisto top per chiunque.

 

Franco Vazquez (centrocampista, Siviglia)

(Photo by Antonio Pozo/PRESSINPHOTO)

Un altro emigrante che potrebbe, chissà, riprendere la via di casa. A Palermo non può tornare perché i rosanero intanto sono finiti in Serie C, ma magari qualche italiana interessata al “Mudo”, che al Siviglia sta appassendo mese dopo mese, forse troppo compassato per l’elettrico stile di gioco di Lopetegui.

Curioso il destino suo e di Dybala, che alla Juventus non è in scadenza, ma alle prese con un difficile rinnovo di contratto: loro due, che avevano fatto delirare il Palermo e la Serie A, una coppia così bene assortita è difficile ricordarla. Vazquez è ufficialmente sul mercato, in questa stagione ha giocato 222 minuti in 11 partite. Nel 2016, quando era arrivato sulle rive del Nerviòn era stato uno degli acquisti di punta della sessione estiva orchestrata da Monchi: 12 milioni e il contratto quinquennale che, appunto, sta per scadere. Persino il suo agente ha detto che tornerebbe volentieri in Italia e in qualche squadra da media-alta classifica in Serie A lo vedremmo ancora bene.

 

Robin Quaison (centrocampista, Mainz)

 (Photo by Christian Kaspar-Bartke/Getty Images)

Un altro ex del Palermo, che a differenza di Vazquez ha avuto un grande exploit lontano dall’Italia. Lo svedese è diventato la stella del Mainz, squadra che lotta per non retrocedere in Bundes e che se dovesse perderlo adesso, nel mercato invernale, rischia di colare a picco. Ha anche avuto un’evoluzione tattica che spiega anche la sua crescitarealizzativa: con i rosanero sembrava essere un trequartista un po’ leggero, di difficile inquadramento, mentre col Mainz è stato schierato persino da centravanti. E insomma, nell’ultima stagione ha segnato 13 gol in 32 partite. Per la sua capacità ormai acquisita di giostrare in maniera creativa su tutto l’attacco noi non lo vedremmo male come profilo per una squadra come l’Atalanta. Il nuovo Papu Gomez?

 

Stevan Jovetic (attaccante, Monaco)

(AP Photo/Laurent Cipriani)

Ebbene sì, c’è anche lui tra quelli che stanno per scadere, nel senso del contratto. A 31 anni, il montenegrino si può dire che non abbia mantenuto tutto ciò che di buono aveva promesso negli scintillanti anni alla Fiorentina. Troppi, gli infortuni, per avere una continuità di rendimento decente. Il rosario di problemi fisici che l’hanno colpito è impressionante, ovunque sia stato, quindi anche all’Inter, al Manchester City, al Siviglia e al Monaco.

Che giocatore è diventato Jovetic, nel frattempo? Che cosa si potrebbe aspettare un acquirente che lo voglia tesserare a contratto scaduto? Uno che da trequartista è diventato ormai stabilmente un centravanti, che non ha più da tempo i riccioli in testa, come alla Fiorentina, ma che quando tocca il pallone sa ancora come farlo cantare. Mi piacerebbe giocare ancora 7 o 8 anni – ha ammesso qualche mese fa Jovetic –. Firenze è la mia seconda casa, e per me è sempre un’opzione, mi piacerebbe. Sono stato benissimo cinque stagioni, ho tanti amici, ho già casa lì”. Un messaggio verso la Viola per un ritorno? Qualche numero: nell’ultimo anno e mezzo ha giocato solo 25 partite, segnando 2 gol e smazzando un assist. Forse anche i vecchi amori tentennerebbero davanti a tanta fragilità.

 

 

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