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Dieci operazioni di mercato che vorremmo a gennaio

By 1 Gennaio 2021

Tra l’ironico e l’inverosimile, alcune nostre idee per ravvivare questa sessione invernale

 

Anno nuovo, abitudini vecchie: gennaio significa calciomercato di riparazione, un mese intero per alcune squadre di sistemare problemi endemici, mentre altre optano per dei semplici riempitivi delle loro rose. Anche se poi molto si risolve nelle ultime ore dell’ultimo giorno, in un crescendo a volte del tutto anarchico. Noi non siamo assolutamente degli esperti di calciomercato, non abbiamo contatti con gli agenti e con i dirigenti dei club; in compenso abbiamo delle idee, seguendo un po’ l’andamento della Serie A. In chiave soprattutto ironica, potrebbero diventare degli spunti veri, chissà. Ecco dieci operazioni di mercato che ci piacerebbe vedere nelle prossime settimane.

 

Luis Suarez (del Granada) alla Juventus

LaPresse.

I bianconeri sono di nuovo alla ricerca di un attaccante per dare respiro a Ronaldo e Morata. Meglio se una punta centrale. Nelle ultime ore sono comparsi un po’ di nomi, persino quello dell’eventuale cavallo di ritorno Fernando Llorente, che al Napoli non vede il campo da mesi. Detto che non siamo esperti di calciomercato né tantomeno vogliamo infognarci in dibattiti giuridici, la Juventus potrebbe sempre tuffarsi su Luis Suarez; ma non quello del Barcellona, il “Pistolero” poi passato all’Atletico Madrid, bensì quello del Granada, reduce da un’eccellente stagione in Segunda Division con il Saragozza. Andrebbe solo controllato prima il passaporto del colombiano, che non pare essere comunitario. Suarez comunque è un attaccante elettrico, disposto al sacrificio, forse non proprio un centravanti puro, ma che si sta ritagliando il suo spazio nel Granada.

 

Christian Eriksen allo Schalke 04

(Photo by Paolo Rattini/Getty Images)

Solo due squadre fin qua non hanno ancora vinto una partita nelle maggiori leghe europee (Inghilterra, Spagna, Germania, Italia e Francia): una è lo Sheffield United, ultimo nella Premier, e l’altra è lo Schalke 04, che non la spunta da prima dello stop per la pandemia di Covid-19. E che tra l’altro ha appena cambiato allenatore, il quarto negli ultimi tre mesi. La situazione nella Ruhr è abbastanza deprimente, anche se la rosa sulla carta non sembra nemmeno male. E quale calciatore più di Christian Eriksen dà l’idea di essersi avvitato in una sorta di buco nero interiore? Con quelle sostituzioni nei minuti di recupero che hanno fatto imbufalire persino alcuni tifosi dell’Inter. Peggio di così da un lato (lo Schalke), peggio di così dall’altro (il danese): il mix potrebbe essere esplosivo. Sperando che i tedeschi non decidano di giocare con il 3-5-2, ecco.

 

Jesé all’Atalanta

(Photo by Aitor Alcalde/Getty Images)

Pochi giocatori al mondo hanno buttato via il loro talento come lo spagnolo, attualmente senza squadra dopo essere stato cacciato dal Paris Saint-Germain, che gli dava uno stipendio da 3.5 milioni a stagione. Svincolato a 27 anni dopo aver giocato col Psg, appunto, e in precedenza con il Real Madrid. Certo, quando il top della tua carriera da professionista non riguarda il campo, ma il fatto di aver speso 5mila euro in sms per eliminare la tua fidanzata dal Grande Fratello Vip via televoto. Di Jesé si dicevano meraviglie all’epoca delle giovanili del Real, “Uno dei migliori prodotti di sempre”, ma dal Psg in avanti sono stati solo prestiti infruttiferi, come diremmo se si trattasse di finanza: Stoke City, Las Palmas, Sporting Lisbona, uno peggio dell’altro. in compenso ha già figliato cinque volte con tre donne diverse. L’ultima, Aylen, pare che non sia stata ancora riconosciuta. Insomma, per un ragazzo così disorganizzato nulla di meglio della squadra più organizzata d’Italia, e cioè l’Atalanta: falso centravanti o trequartista?

 

Mat Ryan al Bologna

(Photo by Richard Heathcote/Getty Images)

Molti di voi si chiederanno chi sia costui. Vi rispondiamo prontamente: è un portiere australiano che gioca nel Brighton, in Premier. Non brilla per particolari qualità, è uno dei 160 a cui Messi ha segnato in carriera, per dire. Sta di fatto che i Seagulls pare che non lo vogliano più, non è stato nemmeno convocato per le ultime due partite ed è sul mercato. Noi lo vorremmo al Bologna: perché? Perché ai rossoblù manca solo un tassello per completare una difesa, portiere compreso, davvero intercontinentale. Per schierare così un calciatore dell’Oceania (Ryan), un europeo (De Silvestri), un americano (Medel o Danilo), un asiatico (Tomiyasu) e un africano (Mbaye). Nessun’altra squadra al mondo potrebbe avere una retroguardia così “olimpica”. E siccome tra Skorupski infortunato e Da Costa non sempre sicuro c’è un oggettivo problema nella porta bolognese, Ryan rischia di diventare un’idea concreta. Lui o un neozelandese, ecco. Basta che venga dall’Oceania.

 

Diabaté al Benevento

(Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

Leggiamo di un club sannita alla ricerca di una punta centrale da affiancare a Lapadula. Si parla di tanti attaccanti che possano arrivare alla corte di Filippo Inzaghi, ma il nostro sogno è un altro: Cheick Diabaté. Ve lo ricordate, ormai tre anni fa, il gigantesco attaccante del Mali arrivato a gennaio al Benevento dall’Osmanlispor e autore di 8 gol in 11 partite? Miglior marcatore della squadra disputando meno un terzo delle partite a disposizione, e chissà cos’avrebbe fatto se fosse stato in rosa dall’inizio della stagione. Gol tipo questo al Crotone o questo al Genoa, dove sembra semplicemente troppo grosso per essere controllato. Da allora ha giocato nel campionato degli Emirati Arabi e in quello iraniano: diciamo che è arrivato il momento per riportarlo a vestire la maglia delle Streghe, anche in ottica fantacalcio spalancherebbe la porta a delle aste di riparazione devastanti.

 

Pato al Milan

(Photo by Miguel Schincariol/Getty Images)

Sta per compiere dieci anni l’ultimo scudetto vinto dal Milan. In quella squadra c’era Ibrahimovic, naturalmente, e nessun altro della rosa attuale, peraltro molto giovane. C’è chi, nel frattempo, è diventato allenatore (Pirlo, Gattuso, Filippo Inzaghi, Pirlo e Nesta) e pochi altri che giocano ancora. Tra questi, Alexandre Pato, attualmente svincolato. inutile provare a paragonare chi sia “invecchiato meglio” tra Ibra e il “Papero”, che ha fallito ovunque sia andato dopo la già non entusiasmante, specie negli ultimi tempi, parentesi milanista. I rossoneri stanno cercando un attaccante che possa far rifiatare Ibrahimovic senza dover adattare Rebic, che comunque sta andando benone. Sarebbe un rischio enorme riprendersi Pato, è chiaro, però che storia sarebbe rivincere (chissà) lo scudetto con la stessa coppia di attaccanti. C’è anche il numero 9 libero, per scacciare una sorta di maledizione che aleggia su quel numero all’incirca da quando l’ha mollato Filippo Inzaghi. Una maledizione che ha toccato anche il brasiliano, il cui ultimo numero indossato al Milan era stato proprio il 9.

 

14 giocatori qualsiasi allo Spezia

I liguri hanno utilizzato fin qua 33 giocatori compresi tre portieri. Una cifra abnorme che rende difficile stabilire quale sia la formazione-tipo di Vincenzo Italiano. Per la cronaca, Emanuel Gyasi è stato il più presente come minutaggio e presenze, mentre l’ultimo in questa classifica è il brasiliano Sena. Nessuno ha utilizzato in questo campionato più giocatori dello Spezia, tuttavia il record assoluto appartiene a una squadra che, a differenza dei bianconeri, era stata uno degli esempi più fulgidi di mala-gestione: il mitologico Ancona della stagione 2003-04, che arrivò ultimissimo vincendo solo due partite su 34 schierando 46 giocatori e cambiando tre allenatori (Menichini, Sonetti e Galeone). In quella rosa c’era di tutto e di più, vecchi arnesi della Serie A (Ganz, Hubner, Luiso, Di Francesco, Dino Baggio) e giovani promesse (Pandev), stranieri già al carrello dei bolliti (Jardel) e altri ancora presentabili (Daniel Andersson). Noi abbiamo un sogno, che questo primato cada: e siccome nel mercato di gennaio le squadre spesso vengono ribaltate, la base da cui parte lo Spezia è ottima.

 

Nessun acquisto/cessione del Genoa

(Photo by Pier Marco Tacca/Getty Images)

Pochi chilometri di distanza da La Spezia e situazione agli antipodi. Noi per una volta vorremmo che i rossoblù rimangano così, immutati, senza operazioni né in entrata né in uscita. È difficile, perché specialmente da quando c’è il presidente Enrico Preziosi è come se la rosa venisse smontata e rimontata come un gioco (e d’altronde Preziosi ne ha ben donde, essendo un leader del settore). Ogni gennaio è uno show, con le pagine di calciomercato che traboccano di trattative e di affari riguardanti il Grifo rossoblù. E invece noi quest’anno speriamo che, anche grazie all’arrivo di Davide Ballardini, tutto rimanga così com’è, senza un Piatek ceduto al Milan o un Kouame che va alla Fiorentina (ad esempio), senza un Perin che torni in porta o uno Iago Falque che compaia di nuovo in attacco. Forse intanto basterebbe reintegrare Lasse Schone, fin qua disperso.

 

Simone Padoin all’Inter

(Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

Antonio Conte quest’anno ha ottenuto dopo un pressing degno di un mastino di centrocampo il suo pupillo Arturo Vidal. Il cileno però oggettivamente fin qua ha deluso, specie in Champions League dove la sua espulsione per insulti reiterati all’arbitro contro il Real Madrid è stato il suo punto più basso. La rosa dell’Inter è sterminata, e si parla soprattutto di decespugliarla un po’ vista l’eliminazione dalle competizioni europee. Qualche ritocco potrebbe arrivare, ma attraverso scambi (Paredes per Eriksen, Gervinho per Pinamonti). L’obiettivo scudetto è evidente, tutto l’ambiente sta lavorando per quello, ma sembra che manchi qualcosa, forse un pizzico di buona sorte. E allora, in tema di pupilli di Antonio Conte, ci vorrebbe un talismano: anzi, “IL talismano”, Simone Padoin. Che in teoria si sarebbe già ritirato, ma mica bisogna solo giocare, per vincere.

 

Mbaye Niang al Monza

(Photo by Dino Panato/Getty Images)

Scendiamo in B per quella che sarebbe un’operazione in grande stile della gestione Berlusconi-Galliani. Dopo aver preso Kevin-Prince Boateng in estate e di recente Mario Balotelli (con un contratto che prevede tutta una serie di clausole extra-campo mica male), manca un terzo giocatore per rivivere una delle epoche più frizzanti della storia recente del Milan, quella delle “Creste rossonere”: Mbaye Niang. Attualmente il francese è del Rennes, però qualche settimane fa hanno cominciato a circolare voci di mercato su di lui, presto smentite dal diretto interessato. Non è sempre tra i titolari e questo chissà, potrebbe spingere il Monza a un ultimo sforzo, magari in prestito. Poi per completare il gruppo delle “Creste rossonere” mancherebbe Stephan El Shaarawy, ma per lui ne riparliamo tra qualche mese.

 

 

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