Silent Check

Florenzi, chapeau

By 18 Novembre 2019

Di solito basta una panchina per far esplodere un caso, a volte anche meno, una sostituzione, uno sguardo di stizza lanciato all’allenatore che fa la sua, sacrosanta, scelta tecnica. I procuratori sul piede di guerra, qualche storia sibillina su Instagram, le dichiarazioni a distanza, magari dai ritiri della Nazionale di turno.

Poi, invece, c’è qualcuno in grado di invertire la rotta, che in quella Nazionale, maglia azzurra, gioca titolare sulla fascia destra, mentre nel suo club fa panchina e l’allenatore gli ha esplicitamente detto che, terzino di fascia, non ce lo vede proprio.

Tutto questo di per sé sarebbe già parecchio strano, ma se poi aggiungi che quel giocatore è il capitano della Roma, nonché uno degli ultimi superstiti della stirpe romana dal sangue giallo(rosso). Alessandro Florenzi ha dichiarato che prima di lui viene la Roma. E lo ha fatto per due motivi.

Il primo è che è un gran bravo ragazzo, come pochi ce ne sono in questo mondo epilettico del pallone. E il secondo è che a lui hanno fatto scuola Francesco Totti e Daniele De Rossi. Due che, prima di essere – di fatto – cacciati dalla squadra del loro cuore, per la quale avevano giocato tutta la vita, mentre erano capitani, sono stati esempio vivente di professionalità e sportività.

Mai una parola né un cenno sgradevole. Solo l’amore per la Roma e il loro sacrificio, anche platealmente ingiusto e, a tratti, umiliante, lo hanno fatto passare come una cosa da niente. Galantuomini di un tempo andato. Florenzi, davvero, chapeau.

Leave a Reply