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Gabriel Martinelli va veloce

By 17 Ottobre 2019

Ritratto del diciottenne italo-brasiliano Martinelli, che si è rivelato in tutto il suo talento con una doppietta in Europa League. Mancini lo vorrebbe portare in azzurro, Tite lo ha già convocato per uno un stage in verdeoro. Lui intanto si prepara a segnare il primo gol in Premier

Ormai l’Arsenal non può più nascondere il suo gioiellino italo-brasiliano. Da due settimane Gabriel Martinelli è diventato un volto noto, grazie a una favolosa doppietta (più un assist) rifilata allo Standard Liegi nell’ultimo turno di Europa League (4-0 per i Gunners) e in virtù di una prestazione esaltante, al di là dei due gol segnati.

Gabriel Teodoro Martinelli Silva è un attaccante 18enne nato a Guarulhos, nel distretto di San Paolo, e ha il doppio passaporto, italiano e brasiliano, in virtù delle discendenze nostrane del padre Joao Carlos. Anche per questo è iniziata la corte nei suoi confronti da parte della nazionale italiana, oltre che di quella brasiliana: «Non è così facile, serve una richiesta, serve aspettare. Sono giocatori col doppio passaporto», ha spiegato il ct azzurro Roberto Mancini, ammettendo di fatto la trattativa, non più segreta.

Il ct brasiliano Tite invece l’ha convocato per farlo allenare con la nazionale verde-oro nel maggio scorso, durante la preparazione per la Copa America, ma il giovane talentino non ha mai giocato nemmeno un minuto nelle rappresentative verdeoro, a nessun livello. A luglio poi Martinelli è approdato all’Arsenal, proveniente dall’Ituano, club paulista che ha incassato 7 milioni di sterline per la sua cessione.

(Photo by Dan Istitene/Getty Images)

Attaccante tecnico, veloce, abile nelle finte e nei dribbling in pieno stile sudamericano, bravo di testa, è destro ma preferisce agire da ala sinistra, “sente” però la porta come un vero centravanti, ruolo che ha ricoperto nella gara che l’ha rivelato al mondo, lo scorso 3 ottobre contro lo Standard Liegi. Quando ha la palla è riconoscibile perché si ingobbisce, quasi a non voler mai perdere d’occhio la sfera tra i suoi piedi: forse, proprio per questo, a volte sembra non vedere i compagni di squadra intorno a lui. Martinelli è alto 1,80 e pesa 75 chili.

Da ragazzino inizia con il futsal, il calcio a cinque per intenderci, nelle giovanili del Corinthians, la squadra paulista che fu di Socrates. Poi passa al calcio a 11, segna gol a raffica (73 in 139 partite) e nel 2015, quando non ha ancora 14 anni, viene arruolato dall’Ituano. Si mette subito in luce tanto da meritarsi uno stage con Manchester United e Barcellona, che però mollano la presa, pur apprezzandone le qualità: «È stata una delle migliori esperienze che ho avuto nel calcio – ha raccontato Martinelli a proposito del periodo di prova nel Barça – perché, oltre ad essere una delle più grandi squadre del mondo, la richiesta di impegno in allenamento è molto alta e mi ha fatto crescere tanto nel modo di pensare il calcio, sia in termini di qualità che tattici».

Papà Joao Carlos si dimostra diverso da tanti padri di campioni brasiliani in erba: è attento al futuro extracalcistico del piccolo Gabriel e lo aiuta nello studio, tra un allenamento e una partita. Si racconta che nell’agosto 2018, dopo una sfida sul campo del Nacional San Paolo, abbia chiesto il permesso all’allenatore dell’Ituano di poter riportare a casa il figlio con sé, e non con la squadra, perché il ragazzo aveva lezione la sera. Umiltà e classe, insomma, si fondono bene in questo talento di 18 anni, che nell’Ituano segna una decina di gol tra il 2018 e il 2019, tra campionato e coppe di San Paolo, prima di volare verso l’Inghilterra al compimento della maggiore età, come da regolamento Fifa.

(Photo by Julian Finney/Getty Images)

All’Arsenal è portato da Edu Gaspar, paulista come Martinelli, 41enne ex centrocampista dei Gunners e della nazionale brasiliana (15 presenze tra il 2004 e il 2005), nominato direttore tecnico del club londinese proprio nei giorni dell’arrivo del giovane attaccante brasiliano. Unai Emery, allenatore spagnolo dell’Arsenal, si innamora subito di Martinelli (che firma un contratto fino al 2024 con stipendio da 1,2 milioni di euro a stagione) e decide di tenerlo a Londra senza mandarlo in prestito. Lo impiega con il contagocce, ma il ragazzino brasiliano si fa sempre trovare pronto: finora ha giocato solo 33 minuti in Premier League, ma il futuro è della sua parte.

In Coppa di Lega, invece, ha firmato una doppietta all’esordio, contro Nottingham Forest, il 24 settembre, così come accaduto in Europa League, quando è diventato il più giovane calciatore dell’Arsenal a realizzare due gol in Europa, a 18 anni e 107 giorni. «Ha tanta voglia di avere la possibilità di aiutarci – ha spiegato Emery dopo i gol al Forest – è molto umile, combatte. Gli ho detto di avere un po’ di pazienza in vista della sua opportunità per fare le cose come le stava facendo. Le ha fatte e se l’è meritata».

Qualcuno lo accosta a Neymar, ma il suo idolo è Cristiano Ronaldo, di cui emula l’attenzione all’allenamento e alla forma fisica: «Mi piace tantissimo – ha raccontato Martinelli alcuni mesi fa – anch’io preferisco non giocare spalle alla porta, mi considero un attaccante, ma questo significa sapere fare tante cose, proprio come Cristiano. È la mia ispirazione, mi piacerebbe incontrarlo». Se Gabriel manterrà le promesse, non abbiamo dubbi che accadrà.

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