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Geografia dei gol di Edin Dzeko

By 4 Ottobre 2019

Con la Roma Edin Dzeko ha segnato contro 25 delle 26 squadre che ha affrontato. Ma, soprattutto, ha esultato in 17 città diverse

Che sia Nord o Sud, metropoli o provincia, Edin Dzeko non fa distinzioni. Segna contro tutti e praticamente ovunque. Da quando è arrivato in Serie A ha incontrato 26 squadre e ha fatto gol a 25 di queste, esultando in 17 città diverse. Da Nord a Sud, partendo ovviamente dalla Capitale, il centravanti bosniaco ha unito il Paese quasi quanto Garibaldi e Mazzini. L’ultima tappa del suo personalissimo Giro d’Italia è stata Lecce, una visita e un centro, cosa che gli era già successa anche a Carpi, Benevento e Frosinone. Nel suo tour alla scoperta dello Stivale, il ragazzo che chiamavano lampione non ha trascurato nulla, e anziché portarsi via un souvenir, spesso e volentieri, il ricordo l’ha lasciato lui.

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Roma
Ovviamente non si può partire che dalla Capitale. Edin l’ha scelta come casa e anche quando sembrava sul punto di traslocare ha deciso di fermarsi. D’altra parte si sa, per un romano è difficile trasferirsi a Milano. E ovviamente è in casa che Dzeko ha conquistato la maggior parte dei suoi scalpi. Roma è la città eterna, quella dei mille monumenti, dal Colosseo al Vaticano, dal Palatino al Circo Massimo. Edin li ha omaggiati a modo suo, con 36 gol all’Olimpico.

Il primo segnato alla Juve, il 30 agosto del 2015, la grande illusione prima del periodo più duro della sua carriera, interrotto solo da un gol segnato due mesi e mezzo dopo nel derby contro la Lazio. Sì, all’inizio segnava poco ma sceglieva molto bene le sue vittime, la gente lo fischiava e in cambio otteneva da lui le gioie più grandi che un romanista possa desiderare. All’Olimpico Dzeko ha punito 19 squadre diverse, praticamente un intero campionato di Serie A. E l’ha fatto nello spazio di quattro stagioni e spiccioli, delle quali solo due sono state chiuse in doppia cifra. C’è qualcosa di straordinario in tutto questo.

Bologna

(Photo by Mario Carlini / Iguana Press/Getty Images).

Dopo due mesi passati a segnare solamente in casa, Edin ha deciso di fare il passaporto uscendo da quel GRA tanto caro ai detrattori di un suo illustro ex compagno di squadra, Francesco Totti. È il 21 novembre 2015 quando Dzeko segna il suo primo gol in trasferta in Serie A, il terzo in assoluto dopo quelli a Juve e Lazio. Nella pozzanghera del Dall’Ara, il centravanti bosniaco trasforma il calcio di rigore del momentaneo 2-1.

Ora probabilmente per dargli la cittadinanza onoraria bolognese bisognerebbe chiedergli che ne pensa del feroce dibattito sul tortellino con ripieno di pollo che sta incendiando la vigilia della festa di San Petronio, ma Dzeko nella città “dotta, rossa e grassa” ci torna sempre volentieri. Tra gli Asinelli e la Garisenda ha segnato altri tre gol, l’ultimo dei quali poche settimane fa, al 94′, con uno di quei colpi di testa che non sembrano mai venirgli troppo bene a dispetto dei 193 centimetri che si porta appresso. Centrale, nemmeno troppo potente, ma comunque imparabile. Decisivo, soprattutto, come spesso gli capita.

 

Carpi e Reggio Emilia

Il gol di Dzeko al Carpi, il 12 febbraio 2016 in (Photo by Dino Panato/Getty Images).

Proseguendo sulla via Emilia, Edin si è fermato anche a Carpi e Reggio. Nella città di Dorando Pietri, il maratoneta sfortunato di Londra 1908, Dzeko ha segnato il 12 febbraio del 2016. Una sola visita, una sola occasione per scrivere il suo nome sull’erba di un nuovo stadio, sfruttata alla perfezione. La Roma vince 3-1, Dzeko segna il secondo, quello del nuovo vantaggio dopo il pareggio di Lasagna. È un piattone sinistro appoggiato a porta praticamente vuota su assist di Salah, non è particolarmente spettacolare ma interrompe un digiuno personale di 82 giorni. A Reggio Emilia ne fa due, qualche mese dopo il 26 ottobre. Non è passato nemmeno un anno ma tutto è già cambiato radicalmente. Quell’anno si chiuderà con 29 gol, i due firmati al Sassuolo saranno il numero 9 e 10 nelle prime 10 giornate.

Crotone, Benevento, Palermo e Frosinone
In una sorta di Risiko delle regioni d’Italia, Dzeko si è spinto fino al Mezzogiorno più profondo, partendo dall’avamposto laziale di Frosinone per poi espandersi verso Benevento, Crotone e Palermo. Nelle ultime due è andato a segno a distanza di un mese esatto: Crotone-Roma 0-2 del 12 febbraio 2017 e Palermo-Roma 0-3 del 12 marzo 2017. A Crotone prima sbaglia un rigore, poi prende una traversa, quindi appoggia col destro a porta vuota un assist di Salah. A Palermo entra al posto di Grenier e con un tocco lieve lieve di sinistro supera Fulignati. A Benevento segna nell’unica occasione possibile, piazzando una doppietta nel 4-0 del 20 settembre 2017, a Frosinone stecca la prima, i ciociari retrocedono ma poi tornano in A giusto per dargli un’altra opportunità: doppietta il 23 febbraio del 2019.

Bergamo, Udine e Verona

Edin Dzeko

(Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

Se a Benevento e Frosinone ha avuto percentuali da cecchino, Dzeko ha dovuto aspettare tre anni e mezzo per sbloccarsi a Bergamo, in casa dell’Atalanta. L’ha fatto all’inizio di quest’anno, il 27 gennaio del 2019, con una doppietta in uno spettacolare 3-3. Avvia e conclude l’azione del primo, sentenzia per il secondo saltando Gollini. Un gol per Bergamo Bassa, uno per Bergamo Alta. Tre gol totali quelli realizzati nel ricco Nord Est. Uno a Udine, il 13 marzo 2016, nel primo anno di A, quello più duro. Due a Verona, entrambi col Chievo, il 25 maggio 2017 e l’8 febbraio 2019. L’ultimo arriva in una stagione strana, in cui segna poco e torna a sbagliare un po’ troppo, ma è un piccolo gioiello, uno di quei gol che non crederesti mai poter entrare nel bagaglio di un centravanti così alto e pesante, una rapida sterzata per mettere a sedere il difensore e un rasoterra di sinistro sul palo più lungo. Roba da trequartista, o da ala.

Genova
Roba per chi ha movenze eccezionali nello stretto, non per chi farebbe fatica a passare in un vicolo. Eppure Dzeko si trova bene pure tra i carruggi di Genova, dove segna due volte e sempre contro la Sampdoria. Il primo arriva il 29 gennaio del 2017, attaccando il primo palo e chiudendo con l’interno sinistro su un cross che arriva dal lato mancino. Il secondo poco meno di un anno dopo, il 24 gennaio 2018, lo fa di testa e vale l’1-1 finale.

Milano e Torino

 

Se a Genova ha segnato solo contro la Samp, a Milano e Torino ha punito sempre il Milan e il Toro. La prima ne ha presi addirittura tre: una doppietta il 7 maggio del 2017, destro all’incrocio e colpo di testa su calcio d’angolo; un altro l’1 ottobre del 2017, destro deviato. La Roma vince entrambe le partite sotto gli occhi di Montella, che di lì a poco non sarà più l’allenatore del Milan. Come vince a Torino il 19 agosto 2018, una di quelle partite dannatamente complicate in cui il pallone non sembra voler entrare mai, fino a quando lui non si inventa qualcosa di unico: un sinistro al volo sul palo lungo, a raccogliere il cross di Kluivert. Bello come la Mole, un po’ alla Totti e un po’ alla Van Basten, decisamente molto alla Dzeko.

Empoli e Napoli
Dzeko ne ha fatti due alla Fiorentina, ma nessuno a Firenze. Così si deve accontentare di una Toscana minore, quella di Empoli, conquistata il 6 ottobre del 2018, a 5 minuti dal 90′ di quella che rischiava di diventare la sua sesta partita di fila senza gol. Controllo a seguire al limite e destro imprendibile sotto la traversa. Rapporto particolare invece con Napoli e il Napoli, servito quattro volte e sempre a domicilio, con due doppiette piuttosto distanti tra loro. La prima il 15 ottobre 2016, destro e testa ad aprire il 3-1 giallorosso, la seconda il 3 marzo 2018, capocciata e sinistro a giro nel cuore del 4-2 romanista. Spaccanapoli.

Lecce e poi…

Edin Dzeko

(Photo by Maurizio Lagana/Getty Images).


Il barocco di Lecce è l’ultima perla aggiunta da Edin alla sua collezione, un colpo di testa appoggiato maluccio con la complicità di Gabriel. Ora mancano due squadre per completare il conto delle vittime: il Parma, che ha incontrato due volte l’anno scorso senza riuscire a fargli male, e il Brescia, con cui ancora non ha mai giocato. Per uno strano caso del destino, il sorteggio del calendario gliele ha messe una dietro l’altra, il 10 e il 24 di novembre, a cavallo della sosta per le nazionali. In mezzo ci saranno le partite contro l’Italia e il Liechtenstein, per provare a portare la Bosnia ai prossimi Europei. Che guardacaso saranno itineranti, un po’ qua e un po’ là, proprio come piace a lui.

 

Gabriele Lippi

About Gabriele Lippi

Gabriele Lippi nasce a Cagliari nel 1984. Ama lo sport più del calcio, il cinema, i gatti, la birra, l'Africa e la gente che è capace di sorridere senza doversi sforzare e piangere senza vergognarsene. Curioso per natura, ha scelto di farne una professione. Ha scritto e scrive – tra gli altri – per Esquire.it, Wired, GQ.com, Vanity Fair, Rivista 11, Lettera43 e Letteradonna.

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