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Grupo C

By 2 Marzo 2020

 

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Peñarol

(Photo by Gabriel Aponte/Getty Images)

Città: Montevideo, Uruguay
Qualificato come: seconda classificata nella Primera División 2019
Miglior risultato: campioni nel 1960, 1961, 1966, 1882, 1987

Mentre il Peñarol cadeva in finale di Copa Libertadores contro il Santos di Neymar, Diego Forlán viveva i suoi ultimi giorni da calciatore dell’Atlético Madrid. Era l’estate del 2011 e, nel giro di poco più di un mese, si sarebbe trasferito all‘Inter. Oggi il Cacha di mestiere fa l’allenatore del Peñarol e quella doppia finale rimane l’ultima partita di una fase a eliminazione diretta giocata dal Carbonero in Copa Libertadores. Troppo poco, per chi quella Copa l’ha vinta cinque volte.

La rosa a disposizione di Diego Forlán è ampia e ricca di veri e propri referenti con alle spalle presenze nella Celeste. Una rosa che, come ogni anno, proverà a rompere la monotona dicotomia che ha accompagnato il Manya nelle ultime stagioni: da un lato un’ottima serie di vittorie nel campionato locale, dall’altro le continue apparizioni deludenti a livello internazionale.

Diego Forlán (Photo by Gareth Cattermole – FIFA/FIFA via Getty Images)

Forlán è al debutto assoluto da allenatore e cercando di costruire una squadra solida e in grado di sostenere il ruolo di protagonista che il suo livello tecnico le impone, ma deve ancora trovare la formula giusta. Appena arrivato, ha chiesto e ottenuto Krisztián Vadócz, esperto mediano ungherese con cui ha condiviso lo spogliatoio durante le sue ultime esperienze da calciatore, in India e ad Hong Kong, e la stella Jonathan Urretaviscaya, su cui però non potrà contare a causa di un grave infortunio subito a inizio stagione.

C’è ancora il talento di cristallo dell’eterno Cebolla Rodriguez, provato a centrocampo nel pre-campionato, ma soprattutto c’è Facundo Pellistri, il nuovo crack emerso dalle giovanili del Carbonero. Alla fine della scorsa stagione, il classe 2001 si è messo in luce con un grande impatto, ora ha ricevuto la numero dieci, insieme a un vantaggioso rinnovo di contratto e a un posto assicurato da ala destra. È lui il pericolo maggiore del Peñarol: un concentrato di rapidità, fantasia e sfrontatezza. In questo inizio di stagione, la squadra sta ancora cercando fluidità, gol e prestazioni pienamente convincenti, mentre Forlán studia i difetti e prova a sistemare ciò che non va: dopo un esordio in campionato vinto di garra, ma con una prestazione molto deficitaria con il pallone, il Cacha è passato dal 4-2-3-1 al 4-3-3, ottenendo risposte migliori nel match seguente. La stagione del Peñarol è ancora in fase embrionale, così come la carriera da allenatore di Forlán: la Copa Libertadores, con girone equilibratissimo ed estremamente imprevedibile, metterà subito alla prova entrambe.

 

 

Colo Colo

(Photo by Fernando Lavoz/NurPhoto via Getty Images)

Città: Santiago, Cile
Qualificato come: seconda classificata nella Primera División 2019
Miglior risultato: campioni nel 1991

Mentre la U. Católica di Ariel Holan impone la propria legge su questo inizio di campionato cileno, il Colo Colo è già in pieno psicodramma. Settimana scorsa, dopo la sconfitta contro il Curicó Unido, la quarta su cinque partite giocate, la dirigenza del Cacique ha deciso di esonerare il tecnico Mario Salas. Nonostante la fama di allenatore in grado di far giocare bene le proprie squadra – vedi la Católica del primo storico bicampionato – Salas non è mai riuscito veramente a trasmettere le proprie idee con efficacia a una squadra che, pur avendo mostrato qualche sprazzo di bel calcio lo scorso anno, appare veramente irriconoscibile.

La rosa, quest’anno, ha perso diversi senatori come Valdivia, Orión e il Pajarito Valdés, ma ha mantenuto molto alto il livello tecnico con diversi acquisti, su tutti quello di Matias Fernández, il numero dieci che al resto del mondo ha concesso il proprio talento a sparuti lampi, mentre solo al Colo Colo tutti ricordano la sua versione più devastante. Oltre a Mati, finora utilizzato poco a causa della sua condizione atletica, arriva all’Albo anche un centravanti di livello assoluto per il contesto come Nico Blandi, che incontra altri due argentini ex Boca, Insaurralde e Mouche.

(Photo by Joel Arias/Agencia Press South/Getty Images)

In Cile si vocifera che Salas avesse perso il supporto dello spogliatoio, un tema ricorrente nella squadra più grande e vincente del Paese; anche i numerosi infortuni occorsi in questo inizio stagione possono servire da alibi per Salas, che per il momento è stato sostituito da un dt ad interim. Nel frattempo, il Colo Colo sta lavorando al sostituto: pare che i nomi vagliati dalla dirigenza del Cacique siano Felipe Scolari, che da subentrato ha vinto un Brasileirão nel 2018 con il Palmeiras, e l’ex tecnico del Boca Juniors Gustavo Alfaro. Il profilo di Felipão, dal punto di vista tecnico convince tutti, ma alcuni membri del direttivo si starebbero opponendo all’ingaggio del brasiliano per alcune sue frasi su Pinochet: per l’allenatore campione del mondo, intervistato in merito nei primi anni Novanta, il dittatore avrebbe fatto più cose buone che cattive, perché a suo dire il Cile in quel momento storico era da riordinare.

Nonostante l’inizio shock, con quattro punti su diciotto disponibili, ci sono ancora i presupposti per cambiare verso alla stagione: la squadra ha qualità sufficiente per recuperare molti punti in mano al nuovo allenatore, in più in Copa, il confronto con due squadre dall’identità ancora incerta e dai valori tecnici piuttosto livellati permette di una battaglia aperta a tutti. Un buon cammino in Copa Libertadores, per l’unica squadra cilena ad averla vinta almeno una volta, potrebbe essere uno stimolo importante in un momento molto complicato.

 

 

Athletico Paranaense

Andre Santos alza al cielo la Coppa del Brasile 2019, vita dall’Athletico sull’Internacional (Photo by Bruna Prado/Getty Images).

Città: Curitiba, Brasile
Qualificato come: vincitore della Coppa del Brasile 2019
Miglior risultato: finalista nel 2005

Negli ultimi anni, l’Athletico Paranaense è stato uno dei più fertili laboratori di idee del calcio brasiliano. La dirigenza rubronegra ha quasi sempre scommesso su tecnici giovani, con una proposta più forte del curriculum, come Fernando Diniz, oggi al Sao Paulo, e soprattutto Tiago Nunes, attualmente il miglior tecnico che il movimento calcistico brasiliano – Tite a parte – possa offrire. Il ciclo di Nunes è per distacco il più vincente della storia del Furacão: dal momento in cui è stato promosso dal settore giovanile, ha impostato una squadra offensiva, padrona del possesso e degli spazi, e l’ha portata a vincere una Copa Sudamericana e una Coppa del Brasile. Dall’inizio di quest’anno, però, ha portato i propri metodi e le proprie idee al Corinthians, per provare a rivoluzionare un ambiente depresso che, nell’ultimo decennio, ha vinto con un background ideologico molto diverso.

Nel frattempo le cose a Curitiba sono cambiate molto. La fine del ciclo ha portato con sé gli addii di tutti i giocatori più importanti del Furacao, primo su tutti Bruno Guimaraes, appena ceduto al Lione, ma anche Rony, Camacho, Leo Pereira, Romero e Ruben. In tutto, in questo inizio di stagione, se ne sono andati in quattordici, rimpiazzati soltanto parzialmente con cinque giocatori, tra cui Fernando Canesin, Marquinhos Gabriel e Carlos Eduardo.

Dorival Junior (Photo by Bruna Prado/Getty Images).

La dirigenza rubronegra ha già messo in chiaro che a Curitiba non si faranno spese folli, ma mirate, e nel frattempo sta cercando di allungare la lista dei giocatori a disposizione del nuovo tecnico, Dorival Junior. Dopo anni di esperimenti e scommesse, l’Athletico ha deciso di puntare su un allenatore di esperienza, per affidargli una situazione di transizione molto delicata: lavorare con una rosa depotenziata, abbandonata da un giocatore diverso ogni settimana, ha penalizzato molto la qualità del lavoro e Dorival non lo ha di certo nascosto. Il suo primo Furacao, già annientato in Supercoppa dal Flamengo, sembra una squadra più diretta, meno solida e meno elaborata di quella di Tiago Nunes ma, logicamente, ancora tutta da costruire. Dopo due anni di crescita vertiginosa e vittorie, l’Athletico Paranaense sta vivendo un momento differente: per poter tornare a splendere, deve prima fermarsi e ricostruirsi.

 

 

Jorge Wilstermann

(Photo by Marcelo Endelli/Getty Images)

Città: Cochabamba, Bolivia
Qualificato come: vincitore Clausura 2019
Miglior risultato: semifinalista nel 1981

Athletico-PR, Colo Colo e Peñarol. Il Jorge Wilstermann, campione di Bolivia in carica, dovrà lottarsi un posto agli ottavi in un gruppo molto livellato dal punto di vista tecnico, senza una corazzata candidata alla vittoria finale, né una vittima sacrificale. Il Rojo parte sicuramente più indietro delle tre rivali, ma può contare su qualcosa che, al momento, manca sia a Montevideo, che a Santiago e Curitiba: un’identità certa.

Il Colo Colo, probabilmente la rosa più forte, ha già esonerato il proprio allenatore a inizio campionato; l’Athletico-PR è una squadra completamente diversa e ridimensionata rispetto allo scorso anno e il Peñarol deve ancora formarsi del tutto. Il Jorge Wilstermann, invece, conosce bene le armi a propria disposizione: a Cochabamba è stato riconfermato l’argentino Cristian Diaz, che lo scorso giugno ha preso in consegna la squadra e l’ha condotta immediatamente alla vittoria del Clausura, con la miglior difesa del campionato.

Pochi ritocchi a una squadra che continua a puntare su un nucleo di giocatori esperti come l’eterno capitano Edward Zenteno in mezzo alla difesa – a cui si è aggiunto l’ex Boca e Newell’s Marco Torsiglieri – il brasiliano Serginho, Meleán, Ortiz e il Pochi Cristian Chávez, fantasista argentino con un passato da riserva di Riquelme. Davanti c’è Gilbert Álvarez, vice-capocanniere del Clausura con 18 gol, mentre la cessione più rumorosa è quella del centrocampista Fernando Saucedo (rimpiazzato con Torrico, Arrascaita e Arano, tutti e tre giocatori con presenze nella Verde). Il tifo escarlata probabilmente si aspettava uno sforzo più ingente sul mercato, ma la stabilità, oltre al suo fortino a 2500 m, è l’arma principale di cui dispone il Jorge Wilstermann.

 

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