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Hakimi ed Hernandez, da scarti del Real a bolidi di San Siro

By 17 Ottobre 2020

Esuberi per le merengues, i due oriundi spagnoli hanno prima rifiutato la nazionale iberica e ora provano a conquistare il mondo a Milano

È ancora presto per poterli accostare a due brasiliani dominatori delle fasce come Maicon e Serginho. Eppure sia Achraf Hakimi sia Theo Hernandez, pur non essendo cresciuti nel paese sudamericano esportatore di esterni per eccellenza,  hanno spiccato fin da giovanissimi per la loro capacità di sfrecciare sull’esterno a velocità impensabili. Saetta il primo e rullo compressore secondo, si sfideranno stasera a San Siro sullo stesso out due laterali offensivi moderni cresciuti in una cultura calcistica dove ormai i terzini di un tempo non esistono più. Parliamo di quei terzini bassi o bloccati, votati principalmente a difendere, qualcosa che in Spagna si vede raramente e che è la genesi sociale della proliferazione di profili come gli attuali esterni che si sfideranno nel derby di Milano. 

Nido madrileno

Sebbene sia cresciuto nell’Atletico Madrid, Theo ha visto la sua progressione bloccarsi nel Real, squadra nella quale era approdato nell’estate del 2017 per imparare da Marcelo. Il brasiliano, tuttavia, è sempre stato un uomo fidato di Zinedine Zidane e le 13 presenze in una sola stagione avevano dunque convinto il classe 1997 a scegliere la Real Sociedad, per poi passare al Milan dopo essere stato cercato direttamente da Paolo Maldini.

Il ventunenne Achraf, invece, al Real Madrid ha vissuto una trafila di undici anni tra giovanili e Castilla prima di finire in prima squadra, dove a fargli da tappo sarebbe stato il più completo Dani Carvajal, un altro pretoriano di Zidane che oltre a sapere offendere era stato comunque educato maggiormente alla copertura. Così come per Hernandez, esploso a San Sebastián, Hakimi sarebbe venuto fuori con tutta la sua rabbia ed efficacia in quel di Dortmund, dove con il 3-4-3 di Lucien Favre avrebbe dato il meglio di sé diventando praticamente un’ala aggiunta in fase di possesso palla, attirando così l’attenzione di un amante degli esterni offensivi come Antonio Conte, che lo ha fortemente voluto all’Inter facendo anche a meno del suo pupillo Candreva.

Il percorso di maturazione di entrambi i calciatori è stato cadenzato ma efficace, ed entrambi sembrano aver trovato adesso a San Siro il prato perfetto per fiorire, con addosso due casacche importanti e l’esigenza di chi dopo aver compiuto i 20 anni deve finalmente esplodere come una Supernova. Alla velocità della luce.

Oriundi

(Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Nato a Marsiglia ma cresciuto praticamente in Spagna insieme al fratello Lucas, Hernández non ha mai indossato la camiseta roja, e lo stesso vale per Hakimi, il quale però è nato e cresciuto a Madrid ma da famiglia marocchina. E questo nonostante un corteggiamento insistente da parte della Nazionale iberica. L’esterno rossonero, che solamente un anno fa ha avuto la cittadinanza spagnola, ha giocato in tutte le categorie inferiori della Francia. Ancora in attesa di una convocazione da parte di Didier Deschamps, il quale come alternative nel ruolo ha suo fratello Lucas, i due Mendy e Lucas Digne, Theo non si arrende e punta all’europeo dell’estate prossima facendo bene in un campionato dove ha realizzato ben sei reti e cinque assist in 33 presenze durante la prima stagione.

Discorso simile per Hakimi, il quale ha optato per la nazionale marocchina fin dall’under 20 e ha già registrato 30 presenze con la selezione maggiore, disputando tra l’altro un Mondiale e una Coppa d’Africa. L’esterno madrileno ha stupito tutti l’anno scorso a Dortmund mettendo a referto cinque gol e dieci assist, categoria nella quale in squadra è arrivato dietro solamente a Jadon Sancho, un attaccante. Entrambi spiccano per le elevate capacità di coprire tutta la fascia grazie a un moto perpetuo e infaticabile, ma dispongono anche di un piede preciso sia al momento di calciare sia di impattare per un cross, oltre che della sapienza tattica per trovare spesso il compagno meglio piazzato. Se, però, da un lato Theo è conosciuto anche per l’ottimo tiro dalla distanza, anche su calci piazzati, Achraf si è fatto notare maggiormente per la capacità di inserimento a fari spenti. 

Potenza vs scatto

(Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

Sul rettilineo di San Siro si creerà una vera e propria pista da rally nella quale dovranno competere due bolidi diversi ma con lo stesso dinamismo. Hernandez è il tipico 4X4 in grado di fare solchi nel terreno raggiungendo il picco di velocità nella media distanza, mentre Hakimi è un’auto da Formula 1 capace di sfrecciare ai massimi giri già nel breve. Se la sfida tra i due avrà la velocità come parametro comune, il rossonero punterà sulla sua potenza mente il nerazzurro farà leva sul suo scatto.

Più possente il primo e più brevilineo il secondo, i due prodotti della recente tradizione calcistica spagnola (che negli ultimi anni ha sfornato autentiche frecce come Jesús Navas, Jordi Alba e Dani Carvajal) sono oggi insostituibili in due grandi realtà del calcio italiano come Milan e Inter, che da anni erano protagoniste di un derby scolorito ma che stasera torneranno a dar vita a uno spettacolo di prim’ordine e con l’obiettivo di mantenere la presenza nella zona alta della classifica. Nel novero delle migliori squadre europee nessuna può contare su due stantuffi del genere, su due ali camuffate da terzini, proprio come i loro predecessori Serginho e Maicon, che di serate incandescenti da derby della Madonnina qualcosa ne sanno. 

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