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Il calcio italiano nelle crisi di governo

By 7 Febbraio 2021

Siamo andati a ripescare che cosa è successo in Serie A o con la Nazionale nei giorni successivi alla caduta o alle dimissioni di un primo ministro. Non mancano le sorprese

 

Che Italia sarebbe senza le crisi di governo, le consultazioni e il totoministri? Non esisterebbe nemmeno, vero? Ci accingiamo, chissà, ad assistere al Governo Draghi I, tutto è ancora da decidere, ma la strada è quella. Ieri si è giocata la ventunesima giornata di campionato ed è successo quello che è successo, non c’è bisogno di sottolinearlo qui. In passato, però, a parte i governi balneari e i governicchi, la vita normale è proseguita, calcio compreso. Cos’è successo in Serie A o in Nazionale  nei giorni immediatamente successivi alla caduta di un governo, o comunque a una crisi? Siamo andati indietro nel tempo, non troppo indietro in realtà, per vedere i momenti più interessanti delle varie Italie cambiate nel corso degli anni.

 

Caduta Governo Fanfani VI
Napoli tricolore e primo gol di Baggio in A

Amintore Fanfani (LaPresse).

Che spettacolo, la Prima Repubblica, coi suoi intrighi di palazzo e i giochi di potere, i personaggi, le maschere e i finali a sorpresa. Quando Amintore Fanfani, Presidente del Senato, riceve l’incarico di formare un governo per la sesta volta, nella primavera del 1987, è probabile che lo sappia, di dover lottare soprattutto contro il suo stesso partito, la Democrazia Cristiana. La Balena Bianca, infatti, caduto Bettino Craxi, smania per andare ad elezioni anticipate, ma come fa ad andare contro uno dei suoi uomini più rappresentativi? In un balletto di astensioni e voti di fiducia a sorpresa, il “monocolore scolorito”, come viene chiamato da alcuni giornalisti, viene impallinato.

In questo periodo politicamente instabile il pallone celebra il primo scudetto del Napoli, il primo scudetto di Diego Armando Maradona. Il 28 aprile è il giorno in cui Fanfani riceve la sfiducia dalla Camera aprendo di fatto la crisi di un governo durato meno di due settimane. Cinque giorni dopo, grazie all’1-1 di Andrea Carnevale a Como e alla contemporanea sconfitta dell’Inter ad Ascoli, il Napoli allunga a +3 sui nerazzurri a due giornate dal termine.

©LaPresse Torino/Archivio storico

Nel turno di campionato successivo arriva la certezza matematica: altro pareggio con rete di Carnevale, stavolta con la Fiorentina, ed è scudetto. Il gol dell’1-1 lo segna su punizione un giovane fantasista che con i viola praticamente non ha ancora giocato in due stagioni per via di ripetuti infortuni al ginocchio: è un 19enne di Caldogno, provincia di Vicenza, che si chiama Roberto Baggio.
Alle elezioni del 14 e 15 giugno 1987, poi, la Democrazia Cristiana si conferma primo partito dopo una campagna elettorale a cui hanno partecipato anche volti noti dello spettacolo. Qualcuno di loro finisce in Parlamento, come la pornostar Cicciolina, i cantanti Domenico Modugno e Gino Paoli e il regista teatrale Giorgio Strehler. Sono anche le elezioni in cui per la prima volta la Lega Nord porta dei suoi rappresentanti alla Camera e al Senato. Nello specifico, a Palazzo Madama, Umberto Bossi.

 

Caduta primo Governo Berlusconi
Silvio sfiduciato, Milan al palo

(LaPresse)

Il segno dei tempi: Silvio Berlusconi ottiene la prima fiducia al suo primo governo la sera del 18 maggio 1994, mentre ad Atene il suo Milan sta triturando il Barcellona di Cruijff nella finale di Coppa dei Campioni. Sette mesi dopo i sorrisi si sono tramutati in musi lunghi e non solo perché i rossoneri sono impelagati in una stagione difficile: in campionato, infatti, sono a metà classifica, in Champions League devono rimontare una partenza a handicap tra sconfitte nette contro l’Ajax e il “caso-Salisburgo” (vittoria cancellata per via della bottiglietta che colpisce il portiere austriaco Konrad), mentre in Coppa Intercontinentale è arrivata una bruttissima figura al cospetto del non irresistibile Velez Sarsfield di Carlos Bianchi.

Quest’ultima partita contro gli argentini è dell’1 dicembre 1994. Tre settimane dopo, il Governo Berlusconi I è dimissionario. La Lega Nord gli ha tolto l’appoggio e l’esperienza del Cavaliere da primo ministro finisce lì. Tanto quanto aveva avuto la fiducia in un giorno trionfale per il Milan, il 21 dicembre, le dimissioni arrivano mentre i rossoneri sono in campo. Stavolta contro il Torino, in una gara rinviata per permettere il viaggio in Giappone della squadra di Fabio Capello in vista dell’Intercontinentale.
Sarà un caso, ma al Delle Alpi il Milan non solo non sfonda, ma viene beffato da episodi sfavorevoli: è uno 0-0 che conferma la mediocrità in campionato dei rossoneri, che nei novanta minuti in casa dei granata colpiscono anche due pali con Massaro e Simone. Lo stesso Massaro rimane dubbioso su un gol-non gol dopo che Pastine contiene un suo colpo di testa con la palla che forse supera la linea di porta.

LaPresse

Il Milan finirà il campionato quarto, perderà la Champions in finale contro l’Ajax e Berlusconi si troverà all’opposizione del Governo Dini.

Caduta primo Governo Prodi
Totti esordisce in Nazionale

LaPresse.

Luciano Violante, Presidente della Camera, a leggere i numeri: è la prima volta nella storia della Repubblica che una crisi di governo, in questo caso di centro-sinistra, si concretizza in Parlamento. Il Prodi I cade per un voto, 313 a 312, per via sostanzialmente di Rifondazione Comunista che si stacca dalla maggioranza. Anche se il “Corriere della Sera” titola: “Decisivo il no del diniano Liotta, subito espulso dal suo gruppo”. E “Repubblica” subito dietro, dando del “Pierino” al suddetto deputato, “siciliano di origine cremonese”.

È un venerdì pomeriggio, il 9 ottobre del 1998: di lì a poche ore l’Italia Under 21 batte la Svizzera 1-0 con gol di Pirlo su assist di Gattuso in una partita valida per le qualificazioni all’Europeo. Il giorno dopo, come succedeva sempre una volta, si replica con i grandi. Si gioca allo stadio Friuli di Udine e l’argomento di discussione è uno solo: Totti titolare o no? Sì, perché il giovane leader della Roma è stato convocato per la prima volta da Dino Zoff e scalpita già. Assieme a Del Piero o al posto di Del Piero? È l’inizio di un dualismo che proseguirà almeno all’Europeo del 2004, quando Totti sceglierà di “auto-eliminarsi” con il celeberrimo sputo al danese Poulsen.

LaPresse.

Per la cronaca la partita contro la Svizzera finisce 2-0 e Francesco entra a venti minuti dalla fine per Del Piero, che ha segnato una doppietta e sembra essere tornato in forma smagliante dopo un Mondiale francese in cui era stato assai deludente. Peccato che un mese dopo, su quello stesso campo di Udine, ma con la maglia della Juve, si sfascerà il ginocchio sinistro.

 

Caduta Governo Berlusconi IV
SuperMario in Polonia

(Photo by Giorgio Cosulich/Getty Images)

Poche crisi nella storia recente della Repubblica sono state tanto fulminanti come quella che aveva fatto crollare l’ultimo governo presieduto da Silvio Berlusconi. Il Cavaliere si dimette il 12 novembre del 2011 e nel giro di poche ore il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, rende Mario Monti prima senatore a vita e poi nuovo premier.

Anche Berlusconi, come nel caso del Prodi I, cade di venerdì, ultimo giorno della settimana per le borse che, lo sottolineano tutti i giornali, “corrono” e già “si fidano di Monti” dopo un’estate e un autunno in balia dello spread economico fuori controllo con tanto di lettera di richiamo inviata dal presidente della Banca Centrale Europea, Jean-Claude Trichet, assieme al suo successore, un tale Mario Draghi.

Photo by Giuseppe Bellini/Getty Images)

E anche qui come nel 1998 il campionato è in pausa per via delle partite della Nazionale. Gli Azzurri sono impegnati in due amichevoli, la prima quello stesso venerdì sera a Wroclaw contro la Polonia, e la settimana successiva in casa contro l’Uruguay. L’allenatore è Cesare Prandelli e la punta di diamante, mai come in quel periodo, è Mario Balotelli. Suo il gol che apre le danze con i polacchi seguito dal raddoppio di Pazzini, partner d’attacco di “SuperMario”, che all’epoca è ancora al Manchester City.
Prandelli gongola mentre nel frattempo l’Irlanda di Giovanni Trapattoni ipoteca la qualificazione all’Europeo del 2012 battendo 4-0 in trasferta l’Estonia nell’andata dello spareggio. Un Europeo dove Irlanda e Italia si affronteranno, con vittoria degli Azzurri per 2-0: gol di Cassano e, naturalmente, Balotelli.

 

Caduta Governo Conte I
La polmonite di Sarri e le streghe del Maestro, i meme di Candreva

Foto Valerio Portelli/LaPresse

Che estate, quella del 2019. Politicamente verrà ricordata come quella di Matteo Salvini che dal Papeete di Milano Marittima lancia la sua sfida: “L’anno prossimo tornerò qui da Presidente del Consiglio”. E poi: “Chiedo agli italiani di darmi pieni poteri”. Il giochino del Ministro dell’Interno, che prosegue con una mozione di sfiducia nei confronti del premier Giuseppe Conte, finisce male, perché il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ridà l’incarico all’avvocato pugliese per un nuovo governo Cinque Stelle+Partito Democratico. Quello che è stato in piedi fino a poche settimane fa, insomma.

La crisi del Conte I comincia ufficialmente il 21 agosto, quando tutta l’Italia si sta preparando all’inizio del nuovo campionato. La Serie A dà il suo fischio d’avvio mentre il premier sta chiudendo le porte alla Lega dal vertice del G7 a Biarritz, in Francia. Si comincia con la Juventus che sconfigge il Parma con un gol di Chiellini nonostante Maurizio Sarri, il nuovo allenatore, sia da qualche giorno alle prese con una misteriosa polmonite: infatti in panchina al Tardini c’è il suo vice, Martusciello.

(Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

Nella partita del sabato sera il Napoli, ancora allenato da Ancelotti, piega la Fiorentina con un pirotecnico 4-3. L’indomani, invece, tocca al Milan dell’ennesimo nuovo corso, quello di Giampaolo in panchina e della dirigenza Boban-Maldini. A Udine va in scena uno spettacolo osceno, con diversi giocatori schierati fuori ruolo (Borini mediano, Castillejo attaccante, Suso trequartista) e in cui prevalgono i friulani con una capocciata di Rodrigo Becao. Il Milan non tira mai in porta, lasciando presagire una gestione da brividi da parte del “maestro”, che infatti verrà esonerato in ottobre.

Lunedì sera nel posticipo tocca all’Inter di un altro Conte, Antonio, tornato in Serie A dopo la parentesi al Chelsea. Il malcapitato Lecce a San Siro viene maltrattato da una squadra che mostra subito tutto il suo potenziale. Un 4-0 con quattro marcatori diversi: Brozovic, Sensi, Lukaku e Candreva, che segna un gol assurdo, lui che insomma nell’ultimo periodo si era contraddistinto per la quantità industriale di cross e per vedere poco la porta. Una prodezza che si merita diversi meme.

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