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Il culto di Cha Bum-kun

By 16 Aprile 2020
Cha Bum-Kun

Il mitico attaccante sudcoreano che lasciò il segno in Bundesliga oggi si divide tra calcio e Bibbia. E conduce un talk show sulla religione

Conosce a memoria tutta la Bibbia, si professa un grande estimatore di Papa Francesco, ma ammette di vivere nella venerazione di Karol Wojtyla. Non è un gesuita, un frate trappista o un teologo, ma un ex calciatore che l’Italia conosce molto bene per averlo affrontato ai Mondiali del 1986. Cha Bum-kun, 67 anni a maggio, eletto “Giocatore asiatico del Secolo” nel 1999, rimane un idolo per molto tifosi sia Germania che in Corea del Sud.

Famoso per il suo temperamento mite (in tutta la carriera ha ricevuto un solo cartellino giallo), non era di certo docile in area di rigore e i 55 gol nella nazionale coreana lo stanno a dimostrare, così come gli altri 98 centri in 308 partite giocate in Bundesliga tra il 1978 e il 1989.

L’Italia l’ha incrociato dalle parti di Puebla. La Corea del Sud allenata da Kim Jung-nam non era pericolosa come quella che nel 2002 rispedì gli azzurri a casa dopo la beffa di Daejeon. Sapeva comunque vendere cara la pelle con Cha in trincea, l’acrobatico portiere Yeon-Kyo Oh e il centrocampista Jung-Moo Huh che ottenne proprio dopo quel mondiale un contratto nel Psv Eindhoven. Gli azzurri per la cronaca vinsero 3 a 2 grazie a una doppietta di Spillo Altobelli e a un autogol, ma i sudcoreani rimasero a galla fino all’ultimo.

Oggi Cha commenta le partite della nazionale per la tv satellitare di Seul Channel A, ma alterna la passione intatta per il pallone con quella più spirituale. Sullo stesso canale conduce un talk show dove si confronta con religiosi, commenta passi della Bibbia e amplia la conversazione ai telespettatori che chiamano da casa o che interagiscono con lui attraverso mail e social network.

«La fede mi ha aiutato parecchio nella carriera sportiva. Senza un appiglio religioso non avrei mai sfondato e oggi voglio che altre persone possano sentire nel cuore la parola di Gesù per fare le scelte migliore e vivere serenamente e nella gioia». Sembra davvero di sentir parlare un predicatore, un immagine lontana da quella dell’attaccante spietato in area di rigore.

Nel calcio Cha ha bruciato tutte le tappe. A soli 19 anni, quando frequentava il liceo, era già titolare nella nazionale. Pochi mesi dopo firmava il suo primo contratto da professionista in Bundesliga con il Darmstadt, trasferendosi poi all’Eintracht Francoforte e al Bayer Leverkusen, squadre con le quali ha sollevato al cielo per due volte la Coppa Uefa, rispettivamente nel 1980 e nel 1988.

Cha Bum-kun

(©PANORAMIC/LAPRESSE)

Per Sir Alex Ferguson era «un centravanti inarrestabile», l’ex centrale della nazionale tedesca Karl-Heinz Forster lo dipinge come «un demonio dell’area di rigore», per Lothar Matthäus «non esiste al mondo un colpitore di testa forte e preciso come Cha», Jurgen Klinsmann rivela senza fronzoli di essersi «ispirato a lui» e persino l’ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder in un viaggio di Stato a Seul si lasciò andare a una divertente, e poco diplomatica, affermazione: «Prima di qualsiasi politico coreano voglio incontrare Cha Bum».

Non ha avuto la stessa fortuna quando nel 1998 guidò la nazionale sudcoreana da commissario tecnico in Francia. In quell’occasione Cha stabilì un record, ma in negativo: fu il primo selezionatore della storia ad essere esonerato a mondiale in corso. Sostituito a seguito del doppio k.o. contro Messico e Olanda dall’assistente Kim Pyung-Seok. Che per la cronaca pareggiò la terza gara in calendario contro il Belgio. Da quel momento Cha ha iniziato a prendere le distanze dai padroni del vapore del calcio coreano, sostenendo di essere finito in una «vergognosa spirale di invidia».

Cha Bum-kun

(Photo by Gunnar Berning/Bongarts/Getty Images)

Oggi vorrebbe cimentarsi in un nuovo e singolare duello: conoscendo la Bibbia a memoria vorrebbe sfidare chi a menadito recita tutti i versetti e le sure del Corano. Non è un confronto casuale, bensì animato da intrecci sportivi. Sulla sua strada infatti troverà Ahmad Al Tarabulsi, l’ex portiere del Kuwait ai mondiali di Spagna 82. L’attuale campione del mondo di recitazione del testo sacro degli islamici.

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