Silent Check

Il merito di Sarri

By 5 Dicembre 2019

Il bilancio dei primi tre mesi sarristi alla Juventus è positivo. Primi nel girone di Champions con un turno d’anticipo, secondi in campionato a un punto dall’Inter ma solo perché, quest’anno per la prima volta dopo un bel pezzo, c’è una vera anti-Juve. E non ce ne voglia il Napoli, che ha sempre inseguito senza mai dare la sensazione di potersi mettere davanti ai bianconeri (salvo dopo il gol di Koulibaly allo Stadium che aveva illuso i tifosi azzurri in quel finale di stagione incredibile).

Maurizio Sarri, dopo aver vinto l’Europa League al Chelsea e aver centrato il terzo posto in Premier, adesso ha convinto tutti: è un allenatore da grande squadra. Ma il suo più grande capolavoro da quando siede sulla panchina juventina è un altro. È stato in grado di far convivere, valorizzandoli entrambi, Dybala e Higuain.

Non ci sarebbe niente di strano se non fosse che, con loro, davanti c’è Cristiano Ronaldo, l’uomo mangia bomber per antonomasia. La Joya e il Pipita erano entrambi sul mercato, la Juventus sembrava virare su un nove di peso (prima Lukaku e poi Icardi) e voleva sbarazzarsi dei due argentini. Poi è arrivato Sarri che ha pensato la cosa più ovvia, e meno scontata di tutte: ho i campioni in casa, me li tengo, con uno ci ho anche già lavorato più che bene, e li faccio diventare un attaccante imbattibile in due. E così è stato.

Per la prima volta da quando è alla Juve, Dybala sembra aver indossato i panni del leader anche quando non è in campo. Higuain lotta, corre e suda e, per ora, non ha ancora perso la testa in nessuna partita (un dato che ha del clamoroso, per essere quasi a Natale). Alla fine è questo che fa un grande allenatore di una grande squadra: amministra le bocche da fuoco senza lasciare nessuno troppo in disparte. Complimenti Mister Sarri, in pochi lo avrebbero detto in pieno agosto.

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