Feed

Il momento di Nicolò Zaniolo

By 6 Agosto 2020

Quella contro il Siviglia è la partita di Nicolò Zaniolo, l’occasione giusta per dimostrare di essere davvero il leader di questa squadra

Ci sono partite che per determinati calciatori non possono o almeno non dovrebbero entrare nella categoria che ha come intestazione “Una delle” o anche solo “Una”. Ci sono partite che per determinati calciatori devono entrare nella lista denominata “La”. Quella contro il Siviglia deve essere “La partita” di Nicolò Zaniolo. Una partita secca contro un ottimo avversario per poter avanzare in una competizione che promette divertimento e grande ribalta internazionale, visto che tutti stiamo attendendo il New Whole Game che riguarda le vecchie Coppe europee, da giocarsi con un bracket stile NCAA molto accattivante in cui tutto può succedere.

Zaniolo con il Siviglia può davvero dire al mondo “Eccomi!”, come la sua brand exultation sta iniziando a diffondere sui social media. Per lui e per la Roma, in senso generale anche ora che la cessione della società è a un passo dal concretizzarsi, è una partita fondamentale da tanti punti di vista.

Foto Alfredo Falcone – LaPresse

In primo luogo Zaniolo è tatticamente determinante per l’assetto romanista. La Roma di Fonseca non è una squadra che pressa in maniera forsennata, il suo valore di PPDA (Passes allowed Per Defensive Action) è più o meno al centro della classifica in Serie A, anzi è una squadra molto pressata, come conferma il valore opposto, il PPCA Against, per il quale ha uno degli ultimi posti in classifica. Dai dati quantitativi sul pressing, emerge una caratteristica qualitativa della Roma, è una squadra che prima di tutto non ha le punte e le mezzepunte adatte ad un pressing forte ad inizio azione avversaria, è una squadra che sa riposizionarsi subito e attende, galleggiando più aggredendo con le mezzali e i mediani ed è una squadra che, una volta recuperata la palla in una porzione di campo molto bassa, ha un bisogno vitale di qualcuno che strappi e ribalti l’azione rapidamente e con forza, per poter disordinare subito le difese avversarie. Che dite, è questa la descrizione dello Zaniolo attuale?

Sì, Zaniolo con le sue corse spaccadifese è l’uomo che può far accelerare rapidamente la Roma, la quale nonostante non pressi forte e abbia un baricentro medio basso, fa pochi contropiede senza il suo gioiello in campo (in Serie A ha segnato solo 5 gol in contropiede rispetto ai 6 della Juve che però gioca molto più alta).

Questa partita deve servire a Zaniolo anche per un altro importante fattore. Deve dimostrare prima all’interno del suo ambiente e poi in maniera palese all’esterno, di poter essere il leader della Roma. Anzi questo tipo di partite servono proprio ad accrescere in soli 90 minuti la considerazione del gruppo, il quale, in caso di esito positivo, permetterà anche di più e meglio un atteggiamento fuori posto, una parola in più, un gesto antipatico. Le ultime vicende che hanno riguardato Zaniolo in contrasto con Mancini e Fonseca non dicono ancora questo.

(Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

Quando in partite importanti, con l’occhio di bue che inquadra te senza mollarti mai, riesci a muoverti da leader (prima ancora che parlare come tale), allora inizierai ad essere accettato come il capo branco, il calciatore che “ci fa vincere”. E quando gli altri hanno la consapevolezza che puoi farli vincere, tutto diventa più facile.

Infine Zaniolo deve dirci già da questa partita che giocatore vuole essere. Nella sua squadra è primo per dribbling riusciti (2,2 dribbling a partita) e nella sua posizione lo sopravanza solo Castrovilli con 2,8, ma ha un valore molto basso per passaggi chiave, solo 0,9 mentre Luis Alberto ne fa 2,9 a partita. Ridursi ad essere solo un guastatore mi sembra limitante per uno con il talento di Zaniolo. Anche la media di tiri in porta non è altissima, 1,8 a partita, mentre un calciatore a lui accostabile almeno per posizione in campo come Domenico Berardi ne fa la bellezza di 3,9 a partita. Anche in questo caso emerge una certa confusione o almeno poca sostanza nel momento decisivo di un’azione.

Questi pochi dati e le riflessioni di cui sopra per dire che Zaniolo deve avere uno scatto di crescita deciso ed evidente. Spesso i ragazzi li vedi a maggio che sono 1,60, per poi ritrovarteli a settembre cresciuti di 10 centimetri. Ecco, Zaniolo deve fare un balzo calcistico del genere proprio questa estate. E la partita contro il Siviglia è il primo decisivo step per il suo salto in alto.

Leave a Reply