Silent Check

Il Napoli riposizionato

By 31 Gennaio 2020

Lobotka, Demme e Politano a gennaio, azzurri da subito. A giugno Petagna e Rrahmani, e forse Kumbulla. Fuori Callejon, magari pure Mertens (salvo rinnovi), e probabilmente Allan, Koulibaly e qualche altro pezzo pregiato per fare cassa e continuare a investire. Una sola certezza, ormai: ADL investitore i soldi li caccia, e come.

Il Napoli è tra le primissime società in Europa per investimenti economici durante il mercato di gennaio. Il punto è un altro. C’è in atto un riposizionamento della società (più che della squadra) azzurra. Il messaggio è chiaro: giocatori di medio profilo, qualcuno che magari possa esplodere negli anni a venire, ma il Napoli si sta normalizzando.

ADL indovino ha capito che l’assetto della Serie A è quello di sempre; impossibile sconfiggere la Juventus, praticamente come sconfiggere la nuova Inter cinese (stabile, ricca, con un timoniere d’eccezione, pure sul mercato, come Conte). Allora qual è l’obiettivo? Giocarsi i rimanenti due posti in Champions, dal prossimo anno, lottano ad armi – più o meno – pari con Roma, Lazio e Atalanta (il Milan continuiamo a tenerlo fuori, per ora). Che in rosa di fenomeni non ne hanno, ma schierano tra le loro fila un’ossatura solida di buoni interpreti operai, dediti alla causa, che sono andati lì pure per rilanciarsi (Acerbi, Kolarov, Muriel, e via via dicendo).

Chiaro che sulla carta Politano non vale Callejon, Lobotka non vale Allan e Petagna non vale Mertens. Ma chi lo sa che nell’intelaiatura generale, magari ordita da un uomo di passioni e motivazioni come Gattuso, questo nuovo Napoli riposizionato (occhio: non ridimensionato, eh) non possa aprire un nuovo ciclo personale. Di sicuro non scintillante come quello visto in campo con Sarri o come quello sognato con il blasone che Ancelotti si portava in dote. Ma questa è stata la decisione di ADL premonitore, che ha visto così il futuro del suo Napoli.

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