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Il Saint-Pierroise vuole continuare a sognare

By 18 Gennaio 2020

La squadra dell’isola di La Réunion, che dista 11 ore di volo da Parigi, è arrivata ai sedicesimi di finale della Coppa di Francia e oggi, alle 13, si gioca l’accesso agli ottavi contro l’Epinal

Se è vero che meno di un quarto degli statunitensi, stando al risultato di un recentissimo sondaggio, sa collocare nella giusta posizione geografica l’Iran, con qualche intervistato che lo pone addirittura tra Puglia e Molise, mi chiedo quanti tra coloro che si apprestano a leggere questa storia saprebbero indicare sul mappamondo dove si trova l’isola di Reunion. Io, che l’ho scritto, ho dovuto utilizzare Google Maps, non mi nascondo.

Situata sulla placca africana, in pieno Oceano Indiano, quasi 1000 km a est del Madagascar e poco più di 200 km a ovest delle più note Maurutius, insieme alle quali costituisce l’arcipelago delle isole Mascarene, Reunion è uno di quelli che la riforma della costituzione francese del 2003 ha definito come Dipartimenti d’Oltremare. L’isola si estende per una superficie di circa 2500 kmq, paragonabile a quella della provincia di Treviso, con la quale è comparabile anche il numero degli abitanti, che supera di poco le 850 mila unità.

Il calcio, in questo paradisiaco e remoto angolo di Francia, è una vera e propria passione: il locale campionato, infatti, è strutturato in ben quattro divisioni, alle quali prendono parte ben 121 formazioni. La massima divisione, la Reunion Premier League o Championnat de La Reunion de football, è stata istituita nel 1950 e ha una dominatrice assoluta, in bianconero come accade dalle nostre parti: si tratta della Jeunesse Sportive Saint-Pierroise, formazione della città di Saint-Pierre, capitale delle Terres australes et antarctiques françaises, che ha conquistato 20 titoli nazionali ed è campione in carica ininterrottamente dal 2015. A guidare il Saint-Pierroise c’è il cinquantacinquenne tecnico Christian Dafreville, nativo di Saint-Pierre e con un’esperienza da calciatore nel massimo campionato transalpino con la maglia del Saint-Etienne.

Jean-Pierre Papin, qui con la maglia del Bayern, ha giocato con il Saint-Pierroise fra il 1999 e il 2001 ©Dpa/LaPresse.

Quella del Saint-Pierroise è una maglia gloriosa per il calcio francese, nonostante appartenga a una squadra d’oltremare che compete in un campionato che è classificato come l’equivalente della sesta divisione del calcio francese: l’hanno indossata, nella loro carriera, giocatori del calibro di Jean-Pierre Papin, Pallone d’Oro nel 1991, di Roger Milla, vero e proprio simbolo dei Leoni d’Africa del Camerun, del giramondo Djibril Cissé, vincitore di una Champions League con il Liverpool nel 2005, di Nicolas Alnoudji, medaglia d’oro a Sidney 2000 con la nazionale camerunense.

Ci sono poi alti nomi importanti che sono nati nell’isola di Reunion e hanno mosso i primi passi nel club, prima di prendere il volo per i principali campionati del vecchio continente: è il caso di Dimitry Payet, oggi all’Olympique Marsiglia, di Guillarme Horau, campione di Francia nel 2013 con il Paris Saint Germain, di Didier Agathe, pluricampione in Scozia con la maglia del Celtic, di Florent Sinama-Pongolle, con Cissé nel Liverpool campione d’Europa, per citare i nomi più noti.

Tradizionalmente, le formazioni dell’isola di Reunion prendono parte alle competizioni continentali africane, sotto l’egida CAF, ma prendono parte anche alla Coppa di Francia, insieme a quelle provenienti dagli altri Dipartimenti d’Oltremare.

SALZBURG, AUSTRIA – MAY 03: Dimitri Payet of Marseille in action during the UEFA Europa Semi Final Second leg match between FC Red Bull Salzburg and Olympique de Marseille at Red Bull Arena on May 3, 2018 in Salzburg, Austria. (Photo by Adam Pretty/Bongarts/Getty Images)

Al complesso sistema della Coupe de France, che prende il via dalle fasi eliminatorie a livello regionale, competono poco meno di 7000 squadre. Per dare un’idea dell’ordine di grandezza, alla FA Cup inglese prendono parte 736 formazioni, alla Coppa Italia solamente 78. Dal primissimo turno eliminatorio alla finale di Saint-Denis, la Coppa di Francia prevede ben 14 turni, con le venti formazioni di Ligue 1 che entrano in gioco dal nono, i trentaduesimi di finale.

Sabato 18 gennaio, la storia del calcio francese passerà ancora una volta, dopo le imprese delle scorse settimane, da Reunion. Anzi, è più corretto dire che passerà a più di 9000 km dall’isola, ma la protagonista sarà una squadra dell’isola, il Saint-Pierroise, che volerà nel dipartimento dei Vosgi, per affrontare il SAS Épinal, formazione militante in N2, la quarta divisione del calcio francese, per i sedicesimi di finale della Coppa di Francia. Les Cicognes, come sono soprannominati i calciatori della squadra campione in carica di Reunion, hanno già compiuto due vere e proprie imprese.

Superando, infatti, al preliminare l’ES Thaonnaise (formazione di quinta serie) in casa ai calci di rigore, il Saint-Pierroise si è guadagnato l’opportunità di giocare i trentaduesimi di finale contro il Niort, diventando la prima formazione di Reunion a volare nel continente per disputare una partita ufficiale in Francia. Ma non è tutto. I bianconeri isolani, infatti, si sono imposti per 2-1 a Niort, diventando la prima squadra d’oltremare a vincere in Francia, ottenendo il pass per i sedicesimi di finale, con un’altra andata e ritorno in aereo di quasi 20000 km.

Il Saint-Pierroise è diventata, così, la seconda squadra d’oltremare nella storia a raggiungere i sedicesimi nella Coppa di Francia, dopo l’ASC Le Geldar, formazione della Guyana che nel 1988-89 si arrese solamente al Nantes che, nella doppia sfida, si impose con il punteggio complessivo di 11-0. La Coppa di Francia ci ha ormai abituato alle sorprese, alle imprese impossibili, come quella del Calais, formazione dilettantistica che nel 2000 arrivò fino in finale, o quella del Quevilly, che raggiunse lo stesso traguardo nel 2012 militando nella terza divisione: continuare a sognare, quindi, è lecito per il Saint-Pierroise.

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