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Il Sottomarino Giallo sta diventando grande

By 21 Novembre 2020

Da anni ai vertici del calcio spagnolo, il Villarreal è ormai più che un semplice outsider di Real Madrid, Barcellona e Atletico

Può una cittadina di 50mila abitanti essere più nota nel mappamondo calcistico del suo vicino capoluogo, che ne vanta 120mila in più? Nel caso del Villarreal la risposta è un SÌ maiuscolo. Parliamo forse dell’esempio più fulgido di società spagnola moderna con i conti in regola e una possibilità di auto finanziamento importante, soprattutto grazie alle liquidità del presidente Fernando Roig, un importante impresario della zona che, secondo quanto riporta il giornale El Mundo, è il 44esimo uomo più ricco di tutta la Spagna, un gradino sotto un certo Florentino Perez. Attualmente secondo nella classifica di Liga, oggi il Submarino Amarillo sfiderà in casa proprio il Real Madrid.

Ambiente sereno

23 anni fa, mentre il vicino e più storico Castellón iniziava una lenta caduta dopo qualche stagione di Primera División tra gli anni ‘70 e i primi ‘90, il sottomarino giallo emergeva dalla profondità delle acque del calcio spagnolo. La mancanza di pressione e la tranquillità di un paesino percorribile a piedi in 20 minuti permise alla famiglia Roig di mettere a punto un vero e proprio laboratorio di calcio sperimentale senza obblighi di vincite immediate.

Dopo la prima storica promozione nella massima categoria del calcio spagnolo nella stagione 1997-98, il piccolo stadio El Madrigal iniziò a ingrandirsi di pari passo con le ambizioni della società, consapevole di avere un piccolo giardino che però poteva essere curato fino a diventare un parco regale. L’arrivo del giovane Pepe Reina nell’estate del 2002 e del ripudiato Juan Román Riquelme, come il portiere proveniente dal Barcellona, suppose già un passo in avanti nelle intenzioni, e i risultati si videro subito.

L’argentino, che avrebbe cambiato il numero 10 blaugrana per l’8 giallo canarino, avrebbe trovato la pace ideale nel piccolo paesino a oltre 200 km da quella Barcellona dove il tignoso ed esigente Louis Van Gaal lo aveva relegato a centrocampista di sinistra togliendogli la libertà di cui aveva bisogno. Una libertà che trovò totalmente a Vila-Real, dove nell’annata 2004-05, in seguito all’arrivo del cileno Manuel Pellegrini in panchina e dei suoi connazionali Sorin, Gonzalo Rodriguez e  Arruabarrena, oltre a Diego Forlán, sarebbe stato messo in embrione il grande capolavoro della stagione successiva.

 (Photo by David Ramos/Getty Images)

La cavalcata trionfale in Champions League, nella quale una delle illustri vittime fu l’Inter di Roberto Mancini, trasformò un paesino tranquillo in una continua fiesta: il Villarreal era apparso sulla mappa del calcio mondiale dal nulla e veniva eliminato solo in semifinale da un Arsenal dall’esperienza e dal budget infinitamente superiori. L’errore di Riquelme dal dischetto nella semifinale di ritorno riecheggia ancora nei dintorni dello stadio, ma al Mudo fu tutto subito perdonato, visto e considerato che era stato lui il grande trascinatore di quella squadra, un po’ come accadde per Roberto Baggio ai mondiali del 1994.

Ceramiche pregiate

L’indotto della zona di Castellón dipende per oltre il 50% dalle ceramiche, le cui industrie si alternano praticamente a schiera da un paesino all’altro, il che ha reso questa zona la più produttiva in tutta la penisola iberica in questo ambito. E di ceramiche pregiate il Villarreal, che oggi sfiderà il Real Madrid, ne ha tante. Il secondo posto attuale è figlio non solo di una programmazione certosina della dirigenza, ma anche della raccolta di una semina intelligente nel settore giovanile.

Gerard Moreno (Photo by David Ramos/Getty Images)

Della rosa della prima squadra attuale, infatti, ben sette provengono dalla cantera. Oltre ai due capitani, il centrocampista Manu Trigueros e il terzino destro Mario Gaspar, tra i prodotti del settore giovanile del Villarreal spiccano l’ala destra nigeriana Samu Chukwueze, l’attaccante Gerard Moreno e il difensore Pau Torres, questi due ormai fissi nelle convocazioni del selezionatore nazionale Luis Enrique, che conterà su di loro sia per il prossimo europeo sia per la Final Four della Nations League.

Se l’attaccante è da tempo uno dei più virtuosi e concreti nel suo ruolo di punta di movimento nel panorama spagnolo, il centrale classe ‘97, nato proprio a Vila-Real agli albori della stagione di lancio verso la Primera División, si è affermato da poco nell’importante ruolo di partner del capitano Sergio Ramos nella difesa titolare della Roja, giocando per intero tutte le partite di Nations League di quest’anno e facendo mostra di sicurezza e autorità in marcatura e nell’uscire palleggiando dall’area. Le ceramiche pregiate di Vila-Real e dintorni non sono dunque solo quelle dei grandi magazzini siti in tutta l’area, ma anche quelle che ogni due settimane calcano il prato verde di quello che è stato ribattezzato proprio ‘Estadio de la Cerámica” nel 2017. 

Sol Levante

Takefusa Kubo (LaPresse).

La regione valenciana, nella quale risiede Vila-Real, è conosciuta in Spagna anche con il nome di Levante, in riferimento al luogo dove sorge il sole. E di Sol Levante allo stadio della Ceramica ve n’è uno che splende forte e caldo. Si tratta del classe 2001 Takefusa Kubo, un mancino giapponese che sembra essere il vero predestinato del calcio del suo paese, molto di più dei vari Miura, Nakata o Nakamura.

Il suo ingaggio all’età di 11 anni da parte del Barcellona fu causa del blocco di due sessioni di mercato per il club catalano, il quale sembrava aver puntato molto su di lui. Rispedito in patria per farsi le ossa al Tokyo FC, il mancino di Kanagawa avrebbe preso subito l’epiteto di ‘Messi giapponese’ per via delle sue superbe qualità nel dribbling e per la sua eccellente tecnica individuale. Nell’estate del 2019, però, un blitz degli emissari del Real Madrid lo convinse ad accettare l’offerta del club della capitale, il quale lo avrebbe prima dato in prestito al Maiorca e poi proprio al Villarreal.

Paco Alcacer  (Photo by David Ramos/Getty Images)

Nonostante non sia ancora un titolare indiscutibile per Emery, è il classico rivoluzionario da infilare a partita in corso per sparigliare le carte in tavola, e tutto lascia presagire che accadrà lo stesso oggi contro la squadra che ne possiede il cartellino. Il club blanco, che negli ultimi anni ha abolito la “cláusula del miedo”, ossia quella clausola che vietava ai suoi giocatori in prestito di competere direttamente in un match contro il Real, si ritroverà così di fronte uno dei suoi futuri alfieri, il quale dall’anno prossimo potrebbe finalmente giocare agli ordini di Zidane. Ma non prima di aver provato a portare a galla il Sottomarino Giallo alla ricerca della qualificazione in Champions League, un obiettivo che nel paesino di Vila-Real covano a bassa voce ma con grande enfasi. 

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