Silent Check

In difesa di Maurizio Sarri

By 19 Giugno 2020

Ho sentito un vociare, dopo la sconfitta dell’altro giorno in finale contro il Napoli. Ho letto commenti, titoloni, ascoltato anche un po’ di malumore juventino. Si parla di esonero per Maurizio Sarri. Primo in campionato. In corsa per la Champions League (deve ribaltare il Lione, ma non è impresa impossibile, anzi). Ha rivitalizzato Dybala e ha pure provato a resuscitare Higuain (qui ci voleva un miracolo però, non un allenatore). Andiamoci piano, altrimenti vale tutto. Sarri è al suo primo anno alla Juve, anno che ha visto il simpatico arrivo di una pandemia che ha paralizzato coppe e campionati, tagliando le gambe a preparazioni atletiche e percorsi di crescita tattici. Come si può valutare l’esonero di un allenatore perché ha perso una finale di Coppa Italia ai rigori? Cos’è, ci mancava il tutto italico gusto per la polemica? Ne sentivamo la mancanza e allora abbiamo sparato sul primo sconfitto stagionale? Maurizio Sarri è un allenatore che ha bisogno di tempo, si sa. Ed è lo stesso allenatore che ha fatto innamorare mezza Italia per il suo gioco. E se anche alla Juventus c’è meno tempo che altrove, di sicuro non sono stati questi pochi mesi a tracciare un vero bilancio. Poi magari il Professore alza la Champions a Lisbona, spezza l’incantesimo bianconero, e in tanti hanno perso l’ennesima occasione per tenere la bocca chiusa. 

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