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Juventus e Inter hanno usato interpretazioni tattiche molto diverse

By 9 Marzo 2020

L’Inter ha giocato una partita molto tattica, sfruttando i movimenti in ampiezza di Candreva. Ma la Juventus è stata più pericolosa, soprattutto sulla corsia di Ronaldo e Matuidi.


(Juventus – Inter 2-0)

 

È stato sufficiente un mese per stravolgere il senso di una stagione. O almeno così è stato per l’Inter di Antonio Conte. Dopo il successo nel derby del 9 febbraio (4-2 il finale), i nerazzurri si ritrovavano al primo posto in classifica, anche se in condominio con la Juventus, con un punto di vantaggio sulla Lazio.

Ora, dopo aver perso i due “spareggi” contro biancocelesti e bianconeri, l’Inter si è risvegliata al terzo posto in graduatoria, con un ritardo dalle inseguitrici ancora da decifrare e che diventerà più chiaro solo dopo aver recuperato il match contro la Sampdoria.  E visto il momento di insicurezza che sta vivendo la Serie A (e tutto il Paese in generale), la sconfitta di ieri sera rischia di trasformarsi in un vero e proprio macigno per l’Inter, soprattutto sotto il profilo psicologico. Quella contro la Juventus è stata una partita estremamente tattica, affrontata molto diversamente dalle due squadre.

Inter

L’Inter ha accompagnato il gioco e, a differenza dei bianconeri, non ha saltato nessun reparto in fase di costruzione. Merito anche del lavoro dei tre interni di centrocampo, che indietreggiavano per consentire a Brozovic di far partire la manovra dal basso. Una centralità nel gioco nerazzurro confermata anche dai numeri: se con 13.35 km percorsi è stato il giocatore che si è più mosso in campo, il croato è riuscito anche a non perdere lucidità, giocando 80 palloni con una percentuale di precisione nei passaggi dell’88%.

La chiave tattica

Nell’Inter, però, è stato fondamentale il ruolo dei quinti di centrocampo. In particolar modo quello di Antonio Candreva, forse il migliore della squadra di Antonio Conte, capace di dare ampiezza alla manovra nerazzurra. Proprio il movimento dell’ex Lazio è stata una delle chiavi tattiche del match: un continuo allargarsi fino quasi a toccare la linea del fallo laterale per cercare l’uno contro uno per mettere in difficoltà Alex Sandro o per giocare alle sue spalle creando il 2 contro 1 con Vecino.

Foto Marco Alpozzi/LaPresse

Candreva è stato fondamentale non solo per i cross dalla trequarti in area. La sua posizione in campo e i suoi movimenti sono stati l’espressione di una tattica più corale dell’Inter,  che andava a giocare in rifinitura, cioè nello spazio delle linee della Juventus, con uno fra Lukaku e Martinez che veniva basso e uno fra Candreva, Vecino e Brozovic che attaccavano lo spazio che si era creato. La squadra di Conte ha privilegiato l’utilizzo dello spazio davanti ai difensori avversari, con fraseggi nello stretto e passaggi corti.

Juventus

Mentre l’Inter in fase difensiva sui quinti pressava a uomo, i bianconeri non effettuava un pressing diretto del terzino sul quinto nerazzurro (come Candreva), ma andava ad occupare lo spazio che andava ad attaccare quest’ultimo, alzando di qualche metro la propria posizione. Su questa situazione offensiva dell’avversario, i bianconeri facevano poi facevano scivolare orizzontalmente una mezzala, Ramsay o Matuidi, in fase difensiva.

(Photo by Filippo Alfero – Juventus FC/Juventus FC via Getty Images)

Possesso palla 

La Juventus non ha avuto una fase di possesso fluida come quella dell’Inter, passando per il mediano e aprendo per gli esterni. In questa situazione di gioco è stato fondamentale Higuain, che veniva basso con palla al portiere o ai difensori, offrendo una linea di scarico in verticale. Una volta che la palla era nella trequarti offensiva, o a centrocampo, la fase di sviluppo e la rifinitura si svolgevano molto velocemente.

Questa dinamica di gioco avveniva principalmente sulla corsia di Ronaldo e Matuidi, con un interscambio privilegiato tra i due. Il portoghese si allargava e abbassava per accompagnare la manovra e il centrocampista francese andava dentro. Movimenti che hanno portato al primo gol: in quell’occasione Matuidi ha attaccato la profondità, è andato sul fondo, ha scaricato dietro a rimorchio in mezzo all’area e Ramsey ha finalizzato l’azione.

Foto Marco Alpozzi/LaPresse

Fondamentale è stato proprio  questo movimento a incrociare  mezzala e ala per creare spazio, così come i movimenti di Ronaldo, che non ha mai dato riferimenti, arrivando addirittura in qualche occasione a giocare sulla destra vicino a Douglas Costa.

 

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