Silent Check

ll tassista di sé stesso

By 14 Gennaio 2020

Qualche anno fa ho scritto un romanzo che si intitolava “Il tassista di Maradona”. No, non mi sto auto-facendo una marchetta, giuro. E no: non sto dicendo che il titolo sia stato profetico per la storia che andremo a raccontare in questo articolo, della quale – probabilmente – avete già letto nelle scorse ore. Però in quel romanzo mi sono appassionato nell’immaginare la vita di un calciatore famoso (negli anni ’80), Jorge “Magico” Gonzalez, alle prese con un taxi per guadagnarsi da vivere e stare lontano dal mondo del calcio, con il quale aveva un rapporto particolare, odio amore, passione e repulsione.

La storia di Hakan Sukur, storico bomber turco, che adesso guida un Uber a Washington, me l’ha ricordata tanto. Non voglio focalizzarmi sul perché oggi Sukur guidi un’auto a noleggio in giro per le strade degli States; i dissidi con Erdogan, le persecuzioni politiche a lui e ai membri della sua famiglia e il sequestro di ogni suo bene, sono gli elementi noti della faccenda.

Ma mi piace pensare a una sua giornata tipo, fermo ai semafori, mentre chiacchiera con qualche cliente che lo ha riconosciuto, e imposta la destinazione sul navigatore. A ogni precedenza, i giri del motore al minimo, un gol. Magari quello più veloce della storia dei Mondiali (10.8 secondi contro la Corea del Sud, nel 2002). Ogni freccia inserita un colpo di testa. Ogni svolta a sinistra una traversa, o un palo, gli occhi al cielo e un morso alle labbra. Che sia un taxi, o un Uber, è uguale: un microcosmo di dolori e gioie, un tragitto da A a B che è una seduta psicanalitica con sé stessi e, volendo, con la compagnia. Conducente o passeggero non importa.

Una simulazione di vita in un incontro fortuito che è l’essenza di tutte le conoscenze. Me lo voglio immaginare così, oggi, Hakan Sukur. Esiliato, perseguitato, insultato nella sua, amata, Turchia. Ma libero di pensare, nell’abitacolo di un’auto dall’altra parte del mondo.

Marco Marsullo

About Marco Marsullo

Marco Marsullo è nato a Napoli nel 1985. Scrittore per Einaudi. Editorialista calcistico per il Corriere del Mezzogiorno, SportWeek e la Gazzetta dello Sport. Difensore centrale, piedi storti, braccia larghe in marcatura.

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