Silent Check

La Champions che cambiò il calcio

By 8 Maggio 2019

È cambiata la storia del calcio. Questa sera, ieri, con tutta questa Champions League. Stravolta, per sempre. Nessuno di noi guarderà più questo sport con gli stessi occhi. Dopo la folle partita di ieri ad Anfield, con il Liverpool che ribalta il 3-0 del Camp Nou, stasera il Tottenham ha bissato. All’ultimo fiato, con Lucas, mandando a tappeto l’incredibile Ajax, ennesima rivelazione di questa edizione del torneo, la più pazza di sempre.

Ricorderò per sempre queste partite perché ho avuto sempre fame e ho sempre dovuto trattenere la pipì. Impossibile allontanarsi dal divano. Allora ho cenato alle undici e sono corso in bagno solo negli intervalli. Il pallone appariva e scompariva dalle due aree, incessantemente. Bastava staccare gli occhi per un solo istante dallo schermo e ti ritrovavi un palo, un gol, un’azione sfavillante di uno dei nuovi campioni del calcio europeo. Roba da mettere un cartello, fisso, sopra i nostri televisori: “Quando guardi la Champions non usare il cellulare, può costarti la vita!”.

La squadra di Pochettino, questa sera, ha compiuto un’altra impresa. Fino all’ultimo, com’è nello stile degli inglesi, che sono conquistatori e navigatori, cuori impavidi. E anche se il gol decisivo l’ha fatto un brasiliano, Lucas, poco importa, la mentalità è quella.

Sono state tutte finali, partite secche, giocate con le scacchiere velocizzate a 4x. Schemi saltati ma sempre vivi, fuoriclasse sull’orlo dell’infarto per recuperare palloni sui terzini avversarsi. E se anche alcuni attori protagonisti sono mancati, Salah, Firmino, Kane, poco è importato. Ci hanno pensato le riserve a fare i palloni d’oro. Origi, Llorente, bomber e lottatori senza stanchezza.

Viene istintivo domandarsi: ma le nostre squadre cosa potevano contro questi alieni con le bombole d’ossigeno trapiantate nei polpacci? Cosa potevano Allegri e Ancelotti di fronte ai metodi innovativi, ai ritmi ossessivi, ai giocatori capaci di fare due fasi in una senza neanche farsene accorgere? Siamo indietro anni luce. Comincia persino a scricchiolare la teoria che i maestri della tattica siamo noi italiani.

Perché abbiamo assistito a dei capolavori targati Pochettino, Klopp e ten Hag. Dispiace, tanto, per l’Ajax. La squadra che più aveva fatto innamorare i tifosi neutrali, gli amanti del bel gioco. Dispiace perché, quasi sicuramente, non avranno un’altra chance; questa squadra verrà smembrata dal mercato e non potremo più vederli sgambettare tutti insieme a disegnare geometrie spaziali e stoppare palloni a cento all’ora con quella sfrontatezza di chi ha ancora tutta la carriera da scrivere.

E adesso manca solo l’ultimo atto, Madrid, Wanda Metropolitano: Liverpool contro Tottenham. Due inglesi, una giostra medievale da farci mangiare le ultime unghie che ancora ci restano sulle dita. Prima del fischio finale, sotto il cielo spagnolo, che consegnerà alla storia il nome della squadra che verrà ricordata come la regina della Champions che cambiò per sempre il gioco del calcio.

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