Silent Check

La consacrazione di Dybala

By 1 Luglio 2020

Sta succedendo. Sta succedendo davvero. Quello che tutti noi aspettavamo, soprattutto i tifosi della Juventus. Dybala si sta consacrando, definitivamente. Perché la sua storia bianconera è stata strana: i numeri gli darebbero ragione, eppure, nell’ultimo anno di Allegri, la Joya sembrava quasi diventata un malinteso tattico, soprattutto con l’arrivo di Cristiano Ronaldo. Perché è un giocatore che fa fatica a giocare largo e fa fatica pure a giocare dietro le punte. Perché? Perché è un attaccante. Nudo e crudo. Soprattutto se messo vicino a un calciatore come CR7, che fa reparto da solo, che obbliga le difese a concedergli quei due, tre metri in più, dove lui è letale. Velocità di pensiero, prima che di esecuzione. Paulo ha quasi cento reti con la maglia della Juve in tutte le competizioni, in cinque anni passati a Torino. Si parlava di lui, la scorsa estate, nel giro di punte che avrebbe dovuto portare Icardi alla Vecchia Signora. Con tutto il rispetto per Maurito e la sua agente, ma Dybala è un’altra cosa. Un altro impatto, un’altra classe, un’altra prospettiva. Perché la Joya è un fuoriclasse vero e quest’anno lo sta dimostrando a tutti. Se ancora ce ne fosse stato bisogno. La vera domanda, adesso, è: farà la fine di Pogba? Quando sarà venduto a centoventi milioni per fare la plusvalenza a bilancio? A pensare male si fa peccato, ma troppo spesso s’indovina, diceva qualcuno un po’ di tempo fa. 

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