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L’Ajax ha dovuto insegnare a correre a Matthijs de Ligt

By 18 Luglio 2019

Non bastano tecnica e capacità di tenere il campo. Per costruire un campione capace di fare la differenza è necessario allenare anche i fondamentali. E non solo quelli con il pallone. Era questa l’idea alla base del Piano Cruyff, la strategia di formazione che l’Ajax ha applicato fra il 2012 e il 2017. Alla base della strategia c’era un’idea molto semplice: in un calcio dove i dettagli fanno la differenza i ragazzi del vivaio biancorosso dovevano imparare ogni aspetto utile a migliorare le proprie prestazioni direttamente dagli “esperti” del settore. Bisognava allenare l’agilità o la forza? Ecco che Guillaume Elmont, campione mondiale di judo nel 2005, era chiamato a trasmettere i suoi preziosi consigli ai giovani calciatori. Bisognava migliorare l’equilibrio e l’elevazione? Ecco che Christian Tamminga, sesto ai Mondiali di salto con l’asta del 2001, veniva convocato al centro sportivo dell’Ajax.

Secondo quanto riportato da El Pais, però, i lancieri si sono trovati in seria difficoltà con Matthijs de Ligt. «Era molto alto e molto forte fisicamente – ha detto al quotidiano spagnolo Ruben Jongkind, ex coordinatore delle giovanili dell’Ajax – però il ragazzo aveva qualche difficoltà nei movimenti e non era molto agile. Fondamentalmente correva come un elefante, mentre a noi serviva che fosse una tigre». Un problema piuttosto serio che, però, l’Ajax ha risolto in maniera brillante. Per tre anni, infatti, Bram Som, che nel 2006 si è laureato campione europeo negli 800 metri, si presentava al centro sportivo biancorosso due volte a settimana per spiegare al giocatore i metodi di corsa e i punti d’appoggio da sfruttare. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

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