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Le 10 tute più brutte indossate dagli allenatori

By 22 Ottobre 2019

È bastata appena una partita sulla panchina della Sampdoria per riaccendere il dibattito. Non quello sulle prospettive dei blucerchiati, per carità. Perché il solo fatto di guardare Claudio Ranieri, a 68 anni, nel giorno del suo compleanno, fasciato in quella divisa sociale così accesa, ci ha stretto un nodo in gola. E così, dopo aver appurato che non si trattava di un problema del televisore al led, ci siamo confrontati e abbiamo provato a buttare giù una lista delle altre 10 tute più brutte mai indossate da un allenatore durante un match ufficiale. E i risultati sono disastrosi.

#10 – Fabrizio Castori, Carpi 2018/2019

Roberto Settonce/LaPresse

I designer della Givova non devono essersi impegnati più di tanto. La tuta sociale del Carpi della passata stagione non è esattamente un inno alla fantasia, anzi, sembra quasi un capo da grande magazzino, di quelli che si vendono in stock. Una scelta poco felice, in piena linea con le prestazioni sportive della squadra. Dopo 3 sconfitte nelle prime 3 giornate si dimette mister Marcello Chezzi. Così il 18 settembre Fabrizio Castori torna, per la terza volta, sulla panchina del Carpi. L’esperienza però non è di quelle da ricordare: i biancorossi chiudono al diciannovesimo posto, retrocedendo con una giornata di anticipo.

#9 – Gian Piero Ventura, Torino 2012/2013

(Photo by Valerio Pennicino/Getty Images).

Pantaloni felpati di qualche taglia più grandi del necessario e un grigio spento. È con questo outfit che Gian Piero Ventura ha deciso di guidare il Torino nella stagione del ritorno in Serie A. E anche l’annata non sarà delle più esaltanti. I granata terminano al sedicesimo posto, con 7 punti di vantaggio sul Palermo terzultimo. Capocannoniere stagionale è Rolando Bianchi, autore di 11 reti, ma l’annata diventa comunque la pietra su cui costruire un’ascesa lenta ma costante.

#8 – Eugenio Fascetti, Como 2002/2003

LaPresse.

L’ultima stagione da allenatore di Eugenio Fascetti è un disastro. Tanto per i risultati quanto per la tuta sfoggiata sulla panchina del Como. La Errea dà vita a un prodotto che sembra ben poco traspirante e l’ex tecnico del Bari lo porta in giro per tutta Italia. La rosa è composta da gente come Ferron, Binotto, Daniel Fonseca, Caccia, Benoît Cauet, Pecchia e Benito Carbone, eppure il Como si inabissa quasi subito. Il presidente Enrico Preziosi decide di sostituire Loris Dominissini con Fascetti, ma il risultato non cambia. A fine stagione il Como è penultimo e saluta la Serie A.

#7 – Maurizio Sarri, Empoli 2012/2013

(Photo by Giuseppe Bellini/Getty Images).

Si dice che la semplicità sia sinonimo di eleganza. Non in questo caso. Perché nel 2012/2013 la Royal ha disegnato una tuta semplicemente brutta per l’Empoli. E il fatto che Sarri ne indossasse una qualche taglia più ampia non contribuiva certo a renderla meno respingente. Fortuna che la squadra sul campo ha espresso un gioco molto diverso rispetto allo stile più che minimal della divisa sociale. Alla fine Sarri chiuderà comunque al quarto posto, rimandando di un anno il discorso promozione.

#6 – Arrigo Sacchi, Italia, USA 1994

Ben Radford/Allsport

Quella del 17 luglio 1994 è una data che un’intera nazione vuole rimuovere. Ed è un bene. Perché non aprendo le foto di Italia – Brasile si può provare a dimenticare la combo pantalone verde + polo a maniche corte + scarpini neri + calzini bianchi sfoggiata da Arrigo Sacchi. Una colpa ben più grave rispetto alla mancata conquista della coppa

#5 – Marcelo Bielsa, Olympique Marsiglia, 2015

(Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

Premessa: el Loco Bielsa ha una passione sconfinata per le tute. Tant’è che l’altro giorno si è presentato al gran galà del Leeds con la tuta sociale (la stessa che usa per andare a fare la spesa, tanto per capirci) al posto dello smoking. Altra premessa: el Loco è un personaggio con una passione smisurata per i colpi di teatro. Il 2015 è un anno in cui l’Adidas non sembra molto ispirata. Almeno per quanto riguarda la tuta del Marsiglia. Viene fuori un prodotto dalla vestibilità discutibile, che si infila dalla testa e che ha una zip per allargare il collo. Bielsa la indossa fieramente per una sola giornata. L’8 agosto, infatti, il Marsiglia perde in casa contro il Caen nella gara d’esordio di Ligue 1. Bielsa annuncia che il suo lavoro è terminato e rassegna le dimissioni. Sfilandosi una volta per tutte la tuta celeste.

#4 – Carlos Alberto Parreira, Arabia Saudita, Francia 1998

Tuta allenatori

(Photo by Lutz Bongarts/Bongarts/Getty Images).

Un’avventura non entusiasmante. E non solo per la strana tuta sfoggiata durante la competizione. Ai Mondiali del 1998 Carlos Alberto Parreira guida l’Arabia Saudita (è la terza parentesi della sua carriera sulla panchina della nazionale) in terra francese. Nelle prime due giornate la selezione guidata dal brasiliano perde contro Danimarca (0-1) e contro i padroni di casa (4-0). La Federazione inorridisce e decide di esonerarlo prima dell’ultima partita del girone (pareggiata 2-2 contro il Sudafrica).

#3 – Carlo Mazzone, Brescia 2001/2002

Allenatori tuta

Grazia Neri/ALLSPORT

Probabilmente la tuta più iconica della storia della Serie A. Domenica 30 settembre 2001 il Brescia ospita l’Atalanta in un derby infuocato. Baggio porta in vantaggio le rondinelle, Sala, Doni e Comandini stravolgono il risultato in favore degli ospiti. I tifosi atalantini bersagliano Mazzone con cori contro la madre e contro Roma, la sua città. Il mister mastica amaro e medita la sua rivincita. «Se pareggiamo corro sotto la loro curva», dice alla panchina. Roberto Baggio obbedisce alla lettera con una doppietta che inchioda il risultato sul definitivo 3-3 e che scatena la corsa a perdifiato di Mazzone.

#2 – Alberto Malesani, Parma 2001/2002

Allenatori tuta

LaPresse.

In estate il Parma cede Crespo alla Lazio per 100 milioni. Non il modo migliore per iniziare la stagione. A novembre mister Alberto Malesani riporta qualche ferita in un incidente stradale e si presenta in panchina con pantaloni felpati, mentre il pezzo di sopra della tuta calza decisamente troppo largo. La stagione non decolla, anzi, a gennaio Malesani viene esonerato e viene sostituito da Arrigo Sacchi. L’ex cittì della Nazionale, però, sembra arrugginito. Dopo poco si dimette dicendo di non reggere più lo stress. Al suo posto viene chiamato Renzo Ulivieri che traghetta la squadra al quarto posto meritandosi la riconferma anche per la stagione successiva.

#1 – Valeri Lobanovsky, Dinamo Kiev 1998/1999

Allenatori tuta

(Photo by Alexander Hassenstein/Bongarts/Getty Images)

Come ci si presenta a una semifinale di Champions League? Valery Lobanovsky non ha dubbi: impermeabile abbottonato sopra la tuta del club. Dopo aver pareggiato 3-3 in casa con il Bayern Monaco, nell’aprile del 1999 il Colonnello ha guidato così la sua Dinamo Kiev nel return match in Germania. Alla fine i tedeschi hanno vinto 1-0, qualificandosi per la finalissima, poi persa contro il Manchester United. La tuta di Lobanovsky, invece, si guadagna l’eternità.

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