Silent Check

Leao rischia di diventare forte

By 4 Gennaio 2021
Rafael Leao, l’anno scorso, aveva procurato qualche brutto quarto d’ora (quelli giocati a parte) ai tifosi milanisti: lo spettro del nuovo Niang veleggiava sulla testa del ragazzo; ovvero quel calciatore dai mezzi fisici superbi, con alcuni colpi sopraffini, che però non si rende conto che il campo ha una linea di fondo che ne delimita la conclusione. Un cavallo pazzo, purosangue magari, ma pur sempre imbizzarrito. Invece il Leao di quest’anno non solo segna, corre e fa segnare, ma sta dimostrando di essere in grado di ricoprire anche più posizioni d’attacco e, all’occorrenza, ieri con il Benevento la prova lampante, anche di sapersi sacrificare per il bene comune: la squadra. Quello che il cavallo pazzo, di norma, non è incline a fare. La rete di ieri contro i campani è stata una dimostrazione di velocità, forza, freddezza e classe. L’avesse fatta sua maestà Ibrahimovic sarebbe sembrata quasi normale, una formalità. E invece l’ha fatta un ragazzo giovane alla sua (quasi) seconda stagione in Serie A. E dopo il flop Andrè Silva, e le fatiche di Rebic a gestire il reparto da solo in fase offensiva, è stata una vera boccata d’aria per Pioli. A proposito: secondo voi di chi è il merito di questa evoluzione? Che domande, la risposta la conoscete già.

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