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Lee Casciaro, l’idolo di Gilbilterra

By 9 Febbraio 2021

Storia del poliziotto che, con i suoi tre gol segnati, è il capocannoniere di una minuscola nazionale

 

In uno dei tanti giorni della storia del Novecento in un minuscolo territorio il caudillo Francisco Franco, inferocito dalla nuova costituzione di Gibilterra, fece chiudere la Vreja, linea di confine tra l’exclave britannica e la Spagna, rimase sotto chiave dal 1969 al 1982; di fronte La Línea de la Concepción, cittadina (dove intenso è lo spaccio di droga) che unisce la sua condizione geopolitica con la devozione alla Immacolata Concezione di Maria: da un lato si parla spagnolo dall’altro inglese e spagnolo.

La Vreja ha ancora poco da vivere poi sparirà per far posto a Schengen, anche se resta il pastrocchio della sovranità spagnola e del controllo britannico – schizofrenia storica che dura da secoli. Nella tradizione occidentale Gibilterra è il confine tra noto e ignoto, punto d’incontro tra il mar Mediterraneo e l’oceano Atlantico. Si pensa subito alla leggenda più famosa. Decima fatica di Ercole, sottrarre le mandrie a Gerione – mostro a tre teste con tre busti e sei braccia – gli armenti erano custoditi dal pastore Eurizione e dal cane Ortro che vennero uccisi da Ercole, dopo essere arrivato fino alle pendici dei monti Calpe e Abila, estremi confini del mondo occidentale oltre i quali non si procedeva. Sulle rive dello stretto Ercole fece erigere due colonne su cui fu apposta una statua rivolta a est con nella mano destra una chiave mentre nella sinistra c’era l’iscrizione “Non plus ultra”.

(Photo by Alex Pantling/Getty Images)

Il mare che strozza o che si allarga, che si fa oceano o calma, da queste parti è nato Lee Henry Casciaro, ha quasi quarant’anni, gioca da quando ne aveva sette nei Lincoln Red Imps, ama la cucina spagnola e di mestiere fa il poliziotto; fece un pallido tentativo tempo addietro in Inghilterra ai Dagenham & Redbridge FC per diventare professionista o semiprofessionista prima di rientrare in Gibilterra e giocare il campionato locale che coinvolge dieci club, tutti dilettanti; dal 2014-2015 i campioni accedono al primo turno dei preliminari di Champions League.

Casciaro ha vinto tanto con i Lincoln, tra scudetti e coppe, ma qui si resta lontani dalla folla, dai giornali, dagli autografi, dalle polemiche. Questa terra venne raggiunta nel canto XXX da Orlando pazzo d’amore e di dolore dopo aver letto i nomi di Angelica e Medoro incisi su un albero, travolgendo ciò che incontrava, provocando terrore e stragi, attraversò la Francia e la Spagna, passò a nuoto lo stretto di Gibilterra e giunse in Africa.

(Photo by Gonzalo Arroyo Moreno/Getty Images)

Quindi partito, venne ad una terra,
Zizera detta, che siete allo stretto
di Zibeltarro, o vuoi di Zibelterra,
che l’uno e l’altro nome le vien detto;
ove una barca che sciogliea da terra
vide piena di gente da diletto,
che solazzando all’aura matutina,
gìa per la tranquillissima marina.

Il ruolo di Casciaro è attaccante, ha segnato il maggior numero di gol nella sua nazionale nata pochissimi anni fa (2013), appena tre ed è stato il primo calciatore gibilterrino a marcare in una gara ufficiale di qualificazione. Siamo a Glasgow, Scozia, limpida giornata di sole, contropiede del Gibilterra, lancio in diagonale a Lee calcia in maniera decisa; esulta, bacia la maglia, sorride, viene abbracciato; poco importa il finale di 6 a 1 per gli scozzesi. Mica però è finita per il poliziotto. Nel luglio 2015 arriva la prima vittoria internazionale per club, i Lincoln battono gli andorrani FC Santa Coloma con gol di Bardon e Casciaro.

Calcio ascetico, forma di esercizio spirituale che insegna la frugalità della gioia, la sua preziosa presenza, è il pane buono del mattino che non insegue tavole imbandite ma soltanto la soddisfazione della fame; vedere Casciaro esultare dopo il gol contro la Scozia nonostante sapesse il destino a cui sarebbe andato incontro è un gesto spirituale che ci ammaestra come un libro sapienziale perché non c’è atto di prevaricazione, mattanza sbruffona ma soltanto il piacere del momento, la felicità in un attimo di cui parlava Dostoevskij ne “Le notti bianche”.

Dio mio! Un intero attimo di beatitudine! Ed è forse poco seppure nell’intera vita di un uomo?

(Photo by Mark Runnacles/Getty Images)

 

E la vita di Lee Henry Casciaro si ripete nel 2016, al secondo turno dei preliminari di Champion’s League quando con abile giro di palla supera il difensore del Celtic e batte a rete sicuro, lui sorride, i raccattapalle dietro la porta saltano felici, i compagni lo abbracciano; Casciaro manda un bacio alla tribuna in festa, mima il gesto della gravidanza e i Lincoln quella partita la vincono prima di essere poi eliminati al ritorno. Tutto un attimo dura mai di più anche se l’attimo ha estensioni che nemmeno la quantistica può cogliere.

Il calcio di Lee Casciaro è un atto intimo che si fa collettivo, è il ritorno all’infanzia, al cortile, alla strada, a quando l’emozione non aveva ancora sponsor; anche i fratelli Kyle e Ryan giocano in nazionale, quasi a sottolineare come la piccola exclave sia una famiglia. Kyle è agente marittimo raccomandatario per la A. Mateos & Sons Ltd, compagnia di trasporti via mare, mentre Ryan come il fratello Lee è agente della Gibraltar Defence Police. Segno del quieto equilibrio della minuscola Gibilterra è la soglia sottomarina dello stretto, alta circa 324 metri – impedisce alle correnti fredde dell’Oceano Atlantico di aggredire le acque calde del Mediterraneo, che così prosegue la sua storia secondo la sua natura. Gibilterra, poco più di 33000 abitanti, ha avuto come sindaco dal 2017 al 2019 Kaiane Aldorino, miss Mondo nel 2009; è una terra, dunque, dove lo spazio esiguo si fa largo quando incontra le persone e i tre gol di Lee Casciaro lo hanno raccontato come fossero parabole della sera.

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