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L’ex ristoratore cinese che vuole comprare Gareth Bale

By 25 Luglio 2020

Ecco chi è Lin Lefeng, il Marco Polo alla rovescia che dopo aver aperto un ristorante cinese in Italia negli anni 90 ora da qualche anno è diventato direttore generale di Dalian. E dopo aver ingaggiato Rafa Benitez e Marek Hamsik, ora vuole acquistare anche Gareth Bale

I suoi involtini primavera erano la fine del mondo, poi è passato dall’altra parte del mondo, agli antipodi, per dispensare pallone al posto delle ricette. Lin Lefeng, 65 anni, è un Marco Polo alla rovescia, il canone inverso dell’esploratore. L’Italia, Vercelli per l’esattezza, l’ha scoperta dopo un viaggio-studi a Torino ai tempi dei mondiali del 1990. «E’ stato amore a prima vista. Rimasi colpito dalla cordialità delle persone». Da qui l’idea, da buon cinese, di aprire un ristorante di cucina tradizionale, a fianco del teatro, nel cuore pulsante della città.

La sua “Cina” andava davvero forte, un po’ come l’antica carriera da calciatore, immortalata da alcune gigantografie suggestive, come quella in cui, da gendarme della difesa, sfidava un vetusto Pelè con la maglia dei Cosmos. Lefeng ha vissuto in Italia per sette anni, è riuscito persino a insegnare pallone ai ragazzini di alcune scuole calcio locali, retaggio delle sue 59 presenze (e 3 gol) nella nazionale di calcio della Cina. Poi è tornato alle origini, a casa, in una Cina che a colpi di pil diventava una tigre tutt’altro che di carta o di cartone. Il calcio, sport che a quelle latitudini doveva pagare dazio al baseball, stava cominciando a fare proseliti. Nella patria del comunismo più integralista una religione da design che perpetrasse una qualche speranza laica doveva pur apparire all’orizzonte.

Ecco che nel 2004 nasce il professionismo applicato alla sfera di cuoio, e Lefeng viene chiamato a vestire i panni del direttore sportivo del Dalian Shide, ma dal 2015 la Chinese Super League ha iniziato a sfidare i colossi del calcio collocato più a occidente. Il Guangzhou Evergrande, ai tempi della gestione di Marcello Lippi, ha tracciato il solco, e oggi i tycoon di Pechino, Shanghai o Shandong mostrano soldi e muscoli e si apprestano a depredare l’Europa di campioni.

Sono già arrivati pezzi da novanta, ma il prossimo passo tocca proprio all’ex  ristoratore cinese, il signor Lin Lefeng, direttore generale del Dalian Yifang, la squadra di Rafa Benitez e Marek Hamsik, ancora a caccia del primo titolo nazionale. «Ho lavorato da manager negli ultimi anni – racconta – e ho avuto la fortuna di confrontarmi con Alex Ferguson. Lui è il mio maestro». I due si sono incontrati a Pechino, Manchester e persino a Milano, nel 2008, nel corso di una toccata e fuga italiana di mister Lefeng.

Il legame con il Manchester United è ancora solido e Lin, che si emozionava a vedere la casacca del suo Dalian «perché mi ricorda quella del leggendario Uruguay”, è chiamato nei mesi estivi a portare a termine un’operazione a dir poco clamorosa: ingaggiare dal Real Madrid Gareth Bale. Il gallese, da tempo separato in casa con Zidane, pur tra qualche acciacco, è alla ricerca di nuovi stimoli e l’offerta del Dalian è roba da far tremare i polsi: biennale da 12 milioni di dollari a stagione.

«Prendere o lasciare, altrimenti guarderemo altrove – taglia corto – stiamo cercando uomini immagine per crescere ancora e ho imparato a diventare uomo d’affari proprio in Italia”. Tra le nuvolette di drago, i ravioli al vapore, e quella camicia bianca che sapeva perennemente di fritto, verrebbe da aggiungere. Una camicia che è quasi un bozzolo da dove è saltata fuori la farfalla del calcio da globalizzazione. Forse oggi, dopo questa storia, nel menù cannibalico dello sportivo italiano, ma soprattutto piemontese, un piccolo spazio potrebbe avercelo anche il Dalian Yifang.

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