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L’idraulico che alzò al cielo la Coppa Campioni

By 29 Novembre 2019

I ricordi di Ivan Nielsen, ex difensore della nazionale danese che nel 1988 conquistò la Coppa dei Campioni con il Psv. E che oggi vive lavorando come idraulico. «Non sempre tutto può andare per il verso giusto»

Telia Parken, sono le 17.50 del 24 novembre. Il cipriota Pieros Sotiriou ha appena realizzato, nello spazio di pochi minuti, la doppietta che consente all’Fc Copenaghen di ribaltare lo 0 a 1 contro il modesto Hobro e vincere la partita. La soddisfazione è palpabile tra gli undicimila tifosi presenti sulle tribune, ma c’è anche chi non si scompone più di tanto.

È Ivan Nielsen. Per lui continua, anzi, addirittura si accelera, una sorta di via crucis di chi si osserva in uno specchio che gli rimanda lo sguardo accigliato, il baffo spento, il ventre alimentato a birra. La luce si interrompe ogni volta che pensa a quello che è stato e che non sarà più. Ha vinto una Coppa dei Campioni, da protagonista, ma oggi sbarca il lunario da idraulico. Nobile professione, sia ben chiaro, come del resto tutti i lavori onesti. Anacronistica però accostandola all’ex difensore del Psv Eindhoven e della nazionale danese.

Nielsen, oggi 62enne, vive a Frederiksberg, una sorta di enclave all’interno della municipalità di Copenaghen. È tornato nel suo quartiere per causa di forza maggiore a occuparsi di rubinetti, tubi e valvole. Costretto alla manovalanza da alcuni investimenti azzardati in borsa che l’hanno quasi portato alla rovina. «Non sempre tutto può andare per il verso giusto – racconta a chi lo riconosce in tribuna, immerso nella giacca a vento – Nielsen è un cognome comune da queste parti. La gente non ci fa caso. È chiaro che c’è un pizzico di amarezza, ma anche l’orgoglio di aver vissuto alcuni anni meravigliosi».

La storia del resto parla a suo favore. Dopo aver iniziato in patria, Nielsen si è affermato in Olanda nel Feyenoord. Ma è a Eindhoven, nel Psv targato Hiddink, che si è consacrato. Fino al 25 maggio del 1988, quando ha sollevato nel cielo del Neckarstadion di Stoccarda la Coppa dei Campioni conquistata ai rigori sul Benfica. Nielsen giocava da titolare a fianco di acclamati interpreti come Ronald Koeman, Gerets, Van Breukelen, Lerby e Kieft. Senza dimenticare i quattro scudetti e le cinque Coppe d’Olanda.

Per non parlare delle 51 presenze nella nazionale del suo paese. Vivendo da protagonista la fase storica della Danish Dinamite di Seep Piontek, assieme a Laudrup, Berggreen, Elkjaer e Arnesen. Una macchina da gol che fece tremare le grandi ai mondiali messicani prima di scontrarsi contro il muro spagnolo e un Emilio Butragueno in stato di grazia. Celebre la marcatura su Francescoli nella gara contro l’Uruguay, quella in cui in danesi demolirono la Celeste con un perentorio 6 a 1.

È davvero una mappa del tesoro il curriculum di Ivan Nielsen, a prova di qualsiasi sabotaggio della memoria storica. «C’è chi sostiene che i calciatori di oggi non abbiano la stessa tecnica di quelli dei miei tempi – commenta – è soltanto tutto più veloce, ma il talento sopravvive ai cambiamenti». All’Fc Copenaghen conosce un po’ tutti, ma non si è mai azzardato a chiedere un piccolo aiuto.

Ha allenato per un paio d’anni, ma non faceva per lui. «Ero un buon soldatino, obbediente, pronto al sacrificio. Ero uno che prendeva ordini. Non saprei mai impartirli. Le panchine possono fare a meno di Ivan Nielsen, anche se la nostalgia finisce per travolgere quella vita normale che ho dovuto scegliere, e che a volte, lo ammetto, mi sta un po’ stretta».

Luigi Guelpa

About Luigi Guelpa

Luigi Guelpa è nato nel 1971. Giornalista professionista, da 30 anni racconta l'Africa e il Medioriente per alcune tra le più importanti testate italiane.

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