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L’Instagram di Mourinho è il meglio del 2020

By 30 Dicembre 2020

Quanto è figo l’account social di José. È forse anche meglio di José stesso. Forse.

Chiede se segui José Mourinho su Instagram. No, risponde, perché dovrei, sarà il solito account in cui infila pubblicità, adv, post seri e pomposi e noiosi. Seguilo e vedrai, insiste. Seguito e visto: wow. L’Instagram di Mourinho è figo perché è il contraltare di Mourinho, o meglio ciò che lo sta riabilitando nel mondo contemporaneo, dopo un paio di anni in cui noi, voi, tutti si sono domandati se José era diventato un’allegoria di se stesso, un allenatore fuori dal tempo perché nel suo tempo era rimasto.

La retorica del duro e crudo, il tecnico incazzato con tutti coloro che non appartengono alla società per cui lavora e riferimento per chi invece è nel club, l’uomo che promette anzi garantisce gloria eterna per giocatori mediocri, uno con cui è un privilegio lavorare anche perché chissà come lavora e quali sono i suoi segreti, ecco tutto questo è scoppiato nel maledetto passaggio al Manchester United, che Mourinho ha pagato come dazio alla sua immagine anche oltre il lecito, se è vero che pure lì, dove poi tutti i dimenticabili allenatori prima e dopo di lui nell’era post-Ferguson hanno fallito, ha vinto. E lo ha fatto nonostante una dirigenza incompetente, i cui danni sono visibili ancora oggi.

A Manchester il vero Mourinho non ha funzionato, non del tutto, perché i problemi erano più grandi e profondi di lui. Così si è disinnescato l’incantesimo dell’uomo che ovunque va, vince e lo fa alla sua maniera, piegando tutto ciò che ruota attorno a lui. Quel Mourinho, quello autentico, il magnete onnipotente, dopo Manchester non è più tale. Non è più credibile. José ci mette qualche mese – sul divano di casa – per capire che così, come prima, non avrebbe più avuto lo stesso successo, che il calcio è diverso e lui sarebbe dovuto essere altrettanto, non del tutto ma almeno un po’.

Il noi contro tutti non fa più presa sui giocatori giovani e più farfalloni di un tempo – ci tornerà, ci torneremo – e soprattutto non è sufficiente la guerra fredda senza un aggiornamento tattico. Il quale deve procedere parallelamente ad uno spolvero dell’immagine. Così la storia riprende con Mourinho che sbarca al Tottenham per riabilitare se stesso e un club che nel giro di pochi mesi è passato dall’estasi della finale di Champions by Pochettino ad una sbornia di quelle brutte. José si presenta diverso e si vede perché accetta due obblighi del mondo nuovo a cui il vecchio José difficilmente avrebbe dato consenso: farsi riprendere per la prima volta dietro le quinte per la serie All Or Nothing di Amazon Prime e aprire un profilo Instagram.

Siano lodate entrambe le iniziative, che restituiscono al mondo un Mourinho inedito, più reale, con meno veli addosso, o forse è meglio dire scudi. Sulla prima, la serie, José tace forse perché era un obbligo contrattuale, d’altronde il Tottenham si era impegnato con Amazon e a quest’ultimo non poteva andare meglio: un protagonista così tra le mani, per puro caso. Ciak si gira – spoiler: la serie è da vedere anche per chi Mourinho lo odia. Sul secondo, il profilo Instagram, Mourinho si è espresso: “Eh, gli sponsor lo volevano”. Gliel’hanno fatto aprire loro, dicendogli più o meno “altrimenti che ti paghiamo a fare caro José”, sai il mondo è andato avanti e la pubblicità si fa lì. Quindi il 20 novembre 2019 Mourinho viene annunciato come allenatore del Tottenham e il 6 febbraio 2020 spunta il post brutto e utile all’apertura del profilo e alla benedizione della spunta blu. Poi più nulla (c’è il lockdown) fino al 6 giugno, in cui Hublot si introfula e piazza un bell’orologione.  José? Assente.

No, che palle, un account per l’hashtag-adv, impersonale e noioso, e dopo l’orologio l’auto di lusso, niente follow Mourinho ci dispiace, non sei cambiato. E invece: inizia con qualche dietro le quinte, ripreso direttamente dal suo smartphone, o da quello del Social Media Manager. Ecco gli spogliatoi, luogo sacro e sempre interessante da vedere per gli appassionati e lo stadio nuovo, bello, meraviglioso e vuoto, con i giocatori che applaudono il pubblico proiettato sui maxischermi e la foto di fine stagione, una stagione dura e difficile, vissuta però anche con il sorriso dal nuovo Vate from Setubal.

Passa la mini-estate in tempo di Covid e arriva la preparazione, subito, e anche il meglio del profilo Instagram che non ti aspetti. Se non è pubblicità, è Mourinho vero che legge in calze e tuta seduto su una panchina il libro di un caro amico; è Mourinho che endorsa capitan Kane, alla faccia di chi critica il mercato e sostiene sia penalizzante per presunti top player che senza fare nomi e cognomi rispondono al nome e al cognome di Dele Alli; è Mourinho o chi per lui che inizia a spingere nella relazione tra immagine e testo, tra visual e copy per i più avvezzi al mestiere della comunicazione social, con il poker di Son e l’happy bus, che non è più il bus parcheggiato davanti alla porta, beninteso.

Calcio d’attacco, alé alé, i punti arrivano e danno modo a Mourinho di prendersi sempre meno sul serio sul profilo, avvicinando a sé un pubblico che sembrava aver perso. Si vede nei commenti, tanti e tutti positivi e probabilmente autentici, se è vero che non sembra esserci dietro un community management rigoroso, che cancella quelli un po’ così. José che non si era mai interessato dell’opinione altrui, che su quel disinteresse aveva costruito la sua immagine e la carriera, inizia a ribaltare il punto di vista, ad ammiccare agli appassionati, a piacere prima a loro che ai club che lo devono ingaggiare e pagare. Lo fa con un profilo Instagram che non voleva nemmeno aprire, il canale più corretto perché diretto al consumer, B2C come si dice in gergo, consumatore che in questo caso è l’appassionato di calcio, non solo e non per forza del Tottenham. Questo è il punto: Mourinho deve tornare a piacere a quelli che lo hanno visto scivolare in seconda fila con il cuore colmo di tristezza e deve cominciare a piacere a chi non ha fatto altro che sottolineare il suo annunciato fallimento.

Ricorda a tutti, Mourinho, che è in carriera da 20 anni, quindi un po’ di rispetto. Ma lo fa con una gallery di ritratti buffi, seri ma non seriosi e sorridenti, cioè in un modo nuovo. Unica deroga, lo scatto dedicato al periodo di Madrid, forse per sottolineare i tratti oscuri di quell’esperienza, vero turning point della carriera. È anche il turning point del profilo, che diventa ancor più spassoso perché basato sull’ironia che il portoghese ha innata, dietro la corazza sempre più sottile: in casa dello Shkëndija, Macedonia, Lloris si accorge che le porte sono più basse di cinque centimetri, avvisa José che prontamente chiede all’omino Uefa di farle cambiare. Si fornisce testimonianza fotografica, a memoria eterna e futura, amen.

Hey, interisti accorrete, che sono passati dieci anni da quella cosa, giusto ricordarlo. Il pubblico di Mourinho si espande tra vecchi amici e nuovi, e dentro i post ci entrano anche gli uomini dello staff e del club, volenti o nolenti: i sorteggi di Europa League, interessanti, ma la signora in fondo alla stanza che non sa dove mettersi forse di più. LOL. C’è modo e modo anche di fare #ad, e quello di Mourinho è ormai di Mourinho: foto che bo, ma efficaci perché raffazzonate e postate così come viene, come farebbe un 57enne su Instagram. Toh. Di certo gli Spurs apprezzano il profilo del mister, se è vero che dopo la partita sono tutti lì con il telefono in mano, ma se qualche anno fa Mourinho protestava contro la nuova generazione di calciatori ai microfoni, dimostrandosi assai boomer, stavolta li spernacchia con il loro stesso strumento: non ci sono più i ragazzi di una volta ma con questi si possono comunque fare grandi cose.

Mourinho non studia più giorno e notte le partite, forse non l’ha mai fatto ma così ci ha lasciato intendere finché non lo vediamo in aereo, con pata e tablet, per l’ennesimo film dell’ennesima trasferta in aereo. Ah, già, chi sa solo di calcio non sa nulla di calcio e allora colpa nostra che ce lo dimentichiamo, come ci scordiamo che chi non sa perdere non sa nemmeno vincere. Mou ce lo ricorda: è incazzato in pullman e spera che lo siano tutti, insoddisfatto di un successo e spera che tutti se ne rendano conto, soddisfatto della squadra che ingarbuglia il Liverpool, iracondo per la sosta delle nazionali e spera che se ne vadano, i vertici del pallone, a fare un esame di coscienza. Questo è quello che succede quando scendi in campo con le scarpe nuove, anche sui verdi prati inglesi della Premier, la stessa cosa dei campetti della periferia più inoltrata di una provincia italiana, e le scommesse con i giocatori vanno fatte per stimolarli e pagate, cari mister del mondo, anche se si tratta di uno jamon da 500 sterline. Bravo Reguilon, sei un bell’acquisto, te lo meriti. Il Mourinho-social è ormai un meme, i followers lo sanno e commentano che questo è il profilo del 2020, addirittura THE GREATEST PAGE ON INSTAGRAM scritto in CAPS LOCK, e siamo d’accordo, probabilmente sì, perché dai come si fa a non sorridere di fronte a questo post:

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