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L’Italia è tornata davvero grande?

By 20 Novembre 2020

Roberto Mancini è riuscito a creare una Nazionale che può contare su tanti punti di forza ma che ha anche un grande punto interrogativo

Con la vittoria e la prestazione ancora una volta ricca di belle cose della nostra Nazionale siamo qualificati alla Final Four della Nations League che organizzeremo in casa. Per questo è giusto procedere a un’analisi più completa, per capire le prospettive di una delle selezioni in questo momento più interessanti al mondo.

Prima di tutto il modulo. Mancini aveva preso da Ventura una squadra in crisi tecnica, anche se è stata la mancanza di idee di gioco che ci ha letteralmente fatto sprofondare e dire addio ai Mondiali di Russia. Roberto Mancini ha fatto una scelta molto intelligente, adattandosi ai calciatori. Ha analizzato i modelli di gioco che le squadre principali del campionato (Juve, Napoli, Sassuolo, Lazio) propongono e ha cercato di perfezionare ancora di più quel modello per farlo rendere al massimo. Il modello scelto è il gioco di posizione davvero molto simile a quello del Guardiola di Barcellona e alle proposte di Maurizio Sarri in Italia (il quale ha allenato proprio Napoli e Juventus negli ultimi due anni). Non ha scelto ad esempio il gioco kloppiano di Atalanta e Verona, perché non ancora pienamente sedimentato nella nostra serie A.

 (Photo by Claudio Villa/Getty Images)

Il gioco di posizione è da allenare con grande continuità prima di farlo apprendere al meglio e poi ha due caratteristiche di base. La prima è la qualità tecnica degli interpreti, che devono essere bravi a far muovere il pallone tra le bande verticali in cui è diviso il campo. In secondo luogo, la fase offensiva deve essere repentina perché quando si riesce a liberare con il possesso palla l’uomo tra le linee, tutto deve poi accadere rapidamente per non far riposizionare le difese avversarie. Mancini è stato bravo a capire non solo che era il gioco che buona parte dei nostri calciatori titolari conosceva meglio, ma anche che abbiamo alcuni interpreti incredibilmente portati per questo gioco. Penso a Jorginho metodista e innesco dei triangoli di gioco con cui la manovra avanza, Insigne, perfetto nell’entrare nel campo e giocare a tre con mezzala e laterale sinistro e tanti altri. Il grande obiettivo ora è incardinare in questo contesto anche calciatori non tecnicamente adatti, come Chiesa, Belotti o Verratti, per renderlo davvero perfetto a giugno quando poi dovremo giocare gli Europei.

In questo modulo ancora in fase di perfezionamento, ci sono poi gli uomini che devono metterlo in pratica e le sorprese in questi due anni sono state davvero tante. Prima di tutto in difesa. Dato per scontato Donnarumma, e anche qui Mancini è stato bravo a togliergli pressione, affermando senza ombra di dubbio che è lui il titolare, anche in caso di cattiva forma o prestazioni a volte non perfette, noi che era un decennio che piangevamo appresso alla frase: “Italia, terra di difensori, come sei caduta in basso”, oggi siamo una delle nazioni con i migliori difensori del lotto. E ne abbiamo di tutti i tipi. Bastoni ad esempio è perfetto per il ruolo di appoggio al centrocampo, Florenzi per aggredire gli avversari e tenere alto il pressing, Chiellini è ancora uno dei migliori al mondo quando si tratta di marcare. Insieme a loro poi Bonucci, Di Lorenzo, D’Ambrosio, Acerbi, Mancini, Romagnoli. Una qualità nella quantità incredibile.
Sugli esterni “l’acquisto” di Emerson Palmieri è decisivo. Lì davvero serve un calciatore così e in Italia non c’è. Abbiamo tanti uomini di corsa e rincorsa, ma per il gioco che vuole Mancini non può mancare un calciatore ad alto tasso tecnico come Emerson.

(Photo by Claudio Villa/Getty Images)

Il centrocampo vive uno di quei momenti che spesso si sono avuti nella storia della Nazionale, quando il nuovo bussa alla porta e non puoi far finta di niente. Le prove e la crescita di Locatelli sono davvero poco commentabili. Con il Sassuolo in serie A va a Napoli e domina letteralmente il ticket forse migliore in Italia, Ruiz-Bakayoko, tenendo a bada anche Zielinski una volta entrato. Nella sua prima partita in Nazionale contro l’Olanda gioca contro Wijnaldum, De Jong, De Roon e Van de Beek e li porta dove vuole, annientando insieme a Jorginho ogni loro contromossa.

Sembra che, dopo il boom iniziale da giovanissimo al Milan, si sia chiuso in casa per imparare il calcio del futuro, e oggi sia finalmente di nuovo in campo a mostrarlo. Ecco, un calciatore così è giusto tenerlo dietro Verratti nelle scelte iniziali? Il calciatore del PSG ha molta più fantasia e in posizione di mezzapunta a questa squadra serve qualcuno che vada oltre lo spartito, ma un Locatelli del genere è difficile da tenere fuori. Gli altri due, Jorginho e Barella sono forse i migliori calciatori italiani del momento, per cui sono di diritto l’ago della bilancia azzurra.

Dell’attacco tanti hanno detto. Per pedigree, carriera e direi presenza scenica in questo momento i due centravanti possibili sono Belotti e Immobile. A differenza di Donnarumma, con loro Mancini non sa scegliere perché sono entrambi imperfetti per il gioco di posizione. In questo modello, il centravanti o non esiste e lascia quello spazio all’inserimento oppure è un calciatore con spiccate doti associative che ai due mancano. Prima della tattica o delle eventuali difficoltà di apprendimento a Belotti e Immobile manca la caratteristica tecnica principale per il centravanti nel gioco di posizione, ovvero quella di sapere orientarsi con il pallone nello spazio in grande velocità, controllando il pallone stesso in maniera orientata, per poter poi far fluire il gioco o puntare alla porta.

(Photo by Claudio Villa/Getty Images)

Ogni tocco del pallone da parte del centravanti nel gioco di posizione deve servire o a ricalibrare il gioco tra le bande verticali e orizzontali, oppure a direzionarsi verso la porta avversaria per concludere in velocità, sfruttando lo spazio che la tessitura del gioco a centrocampo ha sviluppato. Se si perde l’attimo per pochezza tecnica, si perde tanto di quello che la manovra è riuscita a creare. Belotti e Immobile purtroppo difettano entrambi in questo elemento tecnico. Non pensano al pallone per orientare se stessi e la manovra nello spazio, ma il primo pensa al corpo dell’avversario per sfruttare la sua potenza e così superarlo nel duello fisico, il secondo pensa allo spazio libero, per sfruttare la sua rapidità e la capacità di tenere alta la velocità per molti metri di corsa. Nessuno dei due pensa a muovere il difensore e a creare o sfruttare lo spazio con il pallone.

Questo è un problema che ci porteremo dietro fino a giugno, in caso di mancato salto di qualità di uno fra Caputo, Scamacca, Pellegri, Kean. Ma non è un punto interrogativo da poco, perché per quanto si crea, un attaccante che finalizzi il gioco in tanti modi, non solo con il gol, in questo assetto è determinante.

5 Comments

  • Moreno ha detto:

    Scamacca è sicuramente quello più dotato, ma non si può chiedere un salto così pesante per ovvie mancanze sul piano dell’esperienza e dei numeri ad alto livello. Attualmente l’unico adatto al gioco della Nazionale è Caputo, ma rispetto a Belotti e Immobile non ha lo stesso livello. Il problema principale è che giocare da “punta” con i principi di gioco proposti da Mancini è crudele! Semplicemente perché le richieste riguardano punte complete e soprattutto tecniche, rapide e molto associative. Questo significa che quanto più cresce il livello e più è complicato trovare un interprete all’altezza, attualmente non abbiamo una punta completa di alto livello. Da questo punto di vista persino Pinamonti è meglio di Belotti e Immobile. Forse Bernardeschi alla Van Persie toglierebbe questo problema a Mancini.

  • Mario ha detto:

    La bio dell’autore in apertura direi che si può evitare. Basta in fondo.
    Per il resto la risposta breve è: no, non è tornata grande, è solo un gruppo più coeso, più organizzato tatticamente e senza primedonne.
    Spagna, Belgio, Francia e Portogallo (solo per rimanere in Europa) le sono superiori.

  • Mario ha detto:

    Avevo dimenticato di dire che non è affatto vero che Emerson non ha un omologo, anzi, Spinazzola tecnicamente non ha nulla da invidiare al Brasiliano e come velocità e salto dell’uomo è superiore.

  • marco ha detto:

    bravi,bene, perfetti.ma…a parte l’olanda..chi abbiamo incontrato? ci esaltiamo per aver spezzato le reni a olanda e bosnia? dai..siamo seri per favore.francia germania spagna son nettamente superiori(lasciate stare il 6 a 0) inghilterra e portogallo siam li..difesa:chiellini ex giocatore, bonucci inizia ad aver acciacchi.romagnoli è scarso.(nel milan ne combina una a partita).
    attacco immobile buono solo nella lazio.belotti si impegna ma è il 9 del toro( del toro!!!)agli europei prendiam la rumba

  • marco ha detto:

    scusate volevo dire polonia e bosnia

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