Silent Check

Lo spirito dei grandi navigatori pugliesi

By 22 Febbraio 2021
Ha vinto Antonio Conte. E ha vinto alla sua maniera, con il suo credo, il suo spirito; quello mutuato da Mourinho, il navigatore portoghese che chiedeva ad Eto’o di fare il terzino e a Milito di fare Lukaku. Conte oggi ha Lukaku e chiede a Perisic di fare l’Eto’o, e la cosa funziona. L’Inter (stra)vince il derby di Milano mettendo, probabilmente, l’ipoteca sullo scudetto. E non per i soli quattro punti di vantaggio sui cugini rossoneri, spompati e annichiliti, ma più che altro per il messaggio inviato a tutte le concorrenti: ora siamo davanti e lì resteremo. Oltre Lukaku, inafferrabile, immarcabile, prepotente, un altro giocatore ha ormai in mano il destino dei nerazzurri: Barella. Il centrocampista ex Cagliari è sempre più Iniesta e Gattuso insieme. Recupera palla, salta l’uomo, verticalizza. Tutto in un istante, il tempo di vedere quel numero 23 danzare sul pallone e avviene il miracolo. L’Inter adesso non ha più alibi, né alternative. Deve finire davanti, e finirci come ha condotto il derby. Dominando. Anche a discapito dello spettacolo e del bel gioco. Tutti stretti dietro, palla a Barella, palla a Lukaku. Gol. È matematica, questa.

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