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Ilicic l’onnipotente

By 5 Febbraio 2021
Ilicic

Nell’Atalanta post-Gomez è emerso con prepotenza Josip Ilicic, la cui vena creativa non è mai stata così costante e decisiva. Superato il momento buio, lo sloveno sembra pronto a caricarsi grandi responsabilità

Da quando Gasperini ha smesso definitivamente di schierare il Papu Gomez, l’Atalanta ha affrontato in campionato quattro squadre di alta classifica: il Sassuolo, la Roma, il Milan e la Lazio. Prima della sconfitta con i biancocelesti, la Dea aveva conquistato tre tre vittorie di fila (con ben 12 gol fatti e solo 2 subiti), mostrando a tratti la miglior versione del calcio di Gasperini.

Il fatto che questo sia avvenuto senza il Papu da un lato ha ribadito quanto quella nerazzurra sia una squadra forte e matura, con principi di gioco consolidati, dall’altro ha certificato l’importanza di Josip Ilicic nella nuova Atalanta. In quei tre scontri diretti, lo sloveno ha letteralmente dominato il gioco, influenzando in maniera decisiva l’alta produzione offensiva dei suoi compagni.

Con un ulteriore step di rendimento, Ilicic sta sopperendo all’inesauribile vena creativa del Papu, come quel genitore che, rimasto solo, dev’essere sia madre che padre, e lo sta facendo in maniera perfetta. Nella vittoria sul campo del Milan primo in classifica, il numero 72 ha gestito i tempi della partita, partendo largo a destra e accentrandosi, tenendo palla o scatenando la furia verticale dei suoi compagni, a seconda del momento; al novantesimo, ha messo insieme 3 passaggi chiave, 3 dribbling, 5 falli subiti e 1 gol.

La sua tecnica in conduzione, la sua classe nel trovare linee di passaggio quasi invisibili, il suo tocco morbido e la sua andatura felpata si integrano alla perfezione con il gioco intenso, aggressivo e ipercinetico della Dea, sublimandolo.

Dopo un inizio di campionato minato dai problemi personali, Ilicic è tornato pian piano sui suoi livelli, prima con il gol nella storica vittoria dell’Atalanta ad Anfield, e poi con prestazioni sempre più convincenti. Oggi anche le statistiche indicano Ilicic come uno dei giocatori più determinanti della Serie A.

È primo per expected assist ogni novanta minuti, con 0,46 (il secondo, Mkhitaryan), secondo per passaggi chiave (2,6 a partita) dietro Calhanoglu, terzo per dribbling riusciti (3) dietro a De Paul e Boga e sempre terzo per falli subiti (3,1 sempre) dopo Belotti e De Paul.

In partite come quella contro il Milan, o contro la Roma (quando Ilicic in quarantacinque minuti ha servito due assist e segnato un gol bellissimo al termine di uno slalom tra i difensori giallorossi), lo sloveno ha mostrato segni di onnipotenza comuni a pochi giocatori. Nell’ultima stagione e mezzo, senza Ilicic l’Atalanta ha segnato 2,04 gol a partita, con lui in campo la cifra è salita a 2,46.

 

Ancora oggi ogni ci sono partite in cui il 32enne mancino sembra non essere molto sul pezzo, quasi svogliato, ma in questa fase matura della sua carriera i passaggi a vuoto sono sempre meno, e ora Gasperini sembra determinato a dargli maggiori responsabilità, per farlo rendere ancora meglio.

L’incognita della continuità sia all’interno della partita, sia a medio termine, resta comunque l’unico punto interrogativo per il prosieguo della sua stagione (vedi la sconfitta con la Lazio di domenica scorsa); per il resto, a livello di talento nel creare dal nulla un gol, un assist o una giocata decisiva, quando è in giornata non è un’esagerazione dire che Ilicic possa sedersi serenamente al tavolo dei Messi, dei Neymar, dei De Bruyne.

Pensare che lui stesso se ne sia reso conto solo negli ultimi anni, superati i trenta, lascia una nota di rimpianto nella sua carriera, ma adesso non ha senso concentrarsi sul what if, perché dopo essersi ristabilito perfettamente sul piano fisico e mentale, il 32enne sloveno ha ancora l’occasione di guidare l’Atalanta verso nuove e magari migliori imprese.

Dalla lotta per lo scudetto alla doppia sfida contro il Real Madrid, nulla è irrealizzabile per questa Dea, se potrà contare sempre su questo Ilicic. L’ultima volta che ha affrontato una squadra spagnola in una sfida di Champions a eliminazione diretta, il 72 nerazzurro ha segnato cinque gol, quattro in una sola partita. E adesso, dopo l’addio dell’amico Gomez, è ancora di più al centro dell’Atalanta.

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