Silent Check

L’orrore di quel saluto militare dei giocatori turchi

By 15 Ottobre 2019

Trovo insopportabili i giocatori turchi che fanno quell’insopportabile, violento, ridicolo saluto militare a fine partita. Così come lo trovo insopportabile pure sui social (vedi alla voce del giallorosso Under). Lo trovo insopportabile perché non bisogna avere una laura in scienze della politica contemporanea per capire che la guerra – combattuta ad armi dispari, poi – è sempre una cosa immonda.

Non entrerò nei meriti politici di quello che il governo Erdogan sta facendo ai curdi, le idee sono idee e ognuno può avere le proprie (anche se in questo caso è così evidente il sopruso che non trovarsi tutti d’accordo è complicato). Mi limiterò a provare ribrezzo per degli sportivi che invece di opporsi, o quanto meno ignorare, l’operato feroce di un governo militare, lo osannano. Anzi, ancora peggio: lo mischiano al calcio. Forse questi ragazzotti milionari ignorano che lo sport è da sempre stato un volano di pace. Che con lo sport, non solo il pallone, sono state combattute battaglie sociali, evitate guerre, unito nazioni che sembravano distrutte.

Ed è questo che mi fa profondamente incazzare: la superficialità e la boria con la quale giovanotti turchi sputano sopra tutto questo. Incommentabile, per quanto mi riguarda, la partita contro la Francia, da un punto di vista tecnico. Avranno pure pareggiato in trasferta contro i campioni del mondo, ma hanno perso la gara più importante. Quella dell’intelligenza.

Marco Marsullo

About Marco Marsullo

Marco Marsullo è nato a Napoli nel 1985. Scrittore per Einaudi. Editorialista calcistico per il Corriere del Mezzogiorno, SportWeek e la Gazzetta dello Sport. Difensore centrale, piedi storti, braccia larghe in marcatura.

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