Silent Check

L’uomo che spezzò la maledizione

By 3 Maggio 2021
Antonio Conte
È lo stesso che la incominciò, quasi dieci anni fa. Antonio Conte ha vinto lo scudetto numero diciannove dell’Inter, rompendo il continuum spazio temporale bianconero che per nove stagioni di fila hanno vinto il nostro campionato. Lui iniziò il filotto, i primi tre juventini del ciclo hanno la sua firma. Poi i cinque di Allegri e l’ultimo del tanto criticato Maurizio Sarri che, a proposito, a vedere la Juve di quest’anno, la scorsa stagione ha fatto un mezzo miracolo, ma si sa: il calcio conosce sempre la verità assoluta solo dopo che si è manifestata platealmente, e mai prima. L’Inter, dunque, torna in cima all’Italia dopo un campionato dominato per metà dai cugini rossoneri, il che, forse, aumenta anche il godimento dei tifosi nerazzurri che ieri hanno invaso Piazza Duomo e le strade di Milano in trentamila, in barba al Covid, fino alle ventidue e oltre. Lo scudetto di Conte è stato uno scudetto meritato in pieno, anche se l’Inter ha giocato maluccio, diciamocelo. Ma in Italia è inutile girarci intorno: lo scudetto si vince con la difesa e lì dietro l’Inter, salvo per le imbarcate di inizio stagione, è stata perfetta. Ci voleva lui per chiudere il ciclo Juventus, dunque. Lui che, dieci anni fa, lo aveva inventato. Complimenti Antonio, bel lavoro.

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