Silent Check

Ma quanto è forte Lautaro Martinez?

By 7 Novembre 2019

È una cosa che penso da un bel po’, ma non mi era ancora capitata l’occasione di scriverla: ma quanto è forte Lautaro Martinez? Sbarcato in Italia lo scorso campionato con quell’alone di mistero che avvolge tutti gli attaccanti argentini – i sudamericani in genere – che approdano nel nostro campionato dopo un paio di belle reti dall’altro capo del mondo. In particolare: quando l’Inter compra uno di questi giocatori. Vedi alla voce Gabigol, che di gol aveva poco e forse era meglio chiamarlo solo Gabi (anche se poi al Flamengo di gol ne ha fatti, e come, ma questa è un’altra storia).

Lautaro, El Toro, Martinez la prima annata l’ha vissuta all’ombra di sua maestà, nel bene e nel male, Mauro Icardi, in un 4 – 3 – 3 spallettiano che pochissime chance gli aveva concesso. Poi, quest’anno: l’esplosione. Perché Lautaro è un mini Kun Aguero e agisce meglio quando può prendere palla da lontano, trascinarsi gli avversari dietro ai polpacci e, a ventre basso, puntare la porta.

E per fare questo ha bisogno di giocare a due davanti, poi se con uno come Lukaku ancora meglio. È diventato l’attaccante più interessante della Serie A, poche discussioni. Segna, lotta, sporca i pantaloncini, e Conte lo ha preso sotto la sua ala, bacchettandolo anche in conferenza (mazza e panella fanno i figli belli, si dice qui a Napoli). I numeri, l’età e la voglia, sono dalla sua parte. Il talento c’è già. Una volta l’indimenticabile Maurizio Mosca, parlando di quell’Alex in bianconero con la 10 dietro la schiena, coniò la celebre frase: “Aaah, come gioca Del Piero”. Ecco, ora io conio la mia: “Ma quanto è forte Lautaro Martinez?”.

Marco Marsullo

About Marco Marsullo

Marco Marsullo è nato a Napoli nel 1985. Scrittore per Einaudi. Editorialista calcistico per il Corriere del Mezzogiorno, SportWeek e la Gazzetta dello Sport. Difensore centrale, piedi storti, braccia larghe in marcatura.

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