Silent Check

Mancini ha fatto pace con l’Italia

By 19 Novembre 2019

Undici vittorie di fila, nove reti all’Armenia, Zaniolo che fa doppietta e segna per la prima volta in azzurro. Mancini che ha riconsegnato una squadra a una nazione intera, e non era facile, dopo il tracollo sportivo, umano ed emotivo dell’era glaciale di Ventura.

L’Italia, al momento, con la Francia Campione del Mondo e il Belgio, è la squadra che gira meglio in Europa. Tanti giovani, già titolari nei loro club, insieme a qualche sicurezza (Immobile, Jorginho, Insigne). La formula Mancio (e in quanti lo criticavano all’inizio!) funziona, poche storie.

L’allenatore che da tutti, storicamente, è sempre stato considerato bravo a fare mercato, imbastire rose, ma poco accattivante sul lato tecnico, è riuscito in pochi mesi a creare gruppo, idee e, soprattutto, bel calcio. E adesso ci aspetta l’Europeo, con un piccolo “problema” all’orizzonte: a occhio e croce ci arriviamo da favoriti. O almeno, nel novero delle prime quattro candidate alla vittoria.

Il Mancio dovrà essere bravo a tenere il gruppo spensierato, perché saranno sette mesi di servizi in tivù che osanneranno gli azzurri, si sprecheranno i pronostici, le provocazioni con il sorriso sulle labbra. Tutti gli chiederanno: “Dove può arrivare questa Italia?” e lui, certamente, si farà una risatina, si stringerà nelle spalle e non si sbilancerà. Conosce il calcio, Roberto Mancini, e questa cavalcata trionfale alla sua prima esperienza da CT gli ha fatto fare una volta e per tutte pace con l’Italia intera.

Un paese che lo ha osannato e criticato, sempre, nelle medesime dosi. Da calciatore, fuoriclasse e testa matta, da allenatore, bravo ma non abbastanza da lasciare il segno. Vuoi vedere che l’ora di imprimere il suo nome nella storia sta per arrivare? Ops, scusami Mancio, fai come se non avessi detto nulla. Per ora soltanto un sentito e grandissimo grazie, a nome di tutti noi.

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