Silent Check

Mazzarri l’amico del tempo

By 26 Luglio 2019

Scherzare con il tempo non è roba da tutti. Sfidare il dio Chronos, girarsi l’orologio in faccia e tichettare il quadrante, invogliare la lancette a muoversi, quasi sostituirsi allo scorrere del tempo, le vene che pulsano e pompano sangue più velocemente dello scorrere naturale. Walter Mazzarri è uno che, non si sa perché, ma riesce a convincere i minuti a rallentare o accelerare a seconda del suo bisogno. Ieri il Torino ha vinto l’andata del turno preliminare di Europa League, tre a zero al Debrecen (poca roba, ammettiamolo), e Mazzarri sembra sempre più giovane.

Un altro miracolo, quello granata. Dopo Reggio Calabria, Genova (blucerchiata), gli anni d’oro del Napoli nervi e cuore, miracoli e rimonte, adesso quello di Torino. L’allenatore che i presidenti chiamano quasi sempre per rimettere in piedi le macerie, riesce non solo a ristrutturare in un battibaleno gli interni, e gli esterni, della sua squadra, ma si prende pure qualche licenza sotto banco. Le coppe, le qualificazioni, addirittura, di recente in granata, anche sprazzi di bel gioco.

Il suo limite, quello che non ha funzionato nell’unico palcoscenico maggiore, l’Inter. Walter è programmato per svilire l’avversario, come nell’Aikido sfrutta la potenza di chi ha di fronte a suo vantaggio, tramuta la sfortuna in fortuna. Merito del tempo, che sembra fare inversioni di marcia continue per arrivargli in soccorso. Con tutta probabilità, il Toro di Mazzarri arriverà in Europa League (tifosi granata: fate gli scongiuri, se volete).

E si presenterà ai nastri di partenza di Serie A con un’annata memorabile alle spalle. Chi lo sa dove potrà arrivare Walter, quest’anno, se il tempo deciderà di sedersi, ancora una volta, dal suo lato della panchina. Una cosa è certa: quando succederà, se succederà, Mazzarri starà già battendo le sue dita al centro del quadrante. Tic tac, tic tac.

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