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Michael Owen, 40 anni in 40 gol

By 14 Dicembre 2019

Il Wonder boy di ieri è oggi un Wonder forty-year-old, uno splendido quarantenne per dirla alla Nanni Moretti; professione pundit, commentatore insomma. Cos’è stato? Bambino prodigio sui giornali a nemmeno dieci anni, due volte capocannoniere della Premier, Pallone d’Oro a 22 (una vita dopo Keegan, l’ultimo british), uno che ha vestito le maglie di Liverpool, Real Madrid e Manchester United senza vincere una Champions, un talento eccellente, un 10, o 7, o 11 ma soprattutto un 9, tanto segnava. Appunto, segnava tanto: oltre 260 reti in carriera. E questo è un racconto, in ordine non strettamente cronologico ma neppure totalmente sparso, di 40 gol per i suoi 40 anni.

1 (e 2)


30 giugno 1998, Argentina-Inghilterra 6-5 dcr 

Owen si prende il rigore dell’1-1, poi lanciato da Beckham controlla di tacco a seguire, si fa 30 metri seminando Chamot e Ayala, batte Roa con un destro imparabile. Mitopoiesi dell’hero, mentre Becks trova il rosso e diventa il villain dell’intera nazione. L’Inghilterra finisce ai rigori (ma lui il suo lo segna, Batty no. Ma siccome ai Mondiali i rigori sono epica, non storia, lo segniamo anche noi).

 

3

6 maggio 1997, Wimbledon-Liverpool 1-2

Esce Berger, entra lui, «set to be the new Robbie Fowler, the new Ian Rush, record goalscorer of the England schoolboys». Debutto. Diagonale rasoterra. Rete.

 

4, 5, 6, 7, 8

Michael Owen

Ross Kinnaird /Allsport

 

10 aprile 1998, Manchester United-Liverpool 1-1;

20 novembre 1999, Sunderland-Liverpool 0-2;

5 maggio 2001, Liverpool-Newcastle United 3-0;

12 maggio 2001, Liverpool-Arsenal 2-1;

10 aprile 2005, Real Madrid-Barcellona 4-2

Il marchio di fabbrica. Da lancio dalle retrovie, spizzato o meno: partire 5-6 metri in svantaggio rispetto al difensore, resistere alle eventuali cariche o comunque dargliene un paio almeno in velocità, battere il portiere con un tocco raffinato. Scatto bruciante, freddezza nella conclusione e nella sua scelta.

 

9, 10, 11, 12 

24 ottobre 1998, Liverpool-Nottingham Forest 5-1

È il gol dell’1-0: Berger lo lancia in area in velocità, lui arriva dal centrosinistra: destro a giro a incrociare. Otto anni più tardi, Del Piero lo replicò in semifinale a Germania 2006. Poi sinistro, rigore, destro: poker, il primo dei due in carriera.

 

13

28 dicembre 1998, Liverpool – Newcastle United 4-2

Carragher da fuori, il destro di Owen è sulla traiettoria. Quando la palla ti viene addosso, non lo fa mai per caso.

 

14

5 agosto 200, Liverpool – Benfica 2-2

Belfast, Windsor Park: cross da destra, volo e mezza rovesciata, palla all’incrocio. Conta nulla, è un’amichevole. Ma a Belfast un gol così non lo vedevano da decenni.

 

Da 15 a 18

2000-2001, Coppa Uefa

È l’anno in cui il Liverpool ha una seconda maglia che pare la storica away dell’Arsenal e vince Uefa contro l’Alaves, Fa Cup e League Cup. Owen segna a Liberec da fuorinel secondo turno, abbatte la Roma di Capello agli ottavi di destro folle assist di Rinaldi e colpo di testa da uomo d’area, poi ancora di capoccia ai quarti col Porto. Si ferma lì. Tanto basta.

 

19

12 maggio 2001, Liverpool – Arsenal 2-1

Finale di FA Cup, l’Arsenal ha il trofeo in mano. Owen? Zero. Poi: minuto 83, si butta nella mischia, girata in area, 1-1. Minuto 88, lancio lungo, nessuno lo prende, sinistro (ne abbiamo già scritto: gol numero 7), bye bye Seaman. Bye bye Gunners. Brian Moore, in telecronaca per la BBC quel giorno, in cinque parole: «The boy is a genius!».

 

 

20, 21, 22

1/9/2001, Germania-Inghilterra 1-5

1° settembre 2001, Germania – Inghilterra 1-5

 

23

21 giugno 2002, Brasile – Inghilterra 1-1

Argentina, Germania, Brasile, all’apertura dei Mondiali 2002. È un gol dei suoi: reattivo sul lancio, sveglio su Lucio che gli regala palla, implacabile davanti al portiere. È ciò che gli mancava, un gol che vale 20 secondi di “oooooo” del commentatore brasiliano.

 

24 

Michael Owen

(Photo by Andreas Rentz/Bongarts/Getty Images)

24 giugno 2004, Portogallo – Inghilterra 6-5 dcr

Minuto 3: James rilancia, Costinha cicca di testa, Owen è marcato da Andrade, come dire nessuno. Fantasia, intuizione, colpo d’occhio e rapidità di esecuzione. La palla gli arriva spalle alla porta, Ricardo capisce ed esce, lui danza su sé stesso: piroetta, fianco alla porta, palla di fronte, destro esterno, pallonetto. L’Inghilterra finisce ai rigori (l’avete già letta, questa).

 

Da 25 a 30 

2004/2005, Real Madrid

Dei gol col la maglia del Real, sceglietene una mezza dozzina vostro piacimento. Suggerimento, occhio a quello col Racing: Raul, Ronaldo (il brasiliano), Owen.

 

Da 31 a 33 

2005 – 2009, Newcastle United

Stesso gioco, negli anni in cui torna sulla terra a causa degli infortuni. Scegliere tre gol, magari la tripletta perfetta (destro, sinistro, testa) col West Ham. E, bonus track, scegliere anche tre errori clamorosi, perché il video – in cauda venenum – non risparmia nulla.

34 

(Photo by Ryan Pierse/Getty Images)

29 agosto 2008, Newcastle United – Barnsley 2-0

Un gol tipico, come quelli che abbiamo segnalato da 4 a 8. Ma è il primo dopo venti mesi vissuti quasi sempre ai margini causa infortuni.

35, 36, 37 

Michael Owen

(Photo by Lars Baron/Bongarts/Getty Images)

8 dicembre 2009, Wolfsburg – Manchester United 1-3

Se il Wolfsburg vince 1-0, passa. Owen dice no. Di testa, a centro area. Da tre metri, solitario. In fuga, come piace a lui, con pallonetto finale.

 

38  

20 settembre 2009, Manchester United – Manchester City

Che derby. Rooney, 1-0. Barry, 1-1. Fletcher, 2-1. Bellamy, 2-2. Fletcher, 3-2, e mancano dieci minuti più recupero. Bellamy, 3-3, e manca solo il recupero. Owen, 4-3 (dalla sua zona prediletta): il recupero è lui.

 

39 e 40

12 settembre 2007, Inghilterra-Russia

Quando lo segnò, non poteva saperlo che fosse l’ultimo, a maggior ragione quella sera in cui ne fece due: uno sottomisura, uno di destro in controbalzo dal limite dopo la torre di Heskey. Quaranta con l’Inghilterra. Quaranta.

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