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Migliorarsi a vicenda

By 22 Luglio 2019

Ecco cosa de Ligt può dare alla Juventus. E cosa la Juventus può dare a lui

Microfono in mano, petto in fuori, sguardo fiero. Il 17 maggio, davanti a una folla adorante di tifosi dell’Ajax, Matthijs de Ligt tiene un discorso che potrebbe essere stampato nel colletto della maglia dei Lancieri o riportato su una parete come spunto motivazionale: «Abbiamo fatto vedere a tutti il nostro calcio offensivo, abbiamo messo in campo quello che Johan Cruijff voleva vedere e si aspettava da noi». Ci siamo presi una libertà nella traduzione, perché de Ligt non fa mai il nome di Cruijff. Lo chiama semplicemente «the big man above us», come fosse un’entità superiore.

È per questa personalità e per questo senso estetico che Matthijs de Ligt può diventare il simbolo della nuova svolta juventina. Un acquisto, per certi versi, più significativo dell’arrivo di Cristiano Ronaldo un’estate fa: quello era il modo per gridare al calcio europeo il rinnovato peso di una squadra alla disperata ricerca dell’alloro continentale, mentre il colpo di mercato consegnato a Maurizio Sarri è il secondo passaggio di una trasformazione che la dirigenza bianconera ha iniziato a progettare con l’addio a Massimiliano Allegri. Non conta più soltanto il cosa, ma il come: la nuova Juve vuole vincere e piacere, e pochi difensori al mondo sanno appagare l’occhio degli appassionati come il diciannovenne di Leiderdorp.

 

Cosa può dare de Ligt alla Juventus

de Light Juventus

Nel momento dell’addio a Benatia nel mese di gennaio, la Juventus ha di fatto preannunciato l’urgenza di un grande acquisto in difesa, visto anche l’addio di Andrea Barzagli. Con un Daniele Rugani mai all’altezza dell’hype che le sue stesse prestazioni empolesi avevano generato, si percepiva la necessità di un grande nome da aggiungere agli immortali – ma sempre più esposti al logorio del tempo – Bonucci e Chiellini, ultimi due superstiti della storica BBC. Qualcuno immaginava un possibile assalto a Koulibaly, complice anche la stima di Maurizio Sarri nei suoi confronti, ma la Juventus è arrivata al pezzo più pregiato del mercato continentale.

I bianconeri aggiungono un difensore dalla personalità debordante in relazione alla giovane età, un calciatore pronto a rischiare qualcosa sotto pressione (0,3 dribbling riusciti a partita) e capace di utilizzare il suo fisico, anche se non sempre nel migliore dei modi, per vincere le sfide con gli attaccanti avversari: ha vinto 3,9 dei 6,1 duelli aerei ingaggiati a partita in Eredivisie. Nonostante la stazza, de Ligt non è un difensore lento (neanche veloce a dire il vero) e sembra pienamente consapevole dei suoi limiti: è abituato a giocare in una squadra che ama alzare il baricentro, caratteristica che con Sarri tornerà parecchio utile, e sa come nascondere qualche affanno in campo aperto grazie a una grandissima capacità di lettura delle situazioni.

Ha un piede raffinato, in Europa e in Eredivisie si è visto quanto potrà tornare utile anche nei piazzati a favore con i suoi colpi di testa – 10 gol in carriera tra campionato olandese e Champions League – e, pur essendo un classe 1999, ha un bagaglio di esperienza internazionale irreale: ha già in archivio una semifinale del massimo torneo europeo e una finale di Europa League, persa contro il Manchester United ormai tre stagioni fa. Provenire da un sistema abituato al fraseggio corto – in Eredivisie ha messo insieme soltanto 5,5 tentativi di passaggi lunghi a partita contro i 10,2 di Bonucci e gli 8,7 di Chiellini – potrà inoltre permettergli di calarsi senza troppi problemi nei principi di gioco cari a Sarri.

 

Cosa può dare la Juventus a de Ligt

de Light Juventus

Se finora abbiamo tracciato il ritratto di un difensore estremamente europeo per mentalità, personalità e doti tecniche, dobbiamo evidenziare anche qualche difetto. Pur con un fisico possente, a volte de Ligt sembra non “sentire” a sufficienza gli attaccanti in area di rigore. Quell’esuberanza che lo rende capace di vincere duelli a 30-40 metri dalla porta non viene utilizzata al meglio nella zona rovente del campo: la vicinanza di un maestro in marcatura come Chiellini potrebbe permettergli di crescere anche in questo campo, dandogli quel tocco di “italianità” di cui sembra aver bisogno.

Dal capitano bianconero, de Ligt può apprendere anche la padronanza in conduzione di palla: nel calcio a tratti stagnante di Allegri, pur senza una tecnica di base esaltante, Chiellini si era specializzato in brevi strappi con la sfera, perfetti per aggirare i tentativi di pressing avversari senza esagerare nel fraseggio, e in passaggi secchi a cercare compagni tra le linee. La tendenza a rischiare la giocata anche sotto pressione porta talvolta de Ligt a sbagliare: il dato delle palle perse a partita in Eredivisie è di 0,7, una cifra decisamente più alta rispetto a Bonucci (0,3) e Chiellini. Il numero 3 juventino, pur essendo ormai abituato a qualche conduzione aggressiva, non va oltre le 0,4 palle perse a partita.

Bisognerà inoltre capire quale possa essere il suo partner migliore, in un pacchetto che vede anche la presenza di Rugani e, al momento, di Demiral: l’impressione è che de Ligt arrivi per fare il titolare in una difesa che, almeno sul piano teorico, avrebbe già due titolari come Bonucci e Chiellini. Il fatto che il toscano vada per i 35 anni dovrebbe però agevolare un inserimento privo di grosse polemiche: un turnover ragionato, visti i tanti impegni juventini, non scatenerebbe polemiche neanche tra i più accaniti. «Sarà importante, per de Ligt, avere tanto minutaggio, e non vedo l’ora di vederlo impegnato contro attaccanti più forti in una lega più competitiva dell’Eredivisie, con test continui ogni weekend e non soltanto nelle gare europee», aveva detto di lui uno dei grandi difensori olandesi passati in Italia, Jaap Stam. Anche da questo punto di vista, la Juventus può dare a de Ligt l’occasione giusta per mettersi alla prova contro attaccanti di alto livello. Tutto fa pensare che quello tra il centrale ex Ajax e la Juventus sia un matrimonio perfetto, in grado di accontentare entrambe le parti finché il mercato non andrà a separarle. Ma nel calcio, come nella vita, i fattori da tenere in considerazione per tenere tutto in equilibrio possono essere anche imponderabili.

 

 

I dati statistici usati nel pezzo sono tratti da whoscored.com
Foto: Getty Images.

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