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Milano capitale

By 17 Dicembre 2020
Due facce, stessa città, nerazzurri e rossoneri, sappiamo il resto della storia. Una è pazza, adrenalinica, forse mai davvero bella da vedere ma emozionante. L’altra ha inventato calcio nel mondo, è crollata, sta provando a risorgere. Inter e Milan sono divise da un punto, in cima alla classifica. E le partite di ieri hanno rivelato i veri punti deboli delle due squadre di Milano. L’Inter, si sa, è Lukaku dipendente. Ma non è questo il punto: l’Inter ha paura di sé stessa. Se vai in vantaggio, in casa, e contestualmente hai la superiorità numerica, non ti chiudi in difesa e cambi una punta per arroccarti. Tieni il possesso palla e fai passare il tempo, dominando, in silenzio, il gioco. Arriva il novantesimo e hai vinto e convinto. L’Inter, invece, va in panico. Per vincere un campionato non bisogna mai avere paura. Il Milan, ma già si conosceva il suo limite, ha finito i calciatori. Nel vero senso della parola. Giocare in difesa con Kalulu titolare (per carità, il ragazzino ha anche bei colpi e un futuro da scrivere), il giorno in cui ti mancano Theo Hernandez, Ibrahimovic, Bennacer, Kjaer e Leao non sta in piedi, vuol dire che qualche mossa sul mercato si è sbagliata. Fortuna vuole che a gennaio manchino una manciata di giorni. Se il Diavolo vuole fare sul serio deve infoltire la rosa, in difesa, sulla mediana e, magari, trovare una punta centrale che faccia la punta centrale in assenza di Ibra. Anche se Ibra, pure questo si sa già, non si può sostituire mai.

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