Silent Check

Napoli, abbiamo un (enorme) problema

By 20 Gennaio 2020

L’apoteosi del dolore è nello sguardo di Gattuso, che dopo la sconfitta di sabato contro la Fiorentina al San Paolo non sembrava neanche lui. Le ipotesi sono due, senza troppi giri di parole: o il Napoli, in tutti i suoi calciatori, per un curioso caso di “scordatio futbolorum”, ha improvvisamente dimenticato come si gioca a pallone, o i calciatori hanno deciso – chi lo sa se per punire ADL dittatore o solo per incuria – di far affondare la barca a picco, da un giorno all’altro. Non si spiega.

Perché dopo Ancelotti, la scossa che doveva arrivare con il subentrante Gattuso non si è vista neanche per venti minuti, a oggi. Di solito si cambia in panchina per questo motivo: creare il terremoto, che come dice l’immortale Ciro Di Marzio di Gomorra è “volere di Dio”. Smuovere, elettrizzare, semplicemente stravolgere un’inerzia. Ma il Napoli si è spento. Morte cerebrale del gioco, apatia globale in tutti i reparti, di una squadra che quest’anno è stata l’unica capace di battere il Liverpool campione d’Europa di sua maestà Klopp.

L’ennesima sconfitta casalinga contro la Fiorentina ha mostrato dei limiti che stanno gettando nello sconforto totale i tifosi azzurri. Perché va pure bene perdere, ma perdere così non ha una spiegazione, logica, tattica e, soprattutto, umana. Il Napoli è una squadra che non è più squadra, uomini che non sono più lottatori. Tramonto ingeneroso di una generazione di giocatori che non dovevano avere questo destino. Che cosa brutta, fa proprio male.

Marco Marsullo

About Marco Marsullo

Marco Marsullo è nato a Napoli nel 1985. Scrittore per Einaudi. Editorialista calcistico per il Corriere del Mezzogiorno, SportWeek e la Gazzetta dello Sport. Difensore centrale, piedi storti, braccia larghe in marcatura.

Leave a Reply

Leggi un altro articolo
Leggi un altro articolo
Il tecnico dell'Inter ha costruito in poco tempo una grande...