Silent Check

Napoli non si è mai innamorata di Milik

By 10 Ottobre 2019

Quella di Arek Milik e il Napoli è una storia d’amore senza l’amore. Il centravanti polacco arrivò a Napoli nell’estate 2016, quella dello scisma Higuain in bianconero per intenderci, proprio per sostituire l’argentino traditore, fresco del record di gol in Serie A. E quando uno arriva per prendere il posto nel cuore della gente di uno come il Pipita, fuoriclasse e fuggitivo alla rivale di sempre, parte con un piede più pesante dell’altro.

Una missione impossibile già nel concetto. Poi, i due infortuni, con le prime due stagioni passate più in infermeria che in campo. Segna dieci gol in trentaquattro apparizioni, pochissime da titolare. Infine, la scorsa annata con i diciassette centri in campionato sembrava aver restituito un calciatore sano, efficace in zona gol, ritrovato. Eppure niente da fare.

L’inizio di questa stagione è stato disastroso, la partita di Champions contro il Genk il ritratto più impetuoso. La verità è che Napoli non si è mai innamorata per davvero di Milik. I tifosi non gli perdonano i tanti gol sbagliati e una abulica assenza di cattiveria sotto porta. Forse, e dico forse, sul polacco pesa ancora l’eredità che gli è stata consegnata il giorno del suo arrivo. Arek non è un divoratore di partita, non è come Higuain, argentino e insaziabile (al mio tre le battute sul sovrappeso, forza). È un ragazzone del nord Europa poco incline alla rabbia.

La sua partita è spesso riflessiva, un nove atipico con spruzzi di sette e dieci. Ama giocare tanti palloni, forse pure troppi, perché in area finisce per arrivarci poco lucido. I tifosi azzurri vogliono la garra, quell’ossessione famelica per la rete, non questo. Quando vedono il 99 dietro la sua maglia probabilmente leggono ancora un solo 9, rimpiangono il fu Pipita mano sul petto sotto la curva, e non possono fare a meno di dire: meritiamo un centrattacco come quello. L’eterna battaglia di Milik per essere amato a Napoli, forse, non finirà mai. Ora come ora è l’ultima scelta offensiva per Ancelotti. Un punto interrogativo alto quasi un metro e novanta. Da lui si attende un’esclamazione, definitiva. L’amore: che sentimento difficile da tenersi stretto.

Marco Marsullo

About Marco Marsullo

Marco Marsullo è nato a Napoli nel 1985. Scrittore per Einaudi. Editorialista calcistico per il Corriere del Mezzogiorno, SportWeek e la Gazzetta dello Sport. Difensore centrale, piedi storti, braccia larghe in marcatura.

Leave a Reply

Leggi un altro articolo
Leggi un altro articolo
Boxeur, monologhista, iracondo. Fenomenologia di Salvatore Soviero, uno dei portieri...